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5 cose da sapere sullo Stadio Olimpico di Helsinki

Un ottimo esempio di rinnovamento coerente con la tutela dell’architettura storica.

Lo Stadio Olimpico di Helsinki fu uno dei grandi progetti sportivi legati al Razionalismo del nord-Europa e oggi continua a essere un importante caso-studio di architettura, proponendosi come importante esempio di riqualificazione di un impianto sportivo del primo Novecento, con soluzioni che possono essere spunto e confronto per altri progetti.

Qui di seguito vediamo 5 cose da sapere per conoscere meglio questo stadio.

1- Genesi del progetto

Il progetto fu sviluppato a partire da un bando del 1933 e i lavori furono ultimati nel 1938, con l’obiettivo di ospitare le Olimpiadi del 1940, poi rimandate a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. I Giochi arrivarono a Helsinki nel 1952, quando lo stadio toccò l’affluenza record di 70mila persone – mentre oggi può garantire una capienza di poco superiore ai 32mila posti.

2- Gli architetti

Il disegno dell’impianto era stato firmato dagli architetti locali Yrjö Lindegren e Toivo Jäntti, e fu anche celebrato dalla celebre rivista Architectural Digest come uno dei migliori progetti sportivi dell’epoca.

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Scorcio della torre dello Stadio Olimpico di Helsinki (photo Urheilumuseo – Sports Museum of Finland)
3- Funzionalismo

L’Olimpico di Helsinki, infatti, fu uno dei grandi progetti di architettura finlandese che si legarono in modo evidente alla corrente del Funzionalismo, un movimento architettonico (e poi anche di design) che si proponeva di progettare edifici la cui estetica doveva rispecchiare unicamente la funzione per cui erano stati creati, senza ulteriori (e inutili) forme decorative.

4- La torre

La torre laterale, simbolo dello stadio, è alta 72,71 metri: la misura è simbolica e venne scelta perché rappresentava la misura con la quale Matti Järvinen aveva vinto l’oro olimpico nel 1932, nel lancio del giavellotto.

5- Un nuovo futuro

Il progetto di riqualificazione portato avanti fra il 2016 e il 2020, è costato oltre 300 milioni di euro ed è stato firmato dagli studi K2S Architects e NRT Architects

L’intervento concluso nel 2020 è stato di duplice portata: da un lato la conservazione e dall’altro il rinnovamento. Grazie a un importante lavoro di risanamento di tutta la struttura in cemento, ormai in degrado, e alla realizzazione di nuovi spazi interni e di movimento per il pubblico, nuovi scaloni e accessi, la parziale modifica della cavea di gradinate e l’inserimento di un nuovo tetto in legno (che ora copre tutti gli spalti), in abbinamento al rivestimento ligneo esterno, lo stadio ha assunto un nuovo slancio estetico e funzionale.

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Lo stadio Olimpico di Helsinki negli anni ’60 (photo Sky Foto Moller / Helsinki City Museum via finnisharchitecture)
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Lo Stadio Olimpico di Helsinki nel 1938 (photo Wikimedia Commons)
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Scorcio interno dello Stadio Olimpico di Helsinki oggi rinnovato, con la nuova copertura lignea (photo Tuomas Uusheimo via ArchiLovers)

Oggi l’Olimpico di Helsinki è un perfetto esempio di rinnovamento virtuoso di un’architettura storica, e si propone come caso-studio per comprendere come è possibile intervenire su uno stadio degli anni ’30 conservando la sua identità originale ma, allo stesso tempo, garantendone l’utilizzo anche in epoca contemporanea.

Cover image: Lo Stadio Olimpico di Helsinki, oggi dopo l’intervento di rinnovamento e ristrutturazione (photo Wikimedia Commons)

Questo articolo è stato pubblicato originariamente in occasione della finale di Supercoppa Europea 2022, Real Madrid v Eintracht Francoforte, in programma mercoledì 10 agosto 2022 all’Olimpico di Helsinki

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