Il fascino dei disegni dello Yankee Stadium

Il racconto di un’epoca in cui i progetti erano opere d’arte.

Fra l’anno della sua inaugurazione, il 1923, e quello della demolizione, il 2009, lo Yankee Stadium è diventato un’icona sportiva e architettonica degli Stati Uniti, facendo da testimone alla vittoria di 26 titoli nazionali di baseball e accogliendo alcune fra le leggende del gioco, da Babe Ruth a Derek Jeter.

“The House That Ruth Built”, la casa che Babe Ruth costruì. È stata questa la definizione che ha celebrato lo Yankee Stadium come luogo del baseball per eccellenza, nonostante fosse stato costruito mattone su mattone dalla Osborn Engineering, un’impresa costruttrice di Cleveland.

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Uno scorcio sul vecchio Yankee Stadium, dall’interno della fermata della metropolitana sulla East 161 Street (Photo by Nick Laham/Getty Images)

Fondata nel 1892, la Osborn Engineering aveva una grande tradizione di edilizia civile, in particolare nell’ambito delle infrastrutture di collegamento. Ma il dirompente entusiasmo popolare per il baseball aveva presto convinto la firm a concentrarsi sulla realizzazione di stadi. Al 1928, saranno 75 i ballpark costruiti negli Stati Uniti e firmati dalla compagnia di Cleveland, fra i quali anche lo Yankee Stadium, appunto, e lo storico Fenway Park di Boston.

All’epoca, e anche nei decenni immediatamente successivi, chiunque iniziasse a lavorare alla Osborn come progettista, fossero pure architetti o ingegneri già laureati, veniva prima messo a fare pratica al tavolo da disegno. E i fogli di progetto per ogni stadio realizzato dalla Osborn Engineering erano, a loro modo, delle piccole opere d’arte. Tutte le copie venivano realizzate con inchiostro su tela, con l’aiuto di stencil e mascherine geometriche, ma in larga parte a mano libera. Nulla veniva disegnato a matita, ma solo a penna: ogni minimo errore era quasi disastroso e obbligava a rifare l’intera tavola.

L’uso del ferro è stato determinante nella progettazione dei primi impianti sportivi del Novecento. Il Colosseo di Roma era costituito da un rapporto di circa 19 tonnellate di pietra per ogni spettatore (con una capienza stimata di circa 50mila persone). Lo Yankee Stadium aveva, invece, un rapporto di appena 1 tonnellata di acciaio per ogni spettatore (con capienza media di circa 60mila persone nel corso degli anni).

Lo Yankee Stadium del 1923 fu il primo ballpark a essere definito “stadio”, e il primo ad avere ben tre anelli di gradinata. E i punti di contatto con l’ingegneria civile furono determinanti. Come peraltro ampiamente provato dalla tradizione britannica dei primi stadi di calcio, nei decenni appena precedenti, anche negli Stati Uniti si compresero le potenzialità di integrare l’esperienza costruttiva dei lunghi ponti in acciaio, con le loro grandi strutture reticolari e sospese, e applicarla alla progettazione degli impianti sportivi.

La documentazione progettuale dello Yankee Stadium, nel 1923, era lunga almeno 70 pagine: tavole e schemi che approfondivano ogni dettaglio, dalle strutture fino agli impianti elettrici e idraulici, passando per ogni singolo elemento decorativo, come i pannelli di terracotta che rappresentavano un’aquila intenta a catturare la palla, o la sequenza iconica del fregio Art Déco della copertura (per saperne di più su questo stile architettonico, una mappa dei luoghi Art Déco a New York è stata prodotta da Blue Crow Media, acquistabile qui).

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(photo by Osborn Engineering / visual by Archistadia)

La Osborn Engineering si occupò, come detto, anche del progetto di Fenway Park, l’epico stadio dei Boston Red Sox. In particolare, la società di Cleveland disegnò la tribuna sul lato sinistro del campo, nel 1934, con una struttura in cemento e acciaio di proporzioni enormi. Parte del progetto era costituita anche dall’imponente muro perimetrale alto 12 metri, e conosciuto come Green Monster.

Quel muro diventerà negli anni uno dei punti preferiti dai battitori destrimani, per indirizzare i loro tentativi di fuoricampo. Faceva già parte della prima versione dello stadio, costruita nel 1912, e il progetto del 1934 l’aveva rimesso a nuovo e rafforzato dal punto di vista strutturale. Attualmente è il muro di fondo campo più alto nel panorama degli stadi di baseball della MLB, il campionato professionistico americano.

Fra il 2006 e il 2009 lo Yankee Stadium è stato completamente ricostruito, nell’area appena adiacente al luogo del vecchio impianto. Con il progetto firmato da Populous, lo stadio è stato riproposto in chiave moderna, con servizi contemporanei adeguati, ma con un’impronta stilistica molto precisa e fedele all’estetica dell’edificio originale.


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Lo Yankee Stadium nel 1948, durante una sfida fra i New York Yankees e i Boston Red Sox (Photo by Kidwiler Collection/Diamond Images/Getty Images)
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(photo by Osborn Engineering / visual by Archistadia)
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(photo by Osborn Engineering / visual by Archistadia)
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(photo by Osborn Engineering / visual by Archistadia)

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Laurea in Architettura e Restauro, cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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