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5 cose da sapere sullo Stade de France di Parigi

Lo stadio nazionale di Francia ospita la finale di Champions League 2022.

Lo Stade de France di Parigi ospita la finale di Champions League 2022, Liverpool-Real Madrid, ed è l’occasione perfetta per riscoprire alcune caratteristiche di questo impianto che rimane ancora uno dei migliori e più all’avanguardia d’Europa, anche dopo oltre vent’anni dalla sua inaugurazione.

Ecco qui di seguito 5 cose fondamentali da sapere sullo Stade de France, in vista della finale di Champions League ma anche in previsione di una vostra visita futura!

1 Il primo stadio di calcio della nuova era contemporanea

All’inizio degli anni Novanta quasi nessuno pensava che costruire stadi nuovi, funzionali e allo stesso tempo belli esteticamente, fosse davvero necessario. Lo Stade de France fu il primo esempio di questo nuovo approccio, mentre l’Europa iniziava a mettersi pian piano in moto affrontando il tema dei nuovi stadi per il calcio, in particolare con le ristrutturazioni a tappeto della Premier League e il progetto dell’Amsterdam ArenA (che però puntava molto sulla funzionalità e l’interazione dei servizi, senza una nota estetica rilevante).

Lo Stade de France, pensato nel 1992 e costruito fra il 1995 e il 1998, fu invece il primo nuovo grande stadio di calcio europeo che univa funzionalità e architettura in modo riconoscibile ed efficace, e aprì la strada alla nuova concezione degli impianti sportivi.

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Una fase intermedia del cantiere di costruzione dello Stade de France di Parigi (photo via Cabinet Altius)

2 Un nuovo stadio per una Francia di nuovo unita

Lo Stade de France fu ovviamente la punta di diamante della Francia nell’ospitare i Mondiali ’98 ma fu soprattutto la risposta alla necessità di avere finalmente, dopo settant’anni, uno stadio che fosse casa della Nazione e dei suoi due sport simbolo: il calcio e il rugby.

La Nazionale francese era storicamente itinerante (in particolare fra il Parc des Princes di Parigi e il Vélodrome di Marsiglia) e non esisteva uno stadio considerato “nazionale” fin dallo Stade de Colombes dei Giochi Olimpici del 1924. La spinta alla costruzione dello Stade de France fu di tipo “sportivo e nazionalistico”. La Francia aveva bisogno di ritrovarsi unita, in un momento di grande transizione sociale e culturale ma anche di passaggio critico fra due generazioni nel calcio: la Nazionale post-Platini non si era qualificata a Euro 88, e nemmeno ai Mondiali 90 e 94.

Dietro alla candidatura per ospitare i Mondiali ’98, e all’idea di costruire lo Stade de France, ci fu sempre una figura fondamentale: Jacques Chirac, prima sindaco di Parigi (1977-1995) poi Presidente della Repubblica (1995-2007). A lui si deve lo sforzo (e la testardaggine) nella scelta del comune di Saint-Denis, appena a nord di Parigi, una semi-periferia che garantiva ottimi collegamenti e una base di sviluppo edilizio futuro di cui approfittare come traino dietro alla realizzazione del nuovo impianto.

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Jacques Chirac con la squadra della Francia Campione del Mondo 1998 (photo via Le Parisien)

Insieme alla creazione del centro sportivo nazionale di Clairefontaine, la Francia produsse una generazione multi-culturale di calciatori (simbolo delle diversità sociali del Paese) di qualità tecnica incredibile, che vincerà il Mondiale ’98, in finale contro il Brasile, proprio sul prato dello Stade de France. La scommessa era vinta. Era stato costruito un nuovo stadio per una nuova Francia unita.

3 Il Disco Volante di Parigi

Progettato dagli studi CR e SCAU, e costruito fra la primavera del 1995 e il gennaio 1998, lo Stade de France venne immediatamente soprannominato “il disco volante”, una definizione che ne rappresentava l’estetica in modo iconico.

