La nuova Main Stand di Anfield

Come si presenta la nuova tribuna centrale dello stadio del Liverpool.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. È scritto nella legge della conservazione della massa, di Antoine Lavoisier, e vale anche per lo stadio di Anfield, a Liverpool. Lo dimostra la nuova tribuna Main Stand, ricostruita e ampliata, che ha fatto da cornice all’esordio stagionale in casa fra Liverpool e Leicester City, per la Premier League 2016/2017.

8.500 posti in più, che hanno portato la capienza totale dell’impianto dei Reds a 54.074 posti. Una gradinata raddoppiata, con un tetto completamente ridisegnato in grado di uniformarsi allo stadio esistente, e la riprogettazione di alcune aree d’accesso e il ricollocamento di elementi simbolici presenti all’esterno dello stadio.

Il progetto

Dopo l’approvazione del 4 dicembre 2014, si è iniziati a intervenire sulla struttura già a inizio gennaio 2015, il che porta il conto complessivo a 20 mesi di lavoro. Un periodo nel quale il Liverpool ha continuato a giocare nel suo stadio, minimizzando il più possibile i disagi per gli spettatori. La nuova tribuna è raddoppiata in altezza ma la ricostruzione ha interessato anche il primo anello, l’area delle panchine a bordo campo, i locali interni e il tunnel d’accesso al terreno di gioco.

anfield liverpool main stand
(Photo by Barrington Coombs/Getty Images)

Esternamente si è riproposto l’uso dei classici mattoni rossi già comuni al resto dell’edificio, e aumenta l’imponenza estetica grazie a un’enorme portico a tutt’altezza, segnato da pilastri verticali nei quali è incastonata una porzione centrale vetrata. Il senso di verticalità è acuito da due rampe che, dai lati, salgono verso il podio rialzato, segnate da un bordo rosso fiammante che porta automaticamente lo sguardo dello spettatore prima verso il centro, quindi verso l’alto, con lo sviluppo dei grandi elementi in facciata.

La porzione centrale vetrata, in sezione, è alta 23 metri, più dell’intera Anfield Road Stand (la gradinata nord dietro una delle due porte), mentre tutte le parti ridipinte di rosso, come l’intera fascia orizzontale superiore, in facciata, le rampe e gli ingressi esterni,- se affiancate in piano, creerebbero un’area di parcheggio per 5.200 automobili.

La Main Stand di Anfield ha fatto molta strada dalla sua prima versione in legno di fine Ottocento, passando per la tribuna progettata da Archibald Leitch, con l’inusuale copertura a botte e il caratteristico timpano centrale ad arco in stile vittoriano e la scritta “Liverpool Football Club” (che resistette fino agli anni Sessanta). La nuova gradinata, nonostante sia molto più grande del resto dello stadio, riesce ad adattarsi bene alle parti già esistenti, con una copertura a trapezio che permette il collegamento del profilo alle tribune laterali, e una porzione frontale semi-trasparente, a sbalzo, che ripara ogni fila di posti sottostante ma garantisce comunque ottima luminosità sul campo.

La nuova Main Stand

L’elemento più riconoscibile di questa nuova struttura è sicuramente la capriata reticolare in acciaio che segna la tribuna sulla sommità, ne permette il funzionamento statico generale, e diventa icona dello stadio stesso. È stato, fra l’altro, uno dei primi elementi posti in loco, a fine luglio 2015, per una struttura dal peso di 650 tonnellate che abbraccia la copertura e scende a terra su due enormi pilastri laterali. Inoltre, è un elemento ben visibile anche a distanza ed entrerà presto nell’immaginario collettivo dello skyline della città di Liverpool. I locali interni sono stati rinnovati e ampliati e la costruzione della nuova tribuna ha permesso di aumentare gli spazi per i tifosi, fra sale vip, hospitality e ristoranti.

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(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Un luogo in particolare, però, è cambiato rispetto al passato: il tunnel d’accesso al campo da gioco. Non più un corridoio relativamente stretto, classico dei vecchi stadi inglesi, con le scale che scendono passando sotto l’insegna “This is Anfield” e risalgono di nuovo sul campo, ma uno spazio più ampio, con una rampa che conduce direttamente al livello del terreno di gioco, e la storica insegna ricollocata sopra alle porte d’accesso.

Anche all’esterno, e questa è indubbiamente una nota di merito del progetto, c’è stato un rinnovamento importante. La tribuna, più grande non solo in altezza ma ovviamente anche in profondità, ha obbligato un ripensamento delle aree di accesso attorno allo stadio. In particolare, la spianata pedonale esterna alla tribuna è stata riprogettata, diventando un moderno viale con aree verdi che ha il suo punto focale al centro della tribuna, sotto il podio, dove trova posto il memoriale delle vittime di Hillsborough.

Questo viale è stato ribattezzato 96 Avenue e corre di fronte alla Main Stand, partendo dalla nuova piazza Paisley Square, intitolata a Bob Paisley, l’allenatore più vincente della storia del Liverpool. La Paisley Square si apre all’angolo fra la Main Stand e la Kop, ricavandosi uno spazio aperto molto più grande di quello precedente e garantendo un’area perfetta per l’arrivo e il movimento dei tifosi nel pre-partita.

Infine, un altro elemento iconico dello stadio ha trovato nuova collocazione. La Shankly Gates, la cancellata in stile vittoriano eretta nel 1982 in ricordo di Bill Shankly, uno dei più grandi allenatori nella storia del club, è stata spostata sull’angolo della tribuna verso la Centenary Stand, una posizione opposta alla precedente collocazione. Anche in questo caso il risultato è di aver ricavato un contesto ancora migliore per l’elemento iconico singolo, con più spazio e centralità specifica.

anfield liverpool main stand
(Photo by PAUL ELLIS/AFP via Getty Images)

Il progetto di ampliamento della Main Stand di Anfield, in definitiva, si è risolto come un ottimo esercizio architettonico complessivo. Non solo per l’immediato risultato dell’aumento di capienza dello stadio, ma anche grazie a un miglioramento della fruizione generale dell’impianto, testimoniato dall’aumento dei posti per i tifosi in carrozzina, che ha coinvolto la riprogettazione delle aree esterne, realizzando nuovi spazi aperti e ricollocando elementi storici, aumentandone il valore simbolico.

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Ogni tanto scrivo anche di stile, cultura e aspetti grafici legati al calcio e allo sport. Cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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