Il restauro filologico per lo Stadio Nazionale d’Albania

Un progetto valorizzato da un accurato intervento di anastilosi.

Il progetto dell’Air Albania Stadium/Arena Kombëtare non è soltanto la realizzazione di un moderno impianto sportivo con un’importante accezione urbana, ma anche un esempio di integrazione architettonica di enorme valore, nel rispetto del passato e del futuro.

Il nuovo stadio nazionale albanese, inaugurato a Tirana lo scorso 17 novembre in occasione della partita Albania-Francia, valida per le qualificazioni agli Europei 2020, è andato a sostituire il vecchio Qemal Stafa Stadium, impianto del Paese dal 1946 e legato al suo successore dai tratti architettonici italiani. Il vecchio stadio, infatti, era stato progettato dall’architetto fiorentino Gherardo Bosio nel 1939, mentre il nuovo è il prodotto della matita dello studio Archea Associati, guidato dall’architetto Marco Casamonti, anch’esso con sede a Firenze.

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L’ingresso monumentale del Qemal Stafa Stadium, che si affaccia sul Piazzale Italia, rappresentava anche la facciata aulica del vecchio impianto e, di fatto, l’unico vero elemento di valore dell’edificio. La decisione di preservarlo è arrivata direttamente dal Governo albanese, per salvare una testimonianza importante del passato architettonico nazionale, intitolato proprio a un eroe della Seconda Guerra Mondiale: Qemal Stafa fu tra i fondatori del partito comunista albanese, nel 1941, e venne ucciso dai fascisti l’anno successivo, a soli 22 anni. Il Governo albanese lo ha insignito dell’onorificenza di “Eroe del Popolo”.

Il progetto di restauro della facciata è stato realizzato da Tacheolab, società specializzata nel restauro storico-architettonico con sede a Figline e Incisa Valdarno, e guidata da Mirko Bonechi. Ciò che ha dovuto affrontare il team di esperti è stato la pianificazione di un vero e proprio “taglia e cuci”, com’è nel principio cardine dell’anastilosi: la facciata è stata smontata, pezzo per pezzo, e riassemblata appena qualche metro più in là, incastrata nell’involucro esterno del nuovo Air Albania Stadium.

Un lavoro di eccezionale cura e sensibilità, che ha comportato anche l’intreccio con i dettami del restauro filologico, dato che l’attuale facciata ora è diventata elemento assolutamente riconoscibile nella sua unicità rispetto alla parte contemporanea del nuovo stadio.

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Le condizioni di degrado della facciata originale (photo by Tacheolab, tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore)

L’ingresso monumentale in marmo travertino è composto da due rampe di scale gemelle laterali che portano al livello superiore, dove originariamente si trovava una terrazza di accesso all’interno dello stadio. Grazie alla moderna tecnica del laser-scanner, sempre impiegata in questo tipo di interventi, il team di Tacheolab è stato in grado di riconoscere ogni dettaglio costruttivo, anche interno, della facciata, e suddividere e numerare ogni singolo blocco di cui era costituita la facciata:

  • copertina balaustra (elementi parallelepipedi orizzontali): in numero di 92 pezzi
  • colonnette balaustra (elementi colonnari verticali con accentuata venatura: num 297 pz
  • bozze di paramento (elementi con bugnatura accentuata orizzontale, dim 60×30 cm): num 1434 pz
  • lastre rivestimento base parete a conci: num 66 pz
  • lastre rivestimento parapetto: num 46 pz
  • scalini rampa (lastre monolitiche orizzontali): num 204 pz
  • scalini pedana basale scala: num 146 pz
  • cornici ai portali: num 3 architravi, num 12 elementi spalle apertura
  • cornici alle aperture secondo ordine: num 80 pz

Un lavoro di proporzioni enormi, che è andato a intrecciarsi alla parte di studio storico sull’edificio originale e sui lavori che fra gli anni ’30 e ’40 avevano portato alla realizzazione dello stadio. Il marmo travertino del corpo di fabbrica è stato riconosciuto come proveniente dal bacino estrattivo di Rapolano Terme (Siena). Alcune porzioni della facciata, peraltro, erano in condizioni di forte degrado a causa delle intemperie e dell’incuria: in particolare le lastre di pavimento del livello superiore, per le quali si è decisa la conservazione di solo il 30% del materiale originale, e le mattonelle di rivestimento, sostituite con lastre di travertino di tipo “Becagli”.

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L’accatastamento dei singoli numerati (photo by Tacheolab, tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore)
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La fase di ricomposizione e integrazione con il nuovo stadio (photo by Tacheolab, tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore)

Integrazioni e sostituzioni rese necessarie dalle scoperte che il team di lavoro ha fatto in situ, durante lo smontaggio, e che hanno svelato alcuni punti di rattoppo artigianale e porzioni ormai deteriorate, o del tutto mancanti, e non più preservabili.

La fase di ricomposizione è stata una sfida ulteriore, dato che la facciata ricostruita è letteralmente intrecciata alla struttura esterna del nuovo Air Albania Stadium, le cui enormi colonne in acciaio affondano all’interno dei pilastri di marmo della balaustra superiore dell’ingresso monumentale originale. Un lavoro di coordinamento perfetto con la costruzione del nuovo stadio, che ha portato alla perfetta ricomposizione dello storico ingresso monumentale, per certi versi anche in una versione migliore dell’originale: il team di Tacheolab, infatti, ha infine verificato ogni singolo concio, una volta riposizionato, con la tecnica di rilievo della stazione totale, così da realizzare un manufatto rinnovato e ora perfettamente stabile e in bolla rispetto al terreno.

Air Albania Stadium

Il nuovo stadio di Tirana rappresenta un’importante ambizione sportiva del governo e della Federcalcio albanese. Il progetto del nuovo stadio, firmato Archea Associati, è un insieme di forme e dettagli dinamici e ricercati, che riescono a creare uno stadio dall’impronta fortemente contemporanea, ma con un carattere unico e immediatamente riconoscibile.

La scelta della forma in pianta, sottolineata da un profilo a controcurve concave dei quattro lati del perimetro, arricchisce la funzione dell’edificio come elemento di rinnovamento del quartiere. Gli spazi esterni che si creano sono adibiti a piazze pubbliche, con aree bar e ristoro, mentre sul fronte principale la facciata è, come detto, resa ancor più eccezionale dalla presenza dell’elemento iconico originale del vecchio Qemal Stafa Stadium.

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(photo by Pietro Savorelli / Archea Associati, tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore)

I 3.200 elementi frangisole di acceso colore rosso e nero (i colori della bandiera albanese), decorano e movimentano le facciate esterne e si intrecciano alle ampie vetrate: rappresentano la rilettura in chiave moderna delle trame dei tradizionali tappeti locali. All’interno, poi, una gradinata “a parete teatrale” risolve i problemi di spazio su quel lato dell’isolato (accogliendo la tribuna centrale e l’area panchine), mentre gli altri tre lati si sviluppano su due anelli a ridosso del campo da gioco.

La torre alta 100 metri, sull’angolo nord-ovest dello stadio, ospiterà un albergo della catena Marriott, a partire dal 2020, il tutto all’interno di un progetto costato complessivamente 90 milioni di euro per tre anni di lavori (i lavori di ricomposizione della facciata storica, da soli, sono durati sette mesi).

Un ringraziamento a Mirko Bonechi, Amministratore Delegato Tacheolab, per la sua preziosa disponibilità.

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Ogni tanto scrivo anche di stile, cultura e aspetti grafici legati al calcio e allo sport. Cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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