Stadio e distretto polisportivo nel futuro del Panathinaikos (dopo quasi 20 anni di attesa)

Il progetto del nuovo stadio potrà concretizzarsi, dopo essere stato quasi abbandonato nel 2012.

Senza le firme ufficiali, apposte il 20 novembre scorso, probabilmente non ne avremmo avuto ancora la certezza. Ma la realtà è che, finalmente, il Panathinaikos ha sbloccato l’iter progettuale e burocratico per il nuovo stadio, dopo dieci anni di dibattiti e attese, e dopo vent’anni da quando l’idea prese corpo per la prima volta.

Con la posa della prima pietra che potrebbe arrivare a fine 2021, e l’obiettivo di terminare i lavori entro il 2024, l’accordo fra il club e il Comune di Atene mette fine a un’infinita serie di ipotesi e tentativi che durano da inizio millennio, e porta il discorso su basi concrete e futuribili.

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Render con vista interna sul campo del nuovo stadio del Panathinaikos (photo by A&S Architects)

Il nuovo stadio del Panathinaikos sorgerà nel quartiere Votanikos, nella parte ovest di Atene, dove il club ha sempre concentrato l’attenzione. Era il 2006 quando venne presentata l’idea per la prima volta, ma il desiderio di un nuovo stadio per il club si era già palesato al volgere degli anni ’90.

E, proprio come emerso già dai vari concept passati (firmati A&S Architects e solo appena rivisti negli ultimi mesi), e dalle intenzioni della dirigenza, quello che verrà realizzato non sarà soltanto il progetto di uno stadio ma di un’intera cittadella polisportiva che andrà a riqualificare un’area attualmente a vocazione semi-industriale.

L’elemento centrale sarà, ovviamente, rappresentato dallo stadio, con capienza di 35-40mila posti e un disco ondulato di copertura calato sull’impianto. Intorno, si svilupperanno spazi commerciali e strutture dedicate alle varie squadre che fanno parte della società polisportiva del Panathinaikos: un’arena per il basket da 12.500 posti, un palazzetto per il volley, una piscina olimpionica, una palestra indoor con spazi per la ginnastica e un parco di 18 acri a corredo del progetto urbano (con altre piccole aree verdi per un totale di ulteriori 80 acri).

Il Protocollo d’Intesa firmato fra il Comune di Atene e il Panathinaikos, consentirà al club di avere finalmente un futuro impiantistico in linea con i sogni e i progetti portati avanti in oltre vent’anni di proposte, e alla città di riprogettare in modo coerente un’area piuttosto ampia del suo territorio ma finora rimasta a destinazione frammentata (il via libera ai progetti di riqualificazione per questa zona di Atene era stato dato addirittura nel 1985, ma mai concretizzato per il susseguirsi di varie contingenze economiche e burocratiche avverse).

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Una vista interna panoramica dello stadio Apostolos Nikolaidis (Photo by Aris Messinis/EuroFootball/Getty Images)

Dal 2018 il Panathinaikos gioca le sue partite interne allo Stadio Olimpico Spyros Louīs, ma è storicamente legato al Leoforos, lo stadio Apostolos Nikolaidis, casa del club dal 1922. Nel 2009, erano addirittura iniziati i primi lavori di scavo delle fondamenta per il nuovo stadio, ma tutto venne immediatamente bloccato per la crisi finanziaria nazionale che investì anche la stessa società del trifoglio. Il Leoforos è comunque attualmente attivo, ed è il più vecchio stadio ancora in uso in Grecia.

Costi e tempistiche

Tutto ruota intorno alla concessione dell’area per 99 anni al “Panathinaikos AO”, la società-madre che comprende tutte le discipline sportive praticate nel club. Non ci saranno spese di locazione da corrispondere alla città, in cambio del servizio che il PAO già fornirà, rivolto in gran parte alle squadre giovanili, su tutti gli sport nei quali è coinvolto. Per contro, il “Panathinaikos AE” (il club di calcio) pagherà un affitto alla casa-madre per l’utilizzo dello stadio e, in questo modo, garantirà anche al PAO il flusso di introiti principali per l’auto-sostenibilità della società. Una cifra parallela di circa 1 milione di euro, verrà infine versata dal PAE al Comune di Atene, annualmente, permettendo alla città di rientrare della sua parte di investimento nel giro di 40 anni.

Il progetto per il nuovo stadio del Panathinaikos si prevede avrà un costo di poco superiore ai 70 milioni di euro, all’interno di un piano definito di “Doppia Rigenerazione” che coinvolgerà tutto il resto dell’area individuata a Votanikos, per una spesa complessiva di 163 milioni di euro. L’investimento verrà coperto attraverso una combinazione di strumenti finanziari, utilizzando risorse nazionali, europee e private, ma il Comune di Atene ha già confermato che contribuirà con 40 milioni di euro sulla spesa specifica per la costruzione dello stadio.

Entro settembre 2021 verranno finalizzati gli studi e i progetti per le varie strutture previste, così da poter ottenere le autorizzazioni e i permessi per costruire entro novembre 2021. Di conseguenza, l’inizio dei lavori è stato previsto “nel quarto trimestre 2021”, con tempistiche di massimo tre anni per il completamento dell’opera.

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Render preliminari di progetto del nuovo stadio del Panathinaikos (img by A&S Architects)
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Render preliminari di progetto del nuovo stadio del Panathinaikos (img by A&S Architects)

Il Panathinaikos, fondato il 3 febbraio 1908, è una società polisportiva che comprende 21 squadre in altrettante discipline: oltre al calcio, la società compete nel basket, nel volley, nuoto e pallanuoto, ginnastica, fino ad ambiti meno noti come la scherma, il pugilato e addirittura gli scacchi.

Con la costruzione del nuovo stadio di Votanikos, ovviamente, il destino dello storico Leoforos è segnato: l’impianto verrà demolito (dopo l’inaugurazione del nuovo) e al suo posto sarà realizzato un parco urbano che rinnoverà il quartiere, con l’inserimento di un’area di parcheggi sotterranea.

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.