Guida a stadi e arene di Tokyo 2020

I luoghi dove si disputano le gare dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (posticipati all’estate 2021).

Quali stadi e arene fra quelli che ospiteranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Tokyo 2020 sono davvero iconici? Qual è il più storico o quello da conoscere assolutamente? I Giochi di Tokyo 2020 (*edit: 2021), la XXXII Olimpiade della storia moderna, si svilupperanno fra 43 impianti, dei quali 25 sono già esistenti, 10 temporanei e solo 8 costruiti apposta per l’evento.

La cerimonia d’apertura dei Giochi sarà il 23 luglio, mentre quella di chiusura l’8 agosto, e sarà un’edizione ai limiti del surreale e dell’eccezionale: se in primavera era arrivata la comunicazione del divieto di accesso per i tifosi stranieri, a inizio luglio, a causa di una nuova ondata pandemica da Coronavirus, è stato ufficializzato che le gare si svolgeranno quasi completamente a porte chiuse. Se per l’ex nuotatrice di livello internazionale Karen Lo Cheuk-hang (Hong Kong), la prospettiva di una gara senza pubblico non le ha mai creato problemi («ero sempre troppo concentrata sulla mia performance, e spesso addirittura stressata dalla presenza dei tifosi»), il tennista australiano Nick Kyrgios ha rinunciato a partecipare al torneo olimpico di tennis di Tokyo proprio per questo motivo: «Ho sempre sognato di rappresentare il mio Paese alle Olimpiadi, ma conosco bene me stesso: giocare senza pubblico semplicemente non mi dà stimoli».

tokyo 2020 mascotte
Le due mascotte di Tokyo 2020, Miraitowa e Someity (photo by Uta Mukuo / Tokyo 2020)

In questa guida vi presentiamo gli stadi e le arene più importanti che vedremo a Tokyo 2020, i dettagli architettonici e qualche curiosità.

» clicca qui per visualizzare la mappa degli stadi di Tokyo 2020 in alta risoluzione

Stadio Olimpico Nazionale

Costato 1,4 miliardi di dollari, l’Olympic Stadium è chiamato koku-ritsu (stadio “nazionale”) ed è stato costruito fra il 2016 e il 2019, apposta per i Giochi e sul luogo del vecchio impianto che aveva ospitato l’edizione di Tokyo 1964.

La sua struttura è composta da quasi 2mila metri cubi di legno di cedro, provenienti dalle foreste di tutte le 47 prefetture del Giappone, il che ha garantito una fase di cantiere sostenibile, minimizzando i costi e le importazioni dall’esterno. Lo stadio ha una capienza di 68mila posti ed è stato progettato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, che ha volutamente calcato la mano sulle scelte ecosostenibili. Il braciere olimpico sarà alimentato a idrogeno, così da ridurre le emissioni di carbonio, mentre i pannelli solari sul tetto e il riciclo di acqua piovana (con impianti di raccolta sia sul tetto sia nei marciapiedi circostanti lo stadio) completano i meccanismi di risparmio energetico.

» lo Stadio Nazionale di Tokyo è qui, su Google Maps

Aquatics Centre

15mila posti e un design della copertura che si ispira all’estetica del tradizionale origami giapponese, ha un sistema di pareti e pavimentazioni mobili, così da poter modificare la lunghezza e la profondità della piscina principale e della piscina di riscaldamento, mentre la temperatura dell’acqua è controllata da una pompa geotermica. Il progetto è stato firmato dall’architetto Yamashita Sekkei in collaborazione con lo studio australiano Cox Architecture, e il costo dell’edificio è stato di 470 milioni di euro. Il palazzetto rimarrà a uso della cittadinanza dopo i Giochi, oltre a poter ospitare varie gare ufficiali giovanili e nazionali.

Leggi anche: Com’è il nuovo Tokyo Aquatics Centre

» l’Aquatics Centre è qui, su Google Maps

Ariake Gymnastics Centre

Il tema del legno e dell’ecosostenibilità si ritrova anche nell’Ariake Gymnastics Centre, che durante i Giochi di Tokyo 2020 ospiterà tutte le gare di ginnastica. Completato nel 2019 su un’area di quasi 40mila metri quadrati, è costata 188 milioni di dollari e porta ancora avanti il tema del legno, in questo caso declinato per ripercorrere e reinventare le tecniche costruttive tradizionali del Giappone (inoltre, l’area sulla quale sorge il palazzetto era originariamente dedicata proprio allo stoccaggio del legname). 

Sono stati utilizzati circa 2.300 metri cubi di legname, principalmente cedro e larice, per realizzare quella che è stata descritta come “una ciotola di legno che galleggia nella baia” della città, e disegnata da Nikken Sekkei + Shimizu Corporation. Il tetto dell’edificio è largo 30 metri ed è una delle strutture in legno più grandi al mondo, e secondo il direttore operativo del palazzetto, Koichi Fukui, «stiamo usando molto legno. Ce n’è così tanto che possiamo sentirne il profumo e il calore».

