La bandiera dell’Irlanda del Nord è molto simile a quella dell’Inghilterra

Ma ufficialmente non esiste dal 1972.

Quando si parla di Irlanda del Nord viene subito in mente una Nazione compressa fra la realtà geografica e quella (opposta) politica, culturalmente legata alla storia irlandese ma socialmente connessa al Regno Unito e alla Corona britannica. E la bandiera comunemente conosciuta è in effetti un’espressione di questo infinito compromesso, quasi del tutto simile al vessillo ufficiale dell’Inghilterra ma con alcuni dettagli che sono propri dell’identità locale.

E c’è un ulteriore inganno, se così lo vogliamo chiamare. La bandiera dell’Irlanda del Nord ufficialmente non esiste più dal 1972.

Quella che tutti conoscono, con la croce rossa di San Giorgio che campeggia su fondo bianco, arricchita da una mano rossa posizionata al centro, incastonata all’interno di una stella a sei punte e sormontata da una corona reale. La base è evidentemente quella della bandiera dell’Inghilterra (delle sue origini e del suo significato abbiamo scritto qui) e con i dettagli aggiuntivi si creò quello che venne chiamato l’Ulster Banner, il vessillo dell’Ulster (dal nome della provincia dell’isola d’Irlanda che corrisponde, appunto, alla Nazione dell’Irlanda del Nord), alle volte chiamato anche “Red Hand Flag”, la bandiera della mano rossa.

tifosi irlanda del nord bandiera
Una bandiera “Red Hand” campeggia fra i tifosi dell’Irlanda del Nord a Windsor Park, durante una partita contro la Danimarca nel 2007 (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Ovviamente, anche questa bandiera porta con sé il significato e gli strascichi di un conflitto fra Corona britannica e Irlanda, fra Unionisti (a favore dell’Irlanda del Nord legata al Regno Unito) e Nazionalisti (favorevoli all’indipendenza dell’Irlanda), e ancora fra Protestanti e Cattolici. Il conflitto irlandese è stata – ed è – una delle realtà più drammatiche e profonde del Novecento europeo e il percorso della bandiera dell’Irlanda del Nord ne è un esempio estetico piuttosto chiaro.

Con il Government of Ireland Act del 1920, l’Irlanda venne ufficialmente divisa in due: da una parte la Repubblica, l’Eire, e dall’altra l’Irlanda del Nord, con un governo locale legato alla Corona e per il quale nel 1924 vennero riconosciuti e approvati i simboli tradizionali da inserire nel vessillo ufficiale.

Chi è chi? L’Ulster è una delle 4 province che compongono il territorio dell’isola d’Irlanda e corrisponde alla Nazione oggi chiamata Irlanda del Nord. Le altre tre province (Leinster, Munster e Connacht) compongono la Repubblica d’Irlanda, o Eire.

Simbologia della bandiera dell’Irlanda del Nord

Il significato dei simboli presenti nella storica bandiera dell’Irlanda del Nord sono fondamentali per capire la genesi e il senso di questo vessillo. Tutto, infatti, riconduce allo stemma araldico della provincia dell’Ulster, che poi venne adeguato all’interno della bandiera di San Giorgio con la nascita dello Stato unionista.

La mano rossa è la mano degli Ó Néill, ed è un simbolo che in Irlanda è stato diffuso tra famiglie e clan fin dai tempi del paganesimo, almeno mille anni fa. Il primo utilizzo ufficiale venne fatto nel 13esimo secolo da William de Burgh, conte di Ulster, che sfruttò il simbolo della mano aggiungendolo a una croce rossa su fondo oro (stemma di famiglia), dando vita al primo simbolo araldico della provincia dell’Ulster. La dinastia degli O’Neills lo adottò poi dalla metà del 1300, quando prese il potere sulla provincia, e lo usò anche nella Guerra dei Nove Anni contro l’Inghilterra (1594-1603) per il possedimento di alcune aree costiere, una circostanza che verrà poi raccontata come “la mano rossa irlandese della vittoria sugli inglesi”.

La stella a sei punte, invece, rappresenta le sei contee che compongono la provincia dell’Ulster (e quindi la Nazione del Nord Irlanda), mentre la corona era un evidente riferimento allo status di Nazione sotto il dominio del Regno Unito.

Leggi anche: Perché la nuova maglia dell’Irlanda è blu?

irlanda del nord bandiera mano rossa
La bandiera – oggi non più ufficiale – dell’Irlanda del Nord, la Red Hand Flag (img via Wikimedia Commons)

Dal 1954, la bandiera dell’Irlanda del Nord diventò anche il vessillo del Parlamento nazionale, un diritto esercitato dal governo unionista a partire dall’incoronazione di Elisabetta II come regina d’Inghilterra nel 1953. Le cose, però, cambiarono nel 1972 quando avvenne la tragedia del Bloody Sunday con l’uccisione di 14 civili da parte del Battaglione Paracadutisti inglese nella città di Derry. Da quel momento, il Parlamento nordirlandese fu sciolto e la “bandiera della mano rossa” decadde nel suo uso ufficiale.

Oggi, tecnicamente, la bandiera dell’Irlanda del Nord è l’Union Jack, ma i tifosi della Nazionale di calcio continuano a sventolare moltissime Red Hand Flags come bandiera ufficiosa e molto più rappresentativa a livello identitario.

All’interno della Union Jack, peraltro, la croce a X rossa è la “componente irlandese” del disegno complessivo: è la croce di San Patrizio e rappresenta proprio la presenza dell’Irlanda (del Nord) all’interno del Regno Unito.

Nel 1920, a Dublino, si verificò un altro Bloody Sunday, il primo e forse ancor più drammatico, quando l’esercito britannico aprì il fuoco sulla folla presente allo stadio Croke Park per seguire una partita di calcio gaelico, uccidendo 14 civili. Su Archistadia ne parliamo in questo articolo.

Leggi anche: 5 cose da sapere su Windsor Park, lo stadio di Belfast (Irlanda del Nord)

ulster bandiera irlanda del nord
La bandiera della provincia dell’Ulster, che corrisponde all’attuale Irlanda del Nord (img via Wikimedia Commons)
bandiera irlanda del nord quattro province eire
La bandiera delle quattro province d’Irlanda: Munster (in alto a sx), Connacht (in alto a dx), Ulster (in basso a sx) e Leinster (in basso a dx).
irlanda del nord bandiera tifosi
Una bandiera dell’Union Jack adattata con i simboli dell’Ulster, in mezzo ai tifosi dell’Irlanda del Nord, durante una partita contro l’Eire a Dublino, nel 2018 (Photo by Dan Istitene/Getty Images)

© Riproduzione Riservata
Share Post
Written by

Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.