5 cose da sapere sullo Stadio do Dragão di Porto

Dati e curiosità sullo stadio che ospita la finale di Champions League 2021.

Sede (cambiata in corsa) della finale di Champions League 2021 fra Manchester City e Chelsea, lo Stadio do Dragão di Porto è ormai uno degli impianti più classici e tradizionali nel panorama europeo. Nonostante non abbia tratti architettonici particolarmente ambiziosi, si conferma un impianto sportivo funzionale, con servizi al pubblico d’avanguardia e alcune caratteristiche da scoprire.

Il do Dragão è stato progettato dall’architetto Manuel Salgado, con una lunga esperienza nell’organizzazione di grandi progetti come il Centro culturale di Belém (assieme a Vittorio Gregotti) e l’Expo ’98 di Lisbona, e per dodici anni (fino al 2019) assessore all’Urbanistica proprio nella capitale portoghese. Lo stadio costò quasi 100 milioni di euro, dei quali 18 dalle casse pubbliche governative, e il cantiere fu piuttosto breve: durò appena due anni, dal 2001 al 2003, e per giunta con dei ritardi sulle previsioni dovuti a un’interruzione per una revisione del progetto. Per garantire ricavi adeguati, ognuno dei quattro settori dello stadio è nominato in partnership con uno sponsor

» il Centro Culturale di Belém è qui, su Google Maps

È il terzo stadio più grande del Portogallo, con poco più di 50mila posti a sedere, ed è il quarto nella storia dell’FC Porto. Il luogo su cui sorge è appena adiacente a quello del precedente impianto del club lusitano, l’Estádio das Antas (1952-2004) del quale rimane un ultimo elemento solitario a testimonianza dell’edificio: un singolo traliccio dei fari d’illuminazione in mezzo a un’area attualmente lasciata a verde incolto e ancora da riprogettare e riqualificare.

» il luogo dell’Estádio das Antas è qui, su Google Maps


All’interno dello stadio, negli spazi di passaggio e nelle sale dell’impianto, non è raro trovare ampie pareti decorate dai tradizionali azulejos. Tipica decorazione che accomuna Portogallo e Spagna, gli azulejos sono piastrelle di ceramica smaltate con le quali vengono assemblate grandi opere d’arte e disegni a team. Visibili in particolare tramite il tour guidato, e realizzati dal maestro Julio Resende, allo stadio do Dragão se ne incontra un totale di 21mila metri quadrati, con soggetti riferiti al Porto (si ripete spesso il dragone, simbolo del club) e a scene di gioco generiche.

Leggi anche: Un sistema di riconoscimento colori per i daltonici all’Estádio do Dragão

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Un esempio degli azulejos presenti all’interno degli spazi del do Dragão di Porto.
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Una panoramica interna dell’Estádio do Dragão di Oporto (Photo by Octavio Passos/Getty Images)

Inaugurato nel 2003, in tempo per gli Europei 2004 organizzati dal Portogallo, il do Dragão debuttò il 16 novembre 2003 con un’amichevole contro il Barcellona (nella quale scese in campo anche Messi, che aveva appena 16 anni). Già sede di varie partite ufficiale della Nazionale, lo stadio ha ospitato semifinale e finale della Nations League 2019 e, soprattutto, cinque partite di Euro 2004, fra cui l’1-1 tra Italia e Svezia e la semifinale vinta dalla Grecia ai supplementari contro la Repubblica Ceca (su Amazon è disponibile la versione dello stadio in Puzzle 3D, acquistabile qui).


Come arrivare allo Stadio do Dragão di Porto?

Lo stadio è situato a nord-est del centro città, nei pressi del passaggio della tangenziale di circonvallazione A20. Per tour dello stadio e museo, info qui.

  • In metropolitana: tutte le linee della metropolitana fermano alla stazione Estádio do Dragão (tranne la linea C che arriva alla fermata subito precedente), mappa qui
  • A piedi: il centro città è a 3,5 km dallo stadio. Se siete in giro a piedi, a poca distanza dall’impianto c’è il Parque de São Roque, con i giardini e un labirinto, attrazione turistica molto particolare

Abbiamo parlato di queste e altre curiosità sullo stadio do Dragão di Porto all’interno della rubrica di Archistadia su TMW Radio, venerdì 28 maggio 2021: riascolta il podcast qui, dal sito web di TMW Radio.

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