🛸 La cifra stilistica dell’impianto è infatti il disco di copertura: 18 colonne si elevano dal catino delle gradinate e, come frecce che puntano al cielo, sostengono il tetto di 13mila tonnellate (una volta e mezza il peso della Torre Eiffel!). Ci volle più di un anno per posare il tetto, che rimane quasi sospeso a 46 metri di altezza rispetto al terreno circostante e, soprattutto, replica in proiezione l’anello della pista d’atletica, simbolo dell’universalità dello sport.

Lo studio SCAU, all’epoca, era al suo primo progetto in campo sportivo, e dopo Parigi amplierà il suo portfolio, in particolare con altri due progetti-simbolo del calcio europeo: il design del nuovo Atatürk Olympic Stadium di Istanbul (2002) e la completa trasformazione del Vélodrome di Marsiglia (2014, ne abbiamo parlato qui in un articolo interamente dedicato alla storia dello stadio).

4 La pista d’atletica c’è o no?

Allo Stade de France c’è o non c’è una pista d’atletica? La risposta è “sì, c’è”, ma in effetti non sempre!

La pista d’atletica dello stadio nazionale di Francia rappresenta proprio una delle principali caratteristiche dell’impianto, e dopo oltre vent’anni dalla sua inaugurazione, lo Stade de France viene ancora citato come modello da imitare per questo sistema.

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Vista aerea in notturna dello Stade de France con Parigi sullo sfondo (photo by Fred Aguilhon via ArtTribune)

L’anello di pista, infatti, è a scomparsa grazie alle gradinate mobili del primo anello, che possono esser fatte scorrere avanti e indietro, a seconda dell’evento sportivo ospitato. All’epoca fu una soluzione senza precedenti, in grado di riconfigurare la posizione di ben 25mila posti sugli 80mila totali dello stadio, e tutt’oggi è ancora una caratteristica non di così semplice realizzazione nei nuovi stadi. Le gradinate del primo anello dello Stade de France possono scorrere avanti o indietro di 4,5 metri, e l’intera operazione dura circa 80 ore (poco più di 3 giorni!).

A livello puramente tecnologico il sistema di scorrimento della gradinate dello SdF è forse un po’ superato (soprattutto per i tempi di funzionamento) ma a livello pratico, paradossalmente, è ancora oggi una caratteristica eccezionale, e gli altri stadi nuovi che se ne sono dotati si contano davvero sulle dita di una mano.

5 Quante finali!

La finale di Champions League 2022 non sarà il primo grande evento internazionale ospitato allo Stade de France, anzi. È la terza volta nella storia che l’atto finale della massima competizione europea si gioca qui, dopo la finale del 2000 (Real Madrid-Valencia 3-0) e quella del 2006 (Barcellona-Arsenal 2-1).

Ovviamente, l’evento che rimane nella storia dell’impianto è il primo, la finale dei Mondiali ’98 (Brasile-Francia 0-3) a cui si è poi aggiunta la finale di Euro 2016 (Portogallo-Francia 1-0). Lo stadio ospita regolarmente tutte le finali della Coppa di Francia (sia calcio che rugby) e ha già accolto anche due finali del Mondiale di rugby (1999 e 2007).

Lo sapevi? Oltre allo Stade de France, Parigi ha già ospitato altre grandi finali europee nella storia: la prima Coppa dei Campioni venne contesa al Parc des Princes, nel 1956, fra Real Madrid e Reims (4-3 per gli spagnoli), e di nuovo nel 1975 (Bayern Monaco-Leeds 2-0) e nel 1981 (Liverpool-Real Madrid 1-0). Sempre al Parco dei Principi di Parigi si sono giocate la finale di Coppa UEFA 1998 (Inter-Lazio 3-0) e le finali di Coppa delle Coppe nel 1978 (Anderlecht-Austria Wien 4-0) e nel 1995 (Real Zaragoza-Arsenal 2-1).

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