È stata inaugurata la Ariake Arena a Tokyo

Dedicato a volley e basket in carrozzina per le Olimpiadi 2020.

Un altro tassello nel puzzle impiantistico dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, è stato messo al suo posto. L’inaugurazione della Ariake Arena rappresenta una novità importante anche per la capitale giapponese e, al termine dei Giochi, rimarrà come struttura sportiva permanente al servizio della popolazione.

Progettata dallo studio Kume Sekkei, con una tradizione professionale quasi centenaria (fondato nel 1932), l’Ariake Arena si trova nell’omonimo distretto di Tokyo, affacciata sulla baia e nei pressi dello spazio dedicato alle gare olimpiche della BMX. Con una capienza di 15mila posti, nel corso delle Olimpiadi ospiterà il torneo di volley, mentre per i Giochi Paralimpici sarà dedicata al torneo di basket in carrozzina.

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(photo by Tokyo 2020)
L’Ariake Arena di Tokyo, un delicato “svolazzo” di architettura

Il dettaglio principale dell’edificio è la copertura, che definisce la forma dell’intera arena. Un tetto concavo si appoggia sul tronco di piramide rovesciato e chiude la struttura in modo dolce, alleggerendo l’impatto visivo sullo spettatore.

La scelta di un tetto concavo è dettata da un intelligente approccio sostenibile, dato che va a ridurre lo spazio interno e limita lo sforzo energetico per il condizionamento dell’aria e l’illuminazione. L’edificio, inoltre, è dotato di pannelli solari e monta un impianto geotermico per la gestione dei servizi interni, andando a ridurre ancor di più l’impatto ambientale complessivo.

Un totale di 43 impianti sportivi sarà utilizzato nel corso delle Olimpiadi di Tokyo 2020: 8 sono di nuova costruzione, e rimarranno a uso permanente dopo i Giochi, 25 i siti già esistenti e 10 gli impianti temporanei.

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Costata circa 320 milioni di dollari, l’Ariake Arena è stata completata dopo tre anni di lavori (avviati nel gennaio 2017). Il senso stesso dei Giochi 2020 di abbinare modernità e tradizione, si svela non soltanto nel profilo della copertura ma anche nel rivestimento esterno dell’edificio, costituito da una serie di tavole che simulano l’effetto di una parete in legno. L’arena, inoltre, riesce a catturare l’atmosfera della Bay Area nella quale si trova, una zona prevalentemente costituita da isolotti e piccole penisole artificiali. Lo stesso pendìo adiacente al palazzetto porta idealmente lo sguardo al distretto residenziale sul lato opposto, costituito da una serie di grattacieli che dialogano a distanza con la nuova struttura.

Al termine delle Olimpiadi, l’arena rimarrà chiusa temporaneamente per alcune operazioni di adattamento strutturale, per poi riaprire nell’estate 2021 e diventare il nuovo palazzetto sportivo di Tokyo: sarà dedicato a gare ufficiali, ma anche alla pratica sportiva della cittadinanza grazie a uno spazio trasformato in gymnasium pubblico, oltre a ospitare vari eventi culturali.

» l’Ariake Arena di Tokyo si trova qui, su Google Maps

Per scoprire di più su Tokyo (e sul Giappone), vi consigliamo due libri dell’autrice Laura Imai Messina:

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(photo by Tokyo 2020)
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(Photo by Matt Roberts/Getty Images)
Vista esterna complessiva dell'Ariake Arena (a sx) e dell'Ariake Gymnastics Centre (a dx), due delle sedi dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (photo via Imago)
Un momento di gioco di Giappone-Canada di pallavolo maschile, all’Ariake Arena, durante i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (photo via Imago)
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Vista esterna complessiva dell’Ariake Arena (a sx) e dell’Ariake Gymnastics Centre (a dx), due delle sedi dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (photo via Imago)

Il 24 marzo 2020, vista l’emergenza globale Covid-19, il Comitato Olimpico organizzatore ha comunicato il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020 a una data da definire, “non più tardi dell’estate 2021”, per poi ufficializzare lo svolgimento dei Giochi dal 23 luglio all’8 agosto 2021.

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.