Breve storia del Tricolore, la bandiera d’Italia

Dal verde/bianco/rosso all’azzurro Savoia nello sport.

Il 7 gennaio del 1797, a Reggio Emilia, il “Tricolore” viene adottato come bandiera ufficiale della Repubblica Cispadana: è il primo germoglio dell’Italia che verrà. Già proposta l’anno precedente, per permettere ai contingenti militari italiani di essere riconoscibili all’interno dell’esercito di Napoleone, era nata come coccarda già nell’agosto 1789, appena dopo lo scoppio della Rivoluzione francese, come forma di supporto da parte del popolo italiano agli ideali veicolati dalla rivoluzione (la prima traccia documentata della comparsa della coccarda tricolore italiana si ritrova negli archivi storici della Repubblica di Genova, con data 21 agosto 1789).

Nel 1794, poi, durante un tentativo fallito di sommossa di Bologna contro lo Stato Pontificio, le coccarde ricompaiono su idea di Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis, due giovani attivisti che pagheranno con la vita il tentativo di ribellione. Sono considerati i primi due martiri della libertà italiana e del Risorgimento.

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Le bandiere della Legione Lombarda e della Repubblica Cisalpina.

È un fatto, quindi, che il primo tricolore italiano sia stato sfoggiato come coccarda (prima confuso con la bandiera francese poi, almeno inizialmente, con i colori invertiti, rosso all’esterno, verde e bianco). A questi tre colori andrà infine aggiunto l’azzurro, che nel corso del Novecento diventerà il simbolo dell’Italia nello sport, e soprattutto nel calcio.

…che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti

(decreto del Parlamento della Repubblica Cispadana, 1797)
Tre colori per la libertà

Da dove derivano il verde, il bianco e il rosso? Il bianco e il rosso erano (e sono tutt’oggi) i colori storici dello stemma comunale di Milano (una croce rossa su campo bianco), mentre il verde campeggiava dal 1782 sulle uniformi della Guardia civica milanese. Lo spunto per riunirli nella bandiera dell’allora Repubblica Cispadana arrivò di lì a poco, quando gli stessi tre colori furono adottati anche dalla Legione Italiana (esercito comprendente soldati dall’area dell’Emilia-Romagna). La prima versione di questa bandiera, comunque, era a bande orizzontali, con il rosso in alto, il bianco al centro e il verde in basso.

L’ispirazione data dalla bandiera della Francia, e dagli ideali di libertà trasmessi attraverso la Rivoluzione (quella francese è una delle bandiere fondamentali nel mondo, e ha ispirato moltissimi altri vessilli nazionali dall’Ottocento in poi), venne certificata definitivamente con l’adozione del tricolore a terzi verticali, nel giugno 1797, con l’unione fra le Repubbliche Cispadana e Traspadana, a costituire la Repubblica Cisalpina, con capitale Milano.

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La bandiera d’Italia con lo stemma di Casa Savoia (1861-1946).
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La bandiera d’Italia con lo stemma dei Savoia, prima di una partita della Nazionale ai Mondiali 1934.

Quando la Repubblica Cisalpina si trasformò in Repubblica Italiana (1802-05, e ancora legata alla Francia napoleonica), la bandiera si modificò in un incastro geometrico costituito da un quadrato a fondo rosso, un rombo bianco al centro e un quadrato verde a sua volta all’interno del rombo (questo vessillo ha costituito la base per l’attuale stendardo presidenziale italiano). Poi il tricolore tornò orizzontale, scelto nel 1831 da Giuseppe Mazzini per la Giovine Italia, nel periodo che darà il via al Risorgimento e alle Guerre d’Indipendenza, tornando verticale proprio nella fase decisiva che porterà all’Unità d’Italia (1861), adottato ufficialmente da Carlo Alberto di Savoia nel 1848.

L’azzurro nello sport, il quarto colore d’Italia

Il vessillo del Regno di Sardegna (1851-1861), prima, e del Regno d’Italia (1861-1946), poi, diventò quindi il tricolore verticale verde-bianco-rosso, con al centro lo stemma di Casa Savoia, uno scudo crociato (a fondo rosso, con croce bianca) bordato di azzurro, con una corona sulla sommità.

Fu questa, per esempio, la bandiera che sventolò per la Nazionale di calcio campione del mondo nel 1934 e nel 1938, mentre i giocatori vestivano la maglia azzurra, il quarto colore per eccellenza che rappresenta l’Italia. Nello sport, infatti, le selezioni italiane hanno (quasi) sempre vestito di azzurro, che era il colore di Casa Savoia: il 6 gennaio 1911 la Nazionale di calcio disputò, con la maglia azzurra, la sua prima partita contro l’Ungheria (all’Arena Civica di Milano), sfoggiando anche lo stemma della casata sul petto, a sinistra.

Con la caduta della monarchia e l’introduzione della Repubblica, nel 1946, lo stemma di Casa Savoia scompare dal tricolore della bandiera, mentre rimane l’uso dell’azzurro per le maglie da gioco, come tradizione ormai più che rappresentativa e identitaria.

La bandiera dell’Italia è un rettangolo avente proporzioni ufficiali 2:3, e viene celebrata in occasione della Festa del Tricolore, ogni anno il 7 gennaio

» la Sala del Tricolore, è oggi sala comunale all’interno del Palazzo del Comune di Reggio Emilia, qui su Google Maps

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L’Italia guidata da Vittorio Pozzo, campione del mondo 1938, con la maglia azzurra e lo stemma dei Savoia sul petto (photo via 90MIN)
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Un momento di Italia-Germania, finale dei Mondiali 1982 (photo via Imago)
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Demetrio Albertini (a sx) festeggia Roberto Baggio (a dx) che ha appena segnato contro la Bulgaria, ai Mondiali di USA 94, mentre alle loro spalle sventola una bandiera dell’Italia.
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Tifosi sventolano una bandiera dell’Italia prima della partita contro la Turchia, a Euro 2020 (photo via Imago)

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