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Com’è il nuovo Tokyo Aquatics Centre

Ospiterà le gare di nuoto alle Olimpiadi 2020.

Posizionato all’interno del Tatsumi Seaside Park, e affacciato sulla baia di Tokyo, il nuovo Aquatics Centre è pronto per ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici 2020. Con alcune caratteristiche architettoniche di assoluta eccellenza, l’edificio si propone anche di costruire un’eredità post-olimpica, diventando un punto di riferimento sportivo per il Paese.

Svelato ufficialmente a pochi mesi dai Giochi, con i lavori in fase di completamento, il palazzetto del nuoto della capitale giapponese sarà uno dei più grandi al mondo nel suo genere, con una capienza di 15mila spettatori e distribuito su 65.500 metri quadrati di spazio.

Tokyo Aquatics Centre Olimpiadi 2020 architettura
(photo by Tokyo 2020 / Uta Mukuo)

Progettato dall’architetto Yamashita Sekkei in collaborazione con lo studio australiano Cox Architecture, l’Aquatics Centre ospiterà tutte le gare di nuoto, tuffi e nuoto sincronizzato, e si presenta come un edificio straordinario, dove lo spettacolo non sarà solo in vasca ma anche sopra la testa degli spettatori. Volgendo lo sguardo all’insù, infatti, i tifosi potranno vedere la gigantesca copertura che chiude il palazzetto: una struttura lunga 160 metri e larga 130, spessa 10 metri e dal peso di 7mila tonnellate.

E non soltanto si tratta di un elemento che si inserisce di diritto nella categoria dei pesi massimi, ma è stato costruito direttamente in situ. Una decisione non comune che ha, però, risolto molti problemi di logistica e sicurezza, evitando di trasportarla ed elevarla sull’edificio, ma montandola pezzo per pezzo e sollevandola a 37 metri d’altezza sui quattro enormi pilastri angolari di cantiere.

Tokyo Aquatics Centre Olimpiadi 2020 architettura

All’interno dell’Aquatics Centre trovano posto una piscina olimpionica, con dimensioni ufficiali (lunga 50 metri, larga 30 e profonda 3), oltre a una piccola piscina minore e alla vasca per le discipline dei tuffi. La piscina maggiore, comunque, può essere modificata in lunghezza e profondità grazie a un apposito sistema di movimentazione delle pareti interne.

Costato 470 milioni di euro (57 miliardi di yen), l’Aquatics Centre punta a diventare il palazzo del nuoto più importante del Giappone, dopo i Giochi Olimpici. Le previsioni sono di destinarlo a gare e competizioni ufficiali, juniores e locali, oltre a renderlo disponibile al pubblico nel corse delle settimane, con una stima di 1 milione di visitatori complessivi all’anno.

Tokyo Aquatics Centre Olimpiadi 2020 architettura
(photo by Tokyo 2020 / Uta Mukuo)

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva, laureato in Architettura e Restauro al Politecnico di Torino, e mi occupo di stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Sono cresciuto con la cultura britpop anni Novanta. E sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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