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Come si costruisce un campo da tennis in terra rossa?

All’origine ci sono i mattoni sbriciolati ma sono fondamentali anche gli strati sottostanti.

Giocare a tennis sulla terra rossa in pratica è come farlo su uno strato di mattoni… o quasi! Sì, perché la ben nota “terra rossa” (o terra battuta, detta clay in inglese) dei campi da tennis di tutto il mondo è di materiale argilloso ed è il prodotto della macinazione dei laterizi, quelli comunemente usati nell’edilizia.

Ma, oltre a questo, la cosa più importante è il sottofondo. Preparare e realizzare al meglio gli strati sottostanti, infatti, garantisce drenaggio e livellamento ottimali e quindi il miglior sviluppo possibile del gioco. Questo è ancor più rilevante in base a dove si decide di realizzare il campo: esistono infatti diversi schemi di stratificazione se il campo viene costruito sopra un fondo di asfalto o sopra un vecchio campo già esistente in terra o in cemento resinato (detto mateco).

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(Photo by Clive Brunskill/Getty Images via OneFootball)

Di fatto, il campo da tennis in terra rossa è incassato dentro uno scavo di 40-50 centimetri, contornato da un cordolo perimetrale in calcestruzzo armato intervallato da pozzetti di deflusso dell’acqua verso l’esterno. Sul fondo in cls viene posato lo strato di ghiaia/pietrisco per circa 20 cm, sopra cui si stende uno strato di pietrisco di grana minore per circa 5 cm di spessore. Proseguendo verso l’alto, ci sono altri 4 cm di macinato drenante sopra i quali viene collocato uno strato di 4 cm di “sottomanto” (già realizzato in terra rossa).

Sopra il sottomanto c’è (finalmente) il manto, da spargere uniformemente e ripassare più volte: è questa la superficie su cui effettivamente si poggiano i piedi quando si gioca, va steso con cura e livellato con l’aiuto di stracci e rulli, ha una leggera pendenza dello 0,5% verso i lati e servono poco più di 2 kg/mq di terra rossa per completarlo (sono 15 quintali in tutto per un singolo campo!).

E le righe? Un piccolo focus a parte va riservato alle righe che delimitano il campo e segnano il fuori, la linea e l’area del servizio. Servono 146,24 metri di nastri per realizzarle tutte, e sono fissate al manto con due chiodi ogni 5 cm: in totale fanno quasi 7mila chiodi per ogni campo da tennis in terra rossa!

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Schema esemplificativo della stratificazione comune per un campo da tennis in terra battuta (img via Centro Italia Sport)
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Schema d’esempio del sistema di strati MAPEI per un campo da tennis in terra rossa (img by Mapei / visual by Archistadia)

Tecnicamente, esistono 7 tipi diversi di terra battuta per i campi da tennis:

  • terra rossa (la più famosa e diffusa)
  • terra verde
  • terra blu (vista per esempio per un solo anno al Masters 1000 di Madrid)
  • terra grigia
  • terra gialla
  • terra marrone
  • terra sintetica

In particolare, la terra verde rimanda agli anni ’70 e ’80 sul circuito americano. Era molto diffusa negli Stati Uniti, infatti, e garantiva un rimbalzo più rapido rispetto alla terra rossa. La colorazione era dovuta all’uso del basalto come materiale principale, invece dell’argilla, e su questa superficie si ricordano in particolare le ultime edizioni degli US Open a Forest Hills (1975-1977), prima del passaggio a Flushing Meadows sugli attuali campi in cemento.

Come funziona la manutenzione di un campo in terra rossa?

Sul piano della manutenzione, i campi in terra battuta sono piuttosto semplici da gestire. Oltre alla manutenzione ordinaria annuale, è consigliabile un intervento di ripristino a inizio e/o fine stagione: con 2-3 giorni di attività vengono rimosse le righe, fresato e rullato il campo, e infine rimontate le righe.

A livello settimanale (o giornaliero) gli interventi sono ridotti al minimo. Una cosa importante è bagnare il campo per mantenere umida la terra battuta e garantire condizioni ideali di gioco: la bagnatura dipende dalle esigenze giornalieri e dal meteo, e in estate è importante farlo alla sera o al mattino presto, per evitare la formazione di pozzanghere.

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Un dettaglio delle righe inchiodate al campo da tennis in terra rossa.

La terra battuta è attualmente la superficie forse più diffusa nel corso dell’annata sportiva professionistica ATP e WTA. In particolare, ci sono due periodi dell’anno in cui si concentrano la maggior parte dei tornei su terra: in Primavera, con i più importanti fra Montecarlo, Madrid e Roma, e la conclusione al Roland-Garros di Parigi, e nella tarda Estate, con alcuni tornei europei fra cui Umago, Amburgo e Palermo.

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