» l’Ariake Gymnastics Centre è qui, su Google Maps

tokyo 2020 stadio olimpico nazionale esterno
Vista esterna dello Stadio Olimpico di Tokyo (photo by Tokyo 2020 / Uta Mukuo)
tokyo aquatics centre olimpiadi 2020 architettura
Panoramica esterna dell’Aquatics Centre di Tokyo (photo by Tokyo 2020 / Uta Mukuo)
tokyo 2020 ariake gymnastics centre
Panoramica interna dell’Ariake Gymnastics Centre di Tokyo 2020 (photo by SS Company Limited via Archdaily)
Nippon Budokan

I Beatles sono stati il ​​primo gruppo ad esibirsi qui nell’estate del 1966 e, un decennio dopo, Muhammad Ali ha sfidato la leggenda del wrestling giapponese Antonio Inoki, prima che Bob Dylan registrasse qui uno dei suoi album dal vivo più famosi, Live at Budokan 1979.

Prevalentemente dedicata a musica e wrestling, per Tokyo 2020 tornerà alle sue radici di luogo per eccellenza delle arti marziali, e ospiterà tutte le gare di karate e judo come già aveva fatto ai Giochi del 1964. Nippon Budokan, infatti, significa “Sala delle Arti Marziali del Giappone” e oggi continua a essere la casa spirituale di queste discipline. Ha una capienza di 11mila posti e ha già ospitato i Mondiali di judo nel 2019. Progettato dal celebre architetto Mamoru Yamada (che disegnò anche la Kyoto Tower, 1964), maestro del Movimento Moderno giapponese, il Nippon Budokan ha una pianta ottagonale affascinante e intima che contribuisce ad accentuare il sapore antico delle discipline che gareggeranno qui.

» il Nippon Budokan è qui, su Google Maps

Fukushima Azuma Baseball Stadium

A dieci anni dal tremendo terremoto, e del conseguente tsunami, che colpì la città (marzo 2011) causando migliaia di morti, Fukushima ritroverà l’entusiasmo e la speranza con i tornei olimpici di baseball e softball allo stadio locale, durante i Giochi di Tokyo 2020. Inaugurato nel 1986, con una capienza di 30mila posti, ha una struttura a pianta circolare che abbraccia il diamante centrale del campo da gioco e fa parte di un complesso naturale e sportivo denominato “Azuma Sports Park”, e suddiviso in quattro aree interne dedicate alla cittadinanza e allo svago: Natura, Sport, Famiglie e Conservazione storica.

» il Fukushima Azuma Baseball Stadium è qui, su Google Maps

Ariake Urban Sports Park e Aomi Urban Sports Park

Lo skateboard fa il suo debutto olimpico all’Ariake Urban Sports Park con due discipline (street e park) ciascuna su un percorso separato. Ripide pendenze e curve che consentono ai pattinatori di raggiungere altezze enormi sono alla base del disegno del percorso Park mentre per gli eventi su strada, gli skater affrontano ostacoli del mondo reale (scale, binari, panchine e pendii) in una situazione il più possibile simile a un tipico skate park urbano.

È probabile che lo skateboard diventi un appuntamento fisso del calendario olimpico, ed è già in programma anche per i Giochi del 2024 a Parigi. Oltre allo skateboard, l’Ariake Park ospiterà anche le gare di BMX.

Nella struttura temporanea di Aomi Urban Sports Park, invece, a poca distanza dalla baia di Tokyo e dal villaggio olimpico, si disputeranno i tornei di basket 3v3 e le gare di arrampicata sportiva.

» l’Ariake Urban Sports Park è qui, su Google Maps

» l’Aomi Urban Sports Park è qui, su Google Maps

tokyo 2020 nippon budokan judo karate interno
Panoramica interna del Nippon Budokan (photo via Shoot in Japan)

Leggi anche: È stata inaugurata la Ariake Arena a Tokyo

Saitama Super Arena

Inaugurata nel 2000, e progettata dall’architetto Dan Meis (insieme allo studio americano Ellerbe Becket, oggi confluito in AECOM), la Saitama Super Arena è il palazzetto dove si giocherà il torneo olimpico di basket di Tokyo 2020, che coinvolgerà anche l’Italia dopo la splendida qualificazione ottenuta 18 anni dopo l’ultima apparizione.

La capienza complessiva di 36.500 posti, che la rende la seconda arena indoor al mondo, può essere modulata fino a scendere fra i 19mila e i 22mila posti, grazie a un intero settore di tribuna mobile, adattabile per eventi che necessitano di un campo da gioco o un palco più piccolo.

Fino al 2010 ha ospitato il John Lennon Museum, con vari memorabilia sulla vita e la carriera del leggendario componente dei Beatles direttamente dalla collezione della moglie, Yoko Ono.

» la Saitama Super Arena è qui, su Google Maps

Per scoprire di più su Tokyo (e sul Giappone), vi consigliamo due libri dell’autrice Laura Imai Messina:

saitama super arena basket tokyo 2020
Vista esterna della Saitama Super Arena (photo Imago)
saitama super arena basket tokyo 2020
Vista interna della Saitama Super Arena (photo by Meng Yongmin / Imago)
tokyo 2020 stadi mappa arene
Mappa di tutti i luoghi, stadi e arene delle Olimpiadi di Tokyo 2020 (img by Tokyo 2020)

» clicca qui per visualizzare la mappa degli stadi di Tokyo 2020 in alta risoluzione

Cover image: Vista aerea dello Stadio Olimpico di Tokyo 2020, e della capitale giapponese (photo by Arne Müseler / arne-mueseler.com / CC-BY-SA-3.0)

© Riproduzione Riservata

Post Tags
Share Post
Written by

Archistadia.it è una rivista online di architettura sportiva e divulgazione culturale, fondata a gennaio 2015.