Il Levante ha trasformato il suo stadio in uno dei migliori di Spagna

Un progetto di ristrutturazione che illumina il futuro del club.

Potremmo essere portati a pensare che questi anni ’10 e ’20 del Duemila, per la Spagna, siano ciò che gli anni ’90 rappresentarono per l’Inghilterra. E avremmo ragione. Quello a cui stiamo assistendo è una rinascita degli impianti sportivi spagnoli, all’interno di un trend che abbraccia tanto i grandi club quanto le società medio-piccole, con una traccia comune di progetti di ristrutturazione e ampliamento (Real Sociedad, Real Madrid, Barcellona), o di stadi completamente nuovi (Atlético Madrid e Athletic Bilbao).

Oggi, 51 anni dopo la sua inaugurazione (9 settembre 1969), l’intervento di riqualificazione sull’Estadi Ciutat de València è il riflesso dell’ambizione del Levante, come club di calcio, e veicola una visione più ampia di crescita a livello sportivo oltre che infrastrutturale e mediatico.

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Lo stadio del Levante il giorno della riapertura, nel match contro l’Alavés di domenica 8 novembre 2020 (Photo by Eric Alonso/Getty Images)

Situato nel quartiere Els Orriols di Valencia, l’Estadi Ciutat de València ha riaperto i battenti in occasione della partita di campionato Levante-Alavés, domenica 8 novembre 2020. Dopo 8 mesi di lavori, con in mezzo le pause forzate dovute alla pandemia da Covid-19, pur senza pubblico il club valenciano è rientrato nel suo impianto, completamente rinnovato e valorizzato dalla nuova copertura e dal moderno sistema di illuminazione, con un intervento costato circa 30 milioni di euro, finanziati interamente dal club.

Il progetto di riqualificazione era stato avviato nell’estate 2019, e puntava a trasformare la vecchia struttura in uno stadio moderno, multimediale e anche appetibile a livello televisivo. La base di partenza era sicuramente buona: lo stadio del Levante era un catino di dimensioni adeguate, compatto e con le gradinate a ridosso del campo. Mancava però di una copertura (presente solo in un segmento di tettoia sulla tribuna centrale), e necessitava di una forte modernizzazione, nonostante le difficoltà dovute alla posizione in centro città e al poco spazio circostante.

Ecco, quindi, che il progetto è stato virtuoso e dinamico, incentrato sull’installazione di una copertura avvolgente ma strutturalmente molto leggera, così da poter risultare poco invasiva soprattutto all’esterno dello stadio. Il tetto, che nei prossimi mesi verrà ultimato chiudendosi con un velario sopra al campo e lasciando solo un oculo centrale aperto (un effetto simile al nuovo San Mamés di Bilbao, con le dovute proporzioni dimensionali), potrà poi permettere anche l’installazione di una telecamera aerea, garantendo la produzione di immagini a livello delle più importanti produzioni tv legate al calcio contemporaneo.

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La città di Valencia sullo sfondo dello stadio del Levante, nel 2013 (Photo by Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)
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Una fase dei lavori di costruzione della copertura all’Estadi Ciutat de Valencia (photo by U.D. Levante)
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Il render di progetto di come sarà l’Estadi Ciutat de València una volta completato.

In linea con le richieste della Liga, infatti, che punta sempre più a un prodotto mediatico e televisivo di prima qualità ed esportabile in tutto il mondo, anche il nuovo sistema di illuminazione per l’Estadi Ciutat de València è pensato proprio per favorire la trasmissione delle partite in 4K, a cui si è aggiunta l’installazione di due nuovi maxischermi digitali (dimensioni 21×7 metri) e di un sistema di diffusione audio di ultima generazione. La stessa copertura che avvolge l’impianto è stata pensata per ottimizzare l’acustica interna, favorendo anche l’esperienza del pubblico per un ulteriore livello di comfort complessivo.

Gli interventi comunque non sono finiti, perché il progetto del club prevede anche una seconda fase, nella quale saranno riorganizzati tutti gli spazi interni dello stadio, ammodernati e attrezzati con nuove zone VIP e spazi commerciali.

La realizzazione del progetto è stata affidata alla società IDOM, con sede a Bilbao, dedicata all’edilizia sostenibile e già coinvolta nei lavori per il San Mamés di Bilbao e per la trasformazione della Riverside Stand di Craven Cottage, lo stadio del Fulham, a Londra.

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Lo stadio del Levante dopo la prima fase di ristrutturazione (photo by U.D. Levante)

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Fondatore e direttore di Archistadia, è un critico di architettura sportiva, e un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, si occupa di divulgazione sui temi collegati a stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.

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