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Profili #14 | Queen’s Club, una gemma di sport e architettura a Londra

Un luogo fondamentale per il tennis e per la sua storia culturale.

Il Queen’s Club di Londra è uno dei luoghi sportivi più affascinanti al mondo e, per certi aspetti, per storia e valore intrinseco supera anche Wimbledon (con il quale condivide qualcosa di curioso ma ci arriveremo fra poco). Ma perché si chiama così, quando venne fondato e quanti sport si giocano – o si sono giocati – sui suoi campi?

Situato nel quartiere di West Kensington, a pochi passi da Baron’s Court, il Queen’s Club non è intitolato “alla Regina” in senso generico, ma a una in particolare: la Regina Vittoria, sovrano del Regno Unito dal 1837 al 1901 (con i suoi 63 anni di regno superati soltanto da Elisabetta II) e primo patrono e mecenate del circolo. Il club venne fondato nel 1886 ed era il secondo complesso polisportivo mai realizzato al mondo dopo il Prince’s Club di Chelsea (fondato nel 1853, successivamente trasferito di sede e oggi ormai scomparso).

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Mazzi di fiori sulle balconate del Pavilion del Queen’s Club di tennis (photo by Cameron Gardens)

Arrivare al Queen’s significa immergersi in una Londra residenziale che racconta di elitarietà e architettura nobile, aggraziata e austera allo stesso tempo. Varcato il cancello d’ingresso al fondo di Palliser Road si ha la sensazione di entrare in una bolla totalmente staccata dai rumori e dal traffico cittadino della moderna metropoli. Una serie di campi da tennis si snodano in parallelo davanti agli occhi e su un lato, maestoso ed eccezionale, l’edificio del “pavilion” si svela come la vera gemma architettonica del circolo.

In stile Vittoriano, con terrazzamenti, due alti piani rialzati e due torri laterali gemelle, ampie finestrature ad arco a tutto sesto e muratura in mattoni ocra, fu progettato dall’architetto William Cecil Marshall(1) e inaugurato nel 1888, dopo 18 mesi di lavoro, e un paio d’anni dopo l’apertura del club.

E qui si ritrova un collegamento curioso fra le pagine della storia e i campi in erba londinese. Sapete cosa ha a che fare l’architetto William Marshall con un altro luogo per eccellenza della Londra del tennis? Bé, fu proprio Marshall a giocare la finale della prima edizione dei Championships di Wimbledon, nel 1877, perdendo in tre set contro Spencer Gore!

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Vista interna verso il campo indoor di Real Tennis del Queen’s Club (photo via Knight Harwood)

Se visitate gli spazi del Queen’s durante l’anno, quando la quiete la fa da padrona e i rumori della città sono lontani, ci si potrebbe perdere nell’ammirare l’edificio del pavilion, che in anni recenti è stato ristrutturato in modo rispettoso soprattutto per quanto riguarda i locali e gli spazi interni (con un attento progetto firmato Hill Mitchell Berry Architects). Ma potreste dimenticarvi che qui, effettivamente, si giocano alcuni sport e non solo il tennis.

In effetti si giocano ben due tipi di tennis diversi: uno è il ben noto “Lawn Tennis” che conosciamo oggi, e che al Queen’s si può giocare su 27 campi diversi: tutti all’aperto, ce ne sono 12 in erba, 6 in cemento, 5 in plexi (un polimero plastico) e 4 in erba artificiale.

L’altro tennis giocabile al Queen’s è il cosiddetto “Real Tennis” (o Court-Paume in francese) che di fatto è l’antico sport della pallacorda, giocato indoor senza fuori e con un campo più stretto e lungo e delimitato in modo diverso rispetto al tennis tradizionale. I due campi di real tennis del Queen’s sono ospitati nell’edificio storico del 1886 e servono anche come sede per l’annuale torneo British Open. Al Queen’s poi si può giocare anche a squash (3 campi) e al suo antenato, il racquets (due campi, uno chiamato il “Championship Court” e l’altro “The Bridgeman”).

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Vista panoramica del campo centrale del Queen’s Club durante il torneo ATP Cinch Championships 2022 (photo by Cinch Championships)

Ovviamente il Queen’s è sede dell’annuale torneo di tennis ATP su erba, che si disputa su questi campi dal 1890: in occasione della competizione, che fa da ideale apertura per il successivo torneo di Wimbledon, le alte tribune (come a Montecarlo) vengono montate con strutture in tubi temporanei sopra ai campi laterali, lasciando quelli centrali in uso per il torneo.

Lo sapevate? Fino al 1922 al Queen’s fu di casa anche il calcio. Su un campo laterale ad hoc giocò le sue partite interne la squadra di calcio Corinthian FC, club pionieristico fondato nel 1882 e defunto nel 1939 (rifondato successivamente e diventato l’attuale Corinthian-Casuals).

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Scorcio sui campi del Queen’s Club di Londra (photo by Antonio Cunazza / Archistadia – tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)
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William Cecil Marshall, architetto che firmò il progetto del Pavilion del Queen’s Club ma anche finalista della prima edizione del torneo di Wimbledon, nel 1877 (Photo by Universal History Archive/UIG/Getty Images)
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Vista di una lounge interna del Pavilion, al Queen’s Club (photo via Knight Harwood)
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Il trofeo dei Championships ATP del Queen’s Club di Londra (photo by Cinch Championships via twitter / QueensTennis)
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Vista complessiva della facciata del Pavilion, al Queen’s Club di Londra (photo by Queen’s Club)

(1) William Cecil Marshall intraprese la carriera da architetto dopo quella da tennista amatoriale (dopo la finale del 1877, giocherà ancora un paio di edizioni del torneo di Wimbledon ma senza mai più superare il terzo turno). Da progettista, poi, firmerà fra gli altri gli edifici del Laboratorio di Fisica (1906) e della Scuola di Botanica (1907) al Trinity College di Dublino.

  • il Queen’s Club è qui, su Google Maps
  • è raggiungibile comodamente a piedi, scendendo a poca distanza con la metropolitana alla fermata Baron’s Court (qui), linee Piccadilly e District Line
  • Queen’s Club – sito web ufficiale

Questo articolo fa parte della serie monografie di Archistadia, raccolte nella sezione Profili

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