Sono stati scelti gli 8 progetti finalisti per il restyling dello Stadio Franchi

Si apre ora la seconda fase di valutazione, che porterà al progetto vincitore a marzo 2022.

Come da previsioni, nel corso di questa settimana sono stati scelti gli 8 progetti finalisti per il restyling dello Stadio Franchi di Firenze, presentati dalla Commissione incaricata in un incontro con il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

La commissione incaricata della valutazione e scrematura delle iniziali 31 proposte è di livello internazionale per quanto riguarda il panorama dell’architettura e della progettazione, ed è composta da: Andy Simons, Luigi Ludovici, Andrea Santini, Odile Decq, Giovanna Carnevali, Luigi Salvadori, Carla Cappiello, Eike Schmidt, Antonia Pasqua Recchia, Gabriele Gori e Gonzalo Byrne.

I nomi degli 8 finalisti rimangono per ora top-secret, e i prossimi passaggi della fase di valutazione prevedono i meccanismi relativi alla seconda fase: il 2 novembre sarà il termine ultimo per ricevere la presentazione della documentazione amministrativa di secondo grado; il 6 dicembre per la ricezione delle richieste di chiarimento per il secondo grado e il 15 dicembre per la pubblicazione delle risposte ai quesiti formulati per il secondo grado. Entro il 1 febbraio 2022 andranno consegnati i progetti preliminari a cui seguirà la proclamazione del vincitore entro la prima metà di marzo 2022.

Come potrebbe cambiare lo Stadio Franchi?

Considerando l’impiego di parte dei fondi derivanti dal Recovery Plan (ne avevamo parlato qui), è improbabile pensare che il progetto di restyling servirà soltanto a creare funzioni complementari che portino in parallelo a uno stadio nuovo nella stessa area, anche perché il progetto prevede sia il restyling del Franchi ma anche il recupero e il rilancio dell’intera area di Campo di Marte.

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Un particolare della Torre Maratona dello Stadio Artemio Franchi, a Firenze (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Tenendo presente anche le direttive di conservazione della Soprintendenza (le approfondiamo qui), invece, le due alternative più probabili sono un progetto che riprenda l’idea della “teca” inizialmente pensata dalla proposta dell’arch. Casamonti nel 2019, così da salvaguardare alcune porzioni storiche e liberare la realizzazione di parti nuove, oppure un effetto-matrioska, che andrebbe a incasellare nuove strutture e gradinate all’interno dell’ideale perimetro costituito dallo stadio originale.

Il dibattito sul futuro dello stadio Franchi, e sulla costruzione di un nuovo impianto per la Fiorentina, va avanti ormai da molto tempo, e lo stesso sindaco Nardella, aveva dichiarato apertamente la volontà di recuperare l’edificio progettato da Pier Luigi Nervi, e rilanciarlo insieme al resto dell’area circostante (su Archistadia, ne avevamo parlato qui):

«L’obiettivo è quello di onorare la storia di Firenze e della Fiorentina e di dare ai tifosi uno stadio adeguato a standard europei. Mai avremmo permesso che lo stadio venisse abbandonato, anche in presenza di una struttura nuova. Vogliamo realizzare un nuovo Stadio Franchi, che mantenga il suo valore storico, artistico e architettonico, ma che sia adeguato alle esigenze del calcio moderno».

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