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Cos’è successo (davvero) con i tifosi del Liverpool prima della finale di Champions League

Un caos che ha ritardato il calcio d’inizio, causato da biglietti falsi e carenze organizzative UEFA.

La finale di Champions League 2022 allo Stade de France di Parigi non è stata solo segnata dalla 14esima vittoria del Real Madrid (e dal quarto successo personale di Carlo Ancelotti da allenatore) ma, soprattutto, dall’improvviso e incontrollato caos che si è creato fra i tifosi del Liverpool agli ingressi dello stadio, nelle ore precedenti al calcio d’inizio.

Com’è noto, il calcio d’inizio della finale è stato ritardato addirittura di 35 minuti, per quello che inizialmente sembrava soltanto un problema di ingresso a rilento dei tifosi, da risolvere posticipando l’inizio della gara ed evitare la corsa del pubblico e l’eventuale calca.

In realtà, come testimoniato da chi ha vissuto in prima persona il pre-partita in mezzo ai tifosi del Liverpool (e come ben visibile da diversi video sui social), la questione è più ampia e coinvolge la pessima organizzazione dei percorsi verso lo stadio e dei punti di pre-filtraggio, oltre all’esagerata reazione della Polizia francese, in combinazione con la presenza di persone senza biglietto o con ticket falsi.

Questo articolo è stato redatto dopo aver raccolto diverse testimonianze dirette fra i tifosi del Liverpool e parlato con alcuni giornalisti presenti all’esterno dello Stade de France e rimasti coinvolti negli eventi.

Il dato di partenza da considerare è: Real Madrid e Liverpool avevano circa 20mila posti per i propri tifosi, nelle rispettive curve di destinazione. A Parigi erano però arrivati circa 50mila tifosi inglesi, che hanno poi riempito la Fan Zone ufficiale per tutto il pomeriggio della gara, in un’atmosfera di festa e di musica senza alcun problema di ordine pubblico registrato dalle autorità.

La Fan Zone del Liverpool era situata a Cours de Vincennes, sud-est di Parigi, a circa 13 km dallo Stade de France (che invece è in periferia nord). Matt Pearson, inviato per DW Sports, era lì per raccontare la giornata dalla prospettiva Reds e ha riferito di un esodo verso lo stadio iniziato verso le 5 del pomeriggio (calcio d’inizio previsto quattro ore dopo). Dopo circa un’ora di viaggio fra due linee di Metrò, arrivati in zona stadio si è svelato il problema principale nell’organizzazione dell’evento: il percorso controllato per incanalare i tifosi del Liverpool si è rivelato essere il passaggio pedonale lungo Avenue du President Wilson, angolo sud-est dello SDF, passando sotto il cavalcavia della A86 (vedete il punto esatto qui, su Google Maps).

Con appena una decina di steward a controllare i biglietti per una mole di migliaia di tifosi, è evidente che un passaggio a collo di bottiglia di questo tipo si è rivelato essere una scelta clamorosamente errata. Anche perché ha permesso a chiunque di arrivare a ridosso dello stadio, sia che si trattasse di tifosi in possesso di regolare biglietto o no.

Cos’è davvero successo prima della finale di Champions League

E qui entra in gioco l’altra causa decisiva della vicenda. Il problema dei biglietti falsi non dovrebbe essere una sorpresa per chi è abituato a frequentare gli stadi di calcio, soprattutto in occasione di eventi di un certo rilievo. Nel caso di sabato a Saint-Denis, l’errore principale è stato permettere a chiunque di arrivare liberamente fino al perimetro dello Stade de France, creando le basi perché la coda rallentasse e diventasse ingestibile a causa degli intoppi dovuti ai controlli.

Nella mente abbiamo ancora ben presenti le immagini del caos all’esterno di Wembley, in occasione della finale di Euro 2020, quando centinaia di tifosi dell’Inghilterra provarono a entrare senza biglietto provocando scontri con la Polizia e gli steward. Anche in quel caso, l’errore a monte era stato quello di permettere praticamente a chiunque di percorrere tutto il viale che porta a Wembley, quasi senza alcun pre-filtraggio precedente.

Mentre la partita era ancora in corso di svolgimento, la UEFA ha emesso un comunicato ufficiale (qui) sottolineando che “prima dell’inizio della gara, i tornelli dello stadio in corrispondenza della curva destinata al Liverpool sono stati bloccati da migliaia di persone che si sono presentati con biglietti falsi all’ingresso”. Nel comunicato si è fatto riferimento anche all’azione della polizia francese, che “ha disperso i tifosi utilizzando gas lacrimogeni e urticanti” ma il tutto è stato banalmente riassunto come un problema causato unilateralmente dai tifosi.

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Il passaggio “a collo di battaglia” destinato ai tifosi del Liverpool, in prossimità dello Stade de France, per la finale di Champions League 2022 (photo by Matt Pearson / DW Sports)

In realtà, soprattutto grazie ai racconti di chi era sul posto in quel momento, decine di “locali” (ragazzi abitanti di Saint-Denis, comune noto per problemi di multiculturalità e diseguaglianza sociale piuttosto rilevanti) si sono infiltrati nelle code dei tifosi, cercando di entrare con biglietti falsi o del tutto senza ticket.

Se il Ministro dello Sport francese, Amélie Oudéa-Castéra, ha dato tutta la colpa della vicenda ai tifosi del Liverpool con ticket falsi – “circa 30-40mila persone hanno provato a forzare gli ingressi” – viene da chiedersi com’è possibile che nessuno abbia previsto quest’eventualità e definito percorsi verso lo stadio adeguati. A questo va poi aggiunta la reazione molto tardiva e fuori misura della Polizia francese che, a ridosso del calcio d’inizio della partita, ha sparato gas lacrimogeni e spray urticanti in modo indiscriminato sulla folla di tifosi del Liverpool che spingevano per entrare, sia che questi fossero legittimamente in attesa o no.

Dal canto suo, il Liverpool FC ha subito preteso un’investigazione approfondita sui fatti di Saint-Denis, consapevole del fatto che la gestione dell’intero evento è stata inspiegabilmente carente rispetto alle attese. Non è un caso che altri video e foto pubblicate sui social, abbiano mostrato tifosi del Real Madrid senza biglietto che nel pomeriggio riuscivano a entrare allo stadio scavalcando le recinzioni.

Almeno tre ore di attesa, incanalati in un sottopasso a collo di bottiglia, con 6 steward per migliaia di persone. I tifosi con biglietti falsi e la reazione tardiva e spropositata della Polizia hanno fatto il resto, evidenziando carenze organizzative sconcertanti per una finale di Champions League.

Se pensiamo che il giorno dopo la finale di Saint-Denis è caduto l’anniversario della tragica sera dell’Heysel (29 maggio 1985), risulta abbastanza incomprensibile constatare che dopo oltre trent’anni ancora ci si ritrovi a commentare questo tipo di carenze organizzative nella gestione del pubblico e, soprattutto, nella previsione dei potenziali rischi.


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