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Lo splendore delle statue del Foro Italico

Il fascino di un complesso monumentale che definisce un luogo sportivo unico al mondo.

Sembra incredibile che ci siano voluti quarant’anni per completare l’intero complesso del Foro Italico di Roma, tale è il livello di coerenza artistica e architettonica fra gli spazi del tennis, dello Stadio dei Marmi e dello Stadio Olimpico, e il senso di epica dello sport che riesce a trasmettere al visitatore.

Immaginate una giornata di sole primaverile che illumina il bianco delle architetture e delle statue, facendolo risaltare su uno sfondo variopinto, tra il verde dei pini marittimi, il blu del cielo e il rosso mattone del Palazzo H, oggi sede del CONI. Il Foro Italico di Roma è un luogo unico al mondo nel riuscire a mettere insieme l’eccezionalità dell’arte e il senso emozionante del gesto sportivo, e gran parte di questo fascino è dovuto alle statue che adornano i campi sportivi e accompagnano il visitatore lungo i viali interni del complesso.

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Vista verso lo Stadio dei Marmi, all’interno del Foro Italico di Roma (photo via Beni Culturali)

Già, le statue. Imponenti, austere, armoniose. Si possono scorgere quasi da qualunque punto del complesso, come elementi che scandiscono gli spazi, li delimitano, donandogli un valore museale ancor prima che sportivo.

La classicità del Foro Italico

Il progetto del Foro Italico fu avviato nel 1927 e iniziò a concretizzarsi dal 1932 in poi (verrà poi completato del tutto entro il 1968), e risponde alla visione globale dell’architetto Enrico Del Debbio(1), al quale si deve il disegno di tutti i luoghi principali del complesso e la pianificazione del verde, dell’illuminazione e degli assi viari interni. Le statue, invece, seppur guidate da un’idea artistica univoca, figlia del periodo fascista e del culto dello sport nella sua visione “classicista”, sono il risultato di un incredibile (e ideale) convegno d’arte: realizzate da oltre una ventina di scultori e (in particolare quelle dello Stadio dei Marmi) donate da 94 province italiane, con l’obiettivo di rappresentare ciascuna una disciplina sportiva dell’epoca.

Fra le statue del Foro Italico si trovano rappresentati sport di varia natura, dal lancio del giavellotto al “pallone col bracciale” (un derivato della pallacorda, molto in voga fino agli anni ’20 e dal quale poi nacque il tamburello), dal fromboliere (il tiro con la fionda) al discobolo e al “pugilatore”.

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Vista panoramica dello Stadio dei Marmi di Roma, adornato dalle statue monumentali in marmo (photo via FIDAL)

Oggi, i due luoghi principali del Foro Italico nei quali si possono ammirare le statue sono:

  • lo Stadio dei Marmi, nella parte nord-est del complesso, con 60 statue(2) in marmo più 4 bronzi
  • lo Stadio Nicola Pietrangeli, nell’area centrale, con 18 statue
  • se ne trovano poi 1 sull’angolo dei due campi da tennis affiancati, a nord del Pietrangeli, e 1 all’interno della struttura della Grand Stand Arena (di fronte al palazzo del CONI)

Realizzate in marmo bianco e alte 4 metri, le statue che contornano l’ellisse dello Stadio dei Marmi sono spesso in dialogo costante con il vicino Stadio Olimpico, con la sua struttura moderna e con la scenografia naturale costituita dalla collina di Monte Mario, mentre è forse sul “Pietrangeli” che il binomio fra arte e sport si sublima in tutto il suo splendore.

Già “Stadio della Pallacorda“, fu progettato da Costantino Costantini seguendo l’idea di Del Debbio che già l’aveva immaginato al centro del complesso. Incassato nel terreno, con i suoi gradoni in marmo di Carrara e dominato dalle 18 statue monumentali che ne circondano il perimetro a livello strada, è ancora oggi uno dei luoghi del tennis più emozionanti al mondo, e per molto tempo anche il campo sul quale tutti i campioni volevano giocare durante gli Internazionali di Roma.

Dal 2006, lo stadio è intitolato a Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano e vincitore del Roland Garros 1959 e 1960.

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Vista panoramica dello Stadio Pietrangeli durante gli Internazionali d’Italia 2022 (Photo by Alex Pantling/Getty Images via OneFootball)
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Una delle statue monumentali dello Stadio dei Marmi di Roma, con lo Stadio Olimpico sullo sfondo (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images / OneFootball)
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Una delle statue monumentali che circondano lo Stadio Pietrangeli, al Foro Italico di Roma (Photo by Alex Pantling/Getty Images via OneFootball)
  • il Foro Italico è qui, su Google Maps: l’ingresso aulico è considerato dal lato nord-est, dal Ponte Duca d’Aosta lungo il Viale del Foro Italico

(1) Enrico Del Debbio (Carrara, 1891 – Roma, 1973)

(2) gli scultori che realizzarono le statue dello Stadio dei Marmi sono i seguenti (il num di statue realizzate fra parentesi): Oddo Aliventi (1), Libero Andreotti (1), Eugenio Baroni (4), Aroldo Bellini (13), Antonio Berti (1), Tommaso Bertolino (4), Angelo Biancini (1), Aldo Buttini (7), Silvio Canevari (4), Nino Cloza (1), Nicola D’Antino (2), Carlo De Veroli (8), Ercole Drei (1), Romeo Gregori (1), Enrico Martini (1), Francesco Messina (2), Publio Morbiducci (1), Bernardo Morescalchi (2), Attilio Selva (4), Omero Taddeini (1) – qui un articolo per approfondire

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