Come sarà il nuovo stadio del Cagliari

Render e dettagli della “Roccaforte in terra sarda”, in vista della consegna del Progetto Definitivo.

Con l’avvio della fase di progettazione definitiva, e l’incarico ufficialmente affidato a Sportium, si è entrati nell’ultimo decisivo tratto di percorso verso la costruzione del nuovo stadio del Cagliari. Dopo circa cinque anni dal primo studio di fattibilità (2015), l’anno del centenario del club rossoblù ha portato con sé una svolta cruciale per la realizzazione dell’opera.

In concomitanza, nuovi e più specifici render di progetto sono stati diffusi da Sportium (e li abbiamo raccolti in questo articolo), società partecipata di Progetto CMR che progetterà l’impianto in partnership con Manica Architecture, la società di architettura americana di David Manica.

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Render con vista della facciata esterna del nuovo stadio del Cagliari (photo by Sportium)

Il nuovo stadio del Cagliari sarà un impianto da 25.200 posti, con la possibilità di essere ampliato a 30mila grazie alla rimodulazione futura di alcune parti strutturali. Sarà provvisto di ogni servizio comfort e hospitality in linea con gli standard contemporanei, avrà sky box e palchi a livello del terreno di gioco, oltre a una sala stampa e spazi media di primo livello.

Innovazione, ecosostenibilità e identità territoriale

L’elemento più rappresentativo dell’edificio sarà senz’altro la terminazione a freccia, verso il mare, che ospiterà l’hotel con la terrazza panoramica con piscina, affacciata verso la costa. Comprensivo di centro benessere, Spa, palestre e altri spazi sportivi interni, l’albergo avrà alcune camere rivolte direttamente sul campo di gioco, che permetteranno ad alcuni ospiti di seguire la partita direttamente dalla propria stanza.

Nel nuovo stadio troverà posto il Museo del Cagliari e il negozio ufficiale del club, oltre a spazi per la ristorazione dedicati al pubblico. Il nuovo stadio sorgerà sul luogo dell’attuale, ormai abbandonato, Stadio Sant’Elia, mentre lo spazio occupato dalla Sardegna Arena verrà riconvertito in area verde e parcheggi.

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Render di un camminamento del nuovo stadio del Cagliari, con affaccio sul golfo (photo by Sportium)
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Render con vista esterna sulla parte dedicata all’hotel, nel nuovo stadio del Cagliari (photo by Sportium)
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Render della vista sul campo da una delle camere d’albergo del nuovo stadio del Cagliari (photo by Sportium)

Lo stadio, come confermato anche dall’architetto Giovanni Giacobone, chairman di Sportium, sarà una struttura N-ZEB (Nearly Zero Energy Building, edificio quasi a zero emissioni), sia nel rispetto delle direttive europee ma anche per garantire un impatto e una gestione ordinaria il più possibile ecosostenibile.

Anche l’identità territoriale sarà al centro del progetto, con l’uso di materiali locali che definiranno l’estetica dell’involucro complessivo e reinventeranno in chiave contemporanea la storia della Sardegna, delineando il nuovo stadio come moderna fortezza dell’isola (la “Roccaforte in terra sarda”), a richiamo della storia e del valore culturale dei nuraghe.

«I nuovi stadi valorizzano e rigenerano parti di città», leggi qui la nostra intervista esclusiva a Massimo Roj, fondatore e ad di Progetto CMR / Sportium

La fase del Progetto Definitivo, avviata a giugno 2020, dovrebbe concludersi entro la primavera 2021 con la presentazione degli elaborati finali, per poi aprire ai lavori di cantiere che dureranno circa due anni. La scelta di Sportium era stata effettuata dopo il bando avvenuto nel 2018, con la società milanese in gara insieme ad altre due proposte. Dal 2017, il Cagliari gioca le sue partite interne nella temporanea Sardegna Arena.

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Render panoramico del nuovo stadio del Cagliari (photo by Sportium)

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.