Perché la nuova maglia dell’Arsenal svilisce Highbury, invece di celebrarlo

Una rappresentazione cartoonesca della Marble Halls, luogo iconico per la storia del club.

Non possiamo negare che l’improvviso trend di significati architettonici e culturali, nei pattern delle nuove maglie per la stagione 2020/2021 del calcio europeo, ci lasci indifferenti. Anzi, oltre ad analizzarle in una sezione apposita qui su Archistadia, ne siamo estremamente felici, perché crediamo possa essere una nuova, e finalmente un po’ più elevata, chiave di lettura per il pubblico.

Nell’altalena di presentazioni, e di design più o meno forti e apprezzabili, però, la nuova maglia Away dell’Arsenal, firmata Adidas, risulta quasi sconcertante, soprattutto perché portatrice di un significato (ufficiale) che, paradossalmente, si scredita da solo.

Presentata con un video evocativo, la nuova maglia Away dell’Arsenal celebra il vecchio stadio Highbury e la sua sala aulica d’ingresso, la Marble Halls.

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La Marble Halls oggi intatta, nel “nuovo” Highbury residenziale (photo by The Independent)

Ancora oggi esistente e intatta all’interno dell’ex tribuna Est, nonostante la trasformazione dello stadio dei Gunners in complesso residenziale, la Marble Halls è uno degli elementi iconici prodotti dall’ampliamento di Highbury negli anni ’30. In quel decennio, che sarà anche il primo di grandi successi sportivi per l’Arsenal, lo stadio inaugurato nel 1913 (progetto di Archibald Leitch), subì una fondamentale trasformazione: nel 1932 fu realizzata la nuova tribuna Ovest (West Stand), su progetto di Claude Waterlow Ferrier e William Binnie, che si occuparono, quattro anni dopo, anche della tribuna Est (East Stand), gemella della precedente.

Il “nuovo” Highbury in stile Art-Déco è stato la cifra stilistica con cui l’Arsenal ha riconosciuto sé stesso nel corso dei decenni successivi, e la Marble Halls era una delle gemme di questo stadio. Sala principale d’ingresso al pubblico, con il busto di Herbert Chapman ad accogliere i visitatori, era anche il luogo attraverso il quale transitavano i giocatori per accedere agli spogliatoi nei giorni di partita.

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(photo by Arsenal FC)
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(visual by Archistadia)

Comparsa nel set fotografico dell’estate 2005, per presentare la maglia “granata” che accompagnava il club nell’ultima stagione giocata in questo stadio, la Marble Halls è rivestita in marmo, sia nelle pareti che nei pavimenti, con dettagli e modanature Art-Déco, e un grande cannone (simbolo del club) ricreato sul pavimento in corrispondenza dell’ingresso.

La nuova maglia Away dell’Arsenal 2020/2021 dovrebbe celebrare proprio questo luogo e il suo posto nella storia dei Gunners. E lo fa con un colore bianco di fondo, sul quale compaiono vistose venature e striature in bordeaux e nero, a rappresentare il pattern naturale del marmo.

Oltre a essere piuttosto eccessiva come rappresentazione grafica del materiale, però, questa visione è anche del tutto anti-storica, dato che il marmo della Marble Halls non ha venature in nessun angolo della grande sala, come invece siamo abituati a immaginare nell’abitudine dei manufatti classici ereditati dall’antichità o dall’epoca Rinascimentale (l’unico oggetto in marmo con venature, nella Marble Halls, è il plinto di supporto al busto di Herbert Chapman).

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Lo shooting fotografico per la maglia celebrativa di Highbury, estate 2005 (photo by Nike/Arsenal FC / visual by Archistadia)
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(Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

Nonostante possa essere una maglia apprezzabile, a seconda dei gusti di ognuno di noi, aver spinto su un significato culturale per “spiegare” la scelta grafica realizzata è risultato in una rappresentazione caricaturale che svilisce completamente il valore e l’identità del luogo. A differenza di esempi recenti ben più riusciti, questa maglia, per certi aspetti, non celebra Highbury ma lo deride, riducendolo a componente cartoonesca reinventata senza la minima connessione con la realtà.

Non è semplice rappresentare l’architettura su una maglietta, e riuscire a renderne il significato in modo stilizzato, ma ugualmente evocativo, è un esercizio piuttosto delicato. In ogni caso, il ciclo delle maglie da calcio è ormai inferiore ai 12 mesi, e nel caso della nuova Away dell’Arsenal è probabilmente un dettaglio confortante.


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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Laurea in Architettura e Restauro, cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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