Profili #11 | Stadio Eduard Streltsov (Torpedo), Mosca

Un luogo affascinante e un ambizioso progetto di trasformazione.

Domenica 26 luglio 2020 è stato un giorno molto particolare per i tifosi della Torpedo Mosca, quinta squadra della capitale russa per numero di trofei vinti, dopo Spartàk, CSKA, Dinàmo e Lokomotìv. Il club, che attualmente milita nella Pervenstvo Futbol’noj Nacional’noj Ligi (corrispondente alla Serie B italiana), ha organizzato una cerimonia di addio al leggendario stadio intitolato all’attaccante Eduard Streltsov.

Il complesso, infatti, sarà oggetto di lavori di demolizione e ricostruzione a partire dall’agosto 2020, che porteranno alla realizzazione di un nuovo impianto progettato dallo studio di architettura parigino Michel Rémon & Associés, già autore del progetto di ristrutturazione dello stadio Auguste Delaune di Reims (2004-2008).

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(photo by Simone Pesenti)

È il 1959 quando, nel quartiere Danìlovskij, a 5 km a sud-est del Cremlino, sulla sponda sinistra del fiume Moscova, viene costruito lo stadio Torpedo, nuova base per gli allenamenti della Torpedo Moskvà, squadra di calcio della fabbrica di autoveicoli ZiL (Zavòd imeni Lichačëva o Fabbrica Lichačëv). Alla realizzazione dello stadio partecipano attivamente anche molti cittadini moscoviti, oltre alle squadre di operai incaricate. L’inaugurazione dello stadio avviene il 7 settembre 1960, anche se prima di questa data si giocano due partite ufficiali del campionato riserve dell’ex Unione Sovietica: la prima, il 9 maggio 1959 contro la Lokomotiv Mosca, che termina col risultato di 2-2; la seconda contro lo Spartak Mosca, disputata il 25 maggio e finita con la vittoria degli ospiti per 2-1.

Curiosamente, poco dopo l’inaugurazione, per un certo periodo vengono vietate gare ufficiali all’interno dello stadio, a causa delle frequenti invasioni di campo da parte del pubblico, che interrompono a più riprese il regolare svolgimento delle partite. Inizialmente, infatti, l’unica vera tribuna è la Vostòčnaja Tribuna (sul lato est, da cui il soprannome dello stadio “Vostòčka”), addossata al pendìo che, dall’omonima arteria urbana, la Vostočnaja Ulica, scende verso il fiume. Oltre a questa gradinata, all’epoca, si aggiungono solo due piccoli edifici a nord e a sud del campo di gioco.

Solo nel 1976, pochi anni prima delle Olimpiadi di Mosca 1980, viene aggiunta la Zàpadnaja tribuna (tribuna Ovest), che fa salire la capienza a 16mila spettatori e che attualmente ospita gli spogliatoi e gli uffici della società.

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(photo by Simone Pesenti)
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(photo by Simone Pesenti)

L’anno successivo, nell’aprile del 1977, la prima squadra della Torpedo disputa finalmente qui la sua prima partita ufficiale affrontando l’Odessa Čornomorec, di fronte a 22mila spettatori sparsi anche sulle colline adiacenti l’impianto. Si arriva poi al 1980, quando lo stadio viene dotato di un sistema all’avanguardia per il riscaldamento elettrico del terreno di gioco, tutt’oggi considerato fra i migliori di tutta la Russia.

Dal 21 luglio 1997, giorno del suo 60esimo compleanno, lo stadio prende il nome della stella della Torpedo, Eduard Streltsov e viene ufficialmente rinominato Stadion «Torpedo» imeni Eduarda Streltsova (Stadio “Torpedo” Eduard Streltsov).

Streltsov, scomparso prematuramente nel 1990, a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta fu il protagonista degli anni d’oro del club, e la sua carriera tragica e affascinante si divide fra l’essere stato uno dei migliori calciatori della storia dell’Unione Sovietica, la vita sregolata fuori dal campo e i cinque anni trascorsi in un gulàg in Siberia per un’accusa di violenza sessuale (che gli fece perdere la possibilità di essere convocato ai Mondiali ’58 e ’62).

