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FIFA 98, gli stadi del videogioco vent’anni dopo

Gli stadi presenti in FIFA 98, il videogioco uscito per Playstation esattamente vent’anni fa.

Era il 9 novembre 1997 quando uscì, per il mercato europeo e su Playstation, il videogioco che secondo molti segnò il nuovo corso del calcio su console: FIFA 98. La versione per pc era già stata distribuita in estate, un anticipo temporale ormai quasi impossibile al giorno d’oggi, ma il gioco su Playstation (che poi verrà chiamata PsX, per non confonderla con i suoi successori – ma che allora era “la Play” e basta) era ciò che trasformava la rappresentazione virtuale del calcio come mai prima.

Sono trascorsi vent’anni esatti da allora. FIFA: Road to World Cup 98 – questo il titolo originale completo – era un videogioco che, oltre a tante innovazioni, squadre, campionati ecc (compreso l’intero calendario di qualificazione ai Mondiali 98, giocabile con qualunque Nazionale vi venisse in mente!) aveva gli stadi. Gli stadi veri.

Nessun videogioco di calcio prima di allora aveva inserito stadi reali all’interno del gameplay. FIFA 98, invece, lo faceva, e permetteva una scelta piuttosto ampia, sicuramente incredibile per quegli anni. Non solo, l’avvio della partita era preceduto da un filmato introduttivo che “portava” nel paese e nello stadio scelto, con immagini reali delle città e un video virtuale con l’inquadratura che volava prima fuori poi all’interno dell’impianto.

Certo, alcuni dettagli delle tribune sembravano tutti uguali e i tunnel di accesso al campo erano più che altro grandi gallerie molto buie da cui sbucavano le squadre. Improvvisamente, però, si poteva non soltanto simulare una partita di calcio ma viverla davvero, immaginando di essere in quello stadio specifico che avevamo scelto per l’occasione. In FIFA 98 c’erano 16 stadi, da altrettante nazioni in rappresentanza di tutte e sei le confederazioni calcistiche mondiali:

Africa (CAF)

  • Ahmadou Ahidjo Stadium, Yaoundé – Camerun (ristrutturato nel 2016) 
  • Ellis Park, Johannesburg – Sudafrica

Nord e Centro America (CONCACAF)

  • Estadio Azteca, Città del Messico – Messico 
  • Hasely Crawford Stadium, Port of Spain – Trinidad & Tobago
  • Rose Bowl, Pasadena – USA

Sud America (CONMBEOL)

  • Maracanã, Rio de Janeiro – Brasile (ristrutturato nel 2014)

Asia (AFC)

  • Jamsil Olympic Stadium, Seul – Corea del Sud 
  • Tokyo National Olympic Stadium, Tokyo – Giappone

Europa (UEFA):

  • Amsterdam ArenA, Amsterdam – Olanda 
  • Camp Nou, Barcellona – Spagna 
  • Stadio Giuseppe Meazza, Milano – Italia 
  • Olympiastadion, Monaco – Germania 
  • Parc des Princes, Parigi – Francia 
  • Råsunda Stadium, Stoccolma – Svezia (demolito nel 2013) 
  • Wembley Stadium, Londra – Inghilterra (demolito nel 2001)

Oceania (OFC)

  • Stadium Australia, Sydney – Australia

Curiosità

Come si può vedere dalla lista qui sopra, in FIFA 98 c’erano stadi che oggi non esistono più, come il vecchio Wembley (oggi sostituito dal nuovo impianto, presente anche nell’ultimo FIFA 18) o il Råsunda Stadion, stadio nazionale svedese a Stoccolma, demolito nel 2013 per far posto alla Friends Arena (dove l’Italia proprio domani sera giocherà l’andata dello spareggio mondiale).

La capienza visualizzata per lo stadio di Seul è in realtà quella… dello stadio nazionale della Corea del Nord!

Nel capitolo di vent’anni fa erano rappresentati anche impianti attualmente rinnovati, come il Maracanã e l’Ahidjo Stadium, e addirittura uno stadio che oggi non potrebbe più avere lo stesso significato che aveva all’epoca, all’interno del videogioco: lo Stadium Australia, infatti, era stato inserito in rappresentanza dell’OFC, la Federazione calcistica dell’Oceania. Dal 2006, però, l’Australia è stata “spostata” nella Federaziona Asiatica (AFC) e quindi, oggi, andrebbe scelto un altro impianto come portabandiera della federazione del Pacifico – presumibilmente uno stadio in Nuova Zelanda.

Sul piano estetico tutti gli stadi furono rappresentati al meglio, considerando la tecnologia dei render virtuali dell’epoca. Non solo, nel “volo” verso lo stadio erano ricreate perfettamente anche le aree attorno agli stadi, dando un ulteriore realismo all’insieme (attorno al Meazza di Milano si vedono addirittura passare i tram della linea16 dietro la Curva Sud!). Non mancarono comunque i dettagli anche bizzarri.

Nell’intro dello stadio del Camerun, l’Ahmadou Ahidjo Stadium, il render virtuale faceva vedere spettatori raggruppati in piedi sulle travi principali della struttura, nella parte alta dell’impianto. Una situazione quantomeno pericolosa dal punto di vista della sicurezza…! Anche nel volo verso il Maracanã si vedevano cose strane: molti spettatori erano rappresentati mentre accedevano all’impianto tramite la rampa esterna che, però, veniva riprodotta… come una strada senza uscita! Inoltre, nella schermata di scelta dello stadio, l’impianto sudcoreano di Seul viene evidenziato con “capienza: 100.000”. Il che è un curioso errore/scambio d’identità: lo stadio olimpico di Seul può ospitare 70.000 persone, mentre quello da 100.000 è il Rungrado 1st of May Stadium, lo stadio nazionale di Pyongyang, in Corea del Nord.

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva, laureato in Architettura e Restauro al Politecnico di Torino, e mi occupo di stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Sono cresciuto con la cultura britpop anni Novanta. E sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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