Breve guida allo stadio di Yokohama

Ha legato il suo nome ai Mondiali 2002 e ospita la finale del torneo olimpico di calcio di Tokyo 2020.

Inaugurato nel 1998, e diventato inizialmente la sede moderna delle finali dell’ex Coppa Intercontinentale (poi Mondiale per Club, con tutte le sue trasformazioni), l’International Stadium di Yokohama è stato per lungo tempo lo stadio più grande del Giappone. Fino al 2019, quando sono terminati i lavori per il totale rinnovamento dello Stadio Nazionale di Tokyo, che ospita parte delle gare delle Olimpiadi 2020. E proprio i Giochi Olimpici vedranno qui l’atto finale del torneo di calcio maschile, sabato 7 agosto (mentre la finale del torneo femminile è in programma allo Stadio Nazionale).

Denominato a più riprese Nissan Stadium, in virtù di un accordo di sponsorizzazione con la casa automobilistica giapponese rinnovato diverse volte nel corso degli ultimi due decenni, esordì sul panorama internazionale con due partite della Confederations Cup 2001 per poi svelarsi al mondo con i Mondiali di calcio di Corea e Giappone 2002: in quell’edizione, lo stadio di Yokohama ospitò tre gare della fase a gironi e la finalissima Brasile-Germania, che diede il quinto titolo mondiale alla selezione verdeoro, grazie alla doppietta decisiva di Ronaldo.

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Scorcio esterno della struttura dello Yokohama International Stadium (photo via Japan Visitor)

L’International Stadium di Yokohama è stato il primo in Giappone a essere costruito interamente su due livelli di gradinata e copre un’area totale di poco superiore ai 70mila metri quadrati (per avere un’idea di confronto, San Siro occupa circa 46mila mq). Lo sviluppo dell’impianto è interessante: la sua conformazione è mistilinea, cioé con due tribune laterali perfettamente rettilinee che si agganciano a due settori di curva derivanti da una forma ovale (il che riprende la conformazione della pista d’atletica presente attorno al campo, senza rendere l’intero edificio troppo dispersivo per lo spettatore).

L’edificio è rialzato rispetto al piano stradale circostante, e si inserisce in un ampio isolato a pianta pressoché circolare che si incastra bene nell’intreccio di viali e percorsi d’accesso esterni, ed è in collegamento con l’adiacente campo d’allenamento per l’atletica Nissan Field Kozukue attraverso una piazza pubblica intermedia, chiamata Nissan Stadium Central Square.

L’anello superiore dello stadio scende fino a sovrapporsi appena a quello inferiore (di circa 10 metri), una soluzione utile per avvicinare il più possibile il pubblico all’azione senza inficiare l’angolo di visuale degli spettatori situati nel livello sottostante. Per la stessa ragione, la pendenza della secondo anello è a 30°, ed è maggiore rispetto a quella della gradinata sottostante. Ogni fila di posti ha uno spazio di 90 cm rispetto alla fila frontale, un dato piuttosto elevato se comparato agli standard minimi richiesti per il comfort degli spettatori. Una piccola tettoia estraibile fino a 5,5 metri, inoltre, è posizionata alla base del secondo anello, in posizione centrale, per riparare dalle intemperie i settori vip e tribuna stampa in tribuna centrale.

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Vista aerea zenitale dello Yokohama International Stadium.

La struttura principale esterna dell’International Stadium di Yokohama è stata lasciata a vista, e diventano così leggibili dal visitatore tutti gli elementi portanti verticali e orizzontali in cemento armato precompresso, che riescono anche a movimentare in parte l’estetica dell’edificio, altrimenti troppo compatto e anonimo.

La copertura è risolta in pannelli di acciaio inossidabile e segue il profilo dello stadio, in pianta, coprendo però soltanto il 75% delle gradinate. La struttura del tetto è comunque dotata di un sistema di raccolta dell’acqua piovana, che viene poi riutilizzata per i vari servizi interni dello stadio e per l’irrigazione del campo, mentre l’edificio nel suo complesso si sviluppa su sette piani interni che accolgono anche alcuni ristoranti, una palestra, una piscina indoor e un piccolo impianto termale.

Dal momento della sua inaugurazione, l’International Stadium è diventato l’impianto casalingo degli Yokohama Marinos (fondato come squadra dell’azienda Nissan), il club più longevo della massima divisione giapponese (dal 1982 a oggi) e uno degli unici tre ad aver sempre militato in J-League dall’anno della fondazione della lega, il 1993. Lo stadio, che ha una capienza di 72mila posti, è di proprietà della città di Yokohama e, all’epoca della sua costruzione, il progetto costò circa 450 milioni di euro.

L’International Stadium di Yokohama ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020

Torneo di calcio maschile

  • Francia v Giappone 0-4 (gruppo A), 28 luglio 2021
  • Corea del Sud v Honduras 6-0 (B), 28/7
  • Costa d’Avorio v Arabia Saudita 2-1 (D), 22/7
  • Brasile v Germania 4-2 (D), 22/7
  • Brasile v Costa d’Avorio 0-0 (D), 25/7
  • Arabia Saudita v Germania 2-3 (D), 25/7
  • Corea del Sud v Messico 3-6 (quarti di finale), 31/7
  • Brasile v Spagna (finale), 7 agosto

Torneo di calcio femminile

  • Olanda v Cina 8-2 (gruppo F), 27 luglio 2021
  • Olanda v Stati Uniti 2-2, 2-4 dcr (quarti di finale), 30/7
  • Australia v Svezia 0-1 (semifinale), 2 agosto

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Vista interna dell’International Stadium di Yokohama durante Corea del Sud-Honduras, del torneo olimpico di calcio maschile a Tokyo 2020 (photo Imago)
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Un tifoso del Brasile all’esterno dello stadio di Yokohama, durante i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (photo Imago)
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Germania e Brasile schierate in campo allo stadio di Yokohama, prima della sfida valida per la fase a gironi del torneo olimpico di calcio maschile, a Tokyo 2020 (photo Imago)
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Panoramica interna del Nissan Stadium di Yokohama nel 2016, durante la gara tra Yokohama Marinos e Jubilo Iwata, del campionato giapponese (photo Imago)

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