Nel 1998, in occasione dei Giochi Mondiali della Gioventù, la capienza dello stadio viene ridotta a 13.450 spettatori (che rimane il dato attuale) in seguito alla sostituzione delle sedute in legno con nuova seggiolatura in plastica come da standard internazionali contemporanei.

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(photo by Simone Pesenti)

A meno di 200 metri dall’impianto sportivo, inoltre, sorge il Dvorèc Kul’tury ZiLa, il palazzo della cultura della fabbrica ZiL, uno dei principali esempi di architettura Costruttivista del Paese, progettato dai fratelli Vesnin e realizzato fra il 1931 e il 1937.

Lo Stile Costruttivista si sviluppò in Unione Sovietica fra gli anni ’20 e ’30 del Novecento: l’obiettivo degli architetti era quello di progettare nuove tipologie di edifici socialmente utili (club operai, garage, fabbriche, grandi blocchi condominiali), che rispecchiassero la nascente società russa: si rinunciava a qualsiasi tipo di decorazione e simmetria, utilizzando nuovi materiali e combinando volumi dando importanza alla struttura dell’edificio. Per la prima volta le innovazioni sviluppate da architetti e ingegneri russi ebbero grande successo internazionale e una forte influenza sulla nascita di movimenti quali il De Stijil in Olanda e il Bauhaus in Germania.

Il nuovo progetto

L’obiettivo degli avtozavodcy (così vengono soprannominati dirigenti, calciatori e tifosi della Torpedo, letteralmente “fabbricatori di auto”) è quello di inaugurare il nuovo impianto nel 2024, anno del centenario del club, fondato il 17 agosto 1924.

La capacità dello stadio aumenterà a 15.076 spettatori e la nuova arena soddisferà i requisiti richiesti dalla RFU (Unione calcistica russa) e dalla UEFA per lo svolgimento di partite di alto livello internazionale. Il complesso, inoltre, ospiterà un museo e nuovi spazi per le diverse discipline promosse dal club, come boxe e lotta greco-romana. Il costo del progetto si dovrebbe aggirare fra i 70 e i 90 milioni di euro.

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(photo by Michel Rémon & Associés)
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(photo by Michel Rémon & Associés)

L’intervento si svilupperà su una traccia generale di demolizione e ricostruzione, con la salvaguardia di alcune parti dello stadio originale. L’impianto verrà confermato a pianta ovale, con un disco piano di copertura totale su tutte le gradinate, e posizionato su un podio rialzato che contribuirà a riprogettare anche gli spazi urbani e pedonali circostanti.

Sulla facciata curva e continua della nuova arena, risolta con pannelli appena sovrapposti l’uno all’altra, secondo una trama squamata, saranno riproposti i ritratti di atleti e allenatori iconici per la storia della Torpedo: questa scelta estetica richiama i famosi murales che si trovano lungo le Lestnicy slavy (le “Scale della gloria”), che dal 1959 campeggiano lungo i percorsi attorno alla Tribuna Est, e che verranno salvati dalla demolizione. Stessa scelta di conservazione che coinvolgerà la statua di Eduard Streltsov, posizionata sul viale pedonale principale che collega la Vostočnaja Ulica con l’omonima tribuna.

Già nel 2016 era iniziato il dibattito sulla possibilità di riqualificare l’intera area, di cui lo stadio è fulcro principale. In seguito, lo studio francese Michel Rémon & Associés venne scelto dopo un bando che aveva visto partecipare anche due progetti da Inghilterra e Spagna. La prima fase dei lavori coinvolgerà proprio il riassetto urbanistico dell’area, considerato dalle autorità l’elemento principale da rinnovare, e questo potrebbe allungare i tempi di completamento dello stadio che vengono previsti in circa tre anni.

Un nuovo impianto fra modernità e tradizione, quindi, nel quale anche i supporters Čërno-belye (nero-bianchi) dovranno essere bravi a ricreare la magica atmosfera che ha sempre caratterizzato il loro storico stadio anche nei momenti sportivamente più difficili del club.


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Questo articolo fa parte della serie di monografie “Profili”

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Laureato in Architettura al Politecnico di Milano e al Moscow Institute of Architecture (MArkI). Appassionato di cultura slava e, in particolare, di architettura costruttivista russa e socialista jugoslava. Stadi preferiti: il "Poljud" di Spalato e il "Luzhniki" di Mosca.

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