Il Feyenoord sta rinunciando alla costruzione del nuovo stadio

Una decisione improvvisa, ma forse inevitabile, dopo le tante difficoltà nel portare avanti il progetto.

Il Feyenoord non andrà più avanti con il progetto Feyenoord City, che puntava alla realizzazione del nuovo stadio del club nella zona sud della città di Rotterdam. O almeno, fino all’estate 2022 accantonerà il progetto considerando ogni altra opzione. La società di costruzioni Royal BAM ha ufficialmente informato tutte le parti coinvolte che le condizioni del progetto sono ormai del tutto cambiate rispetto alle premesse e, di conseguenza, il Feyenoord non si ritiene più responsabile di portare avanti il ​​progetto dello stadio.

Il tema della realizzazione del nuovo impianto del club olandese si protrae ormai da anni ma la decisione di BAM ha definitivamente cambiato il corso dell’iter progettuale, anche a fronte del fatto che i costi di costruzione sembrano essere lievitati a dismisura. Questo punto, però, rimane ancora controverso e, soprattutto, non ha fatto piacere né al Feyenoord né alla municipalità di Rotterdam, dato che il dialogo con BAM va avanti dall’estate 2019 e in questi due anni non era mai emersa la questione relativa ai costi.

Ovviamente il Feyenoord non vuole più adeguarsi alle richieste messe sul tavolo dal gruppo BAM, che parlano di costi delle materie prime notevolmente più alti – in particolare a causa del post-pandemia e della difficile reperibilità (e quindi di una spesa totale per il progetto che diventerebbe quasi irrealizzabile) – ma la stessa società costruttrice potrebbe essersi sfilata volontariamente dall’impegno dopo un recente cambio di policy (annunciato pubblicamente) che la porta a non impegnarsi più in quelli che vengono definiti “progetti a rischio”: addirittura, infatti, nemmeno con i nuovi costi preventivati si è sicuri che il nuovo stadio del Feyenoord verrebbe costruito.

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Render del masterplan di progetto Feyenoord City, con il nuovo stadio del Feyenoord (img via Teknoring)

Sul progetto del nuovo stadio, gestito in prima linea dal Feyenoord, il Comune di Rotterdam avrebbe contribuito con 40 milioni di euro, ma tutto l’accordo ora decade in mancanza di un punto d’incontro di partenza fra il club e l’impresa costruttrice, e il club si ritrova di fatto al punto di partenza, con in mano solo l’ipotesi di un restyling del suo attuale impianto.

Cos’era il progetto Feyenoord City e qual è il destino del De Kuip

Il Feyenoord ha portato avanti ragionamenti e progetti per uno nuovo stadio per oltre 10 anni. Inizialmente tutto verteva sull’ampliamento del De Kuip, lo storico impianto del club inaugurato nel 1937 (e ristrutturato nel 1998), con una capienza attuale di circa 51mila posti. L’ipotesi della ristrutturazione non trovava completamente d’accordo il club, che puntava invece a un vero salto di qualità attraverso il nuovo stadio.

Il progetto “Feyenoord City”, firmato da OMA e David Gianotten, e approvato dalla municipalità addirittura nel 2017, prevedeva un masterplan di rigenerazione urbana dell’intera area sud della città lungo la sponda meridionale del fiume Nuova Mosa, partendo proprio dal De Kuip e andando verso ovest fino alla zona dell’attuale stazione ferroviaria Rotterdam Zuid.

L’idea era di rinnovare completamente questo quadrante con un intervento del costo complessivo di 1,5 miliardi di euro, con l’inserimento del nuovo stadio nella parte ovest (440 milioni di euro, e capienza a 63mila posti), la realizzazione di 180mila metri quadrati di nuove abitazioni (compresi alcuni palazzi a sviluppo verticale) e 64mila di spazi commerciali, e l’aggiunta di 83mila spazi di verde pubblico fra cui la trasformazione del De Kuip in un impianto polisportivo attrezzato e pubblico (grazie all’eliminazione del primo anello e al mantenimento del secondo, così da creare un ideale struttura aperta e in completa connessione con l’area circostante).

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Planimetria del masterplan di progetto Feyenoord City, con il nuovo stadio del Feyenoord.
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Render del De Kuip dopo il restyling, all’interno del masterplan di progetto Feyenoord City (img via Archdaily)

Ciò che il Feyenoord si trova ora davanti invece è una situazione tutta da delineare, che comincia con il punto di domanda proprio sul De Kuip (la cui gestione è in perdita continua) e l’ipotesi di rilevarne la proprietà. È inevitabile che lo sviluppo del masterplan per “Rotterdam Sud” subirà un ritardo significativo ora che il progetto del nuovo stadio è stato bloccato, e verrà anche sensibilmente modificato con la necessità di mettere di nuovo mano al Piano Regolatore.

Sullo sfondo, inoltre, rimane l’ipotesi di ristrutturare il De Kuip, ritenuta ancora complicata dal club e inizialmente messa da parte, ma ora di nuovo d’attualità. Il consorzio De Moderne Kuip ha sempre spinto per un ampliamento dello stadio del Feyenoord, con l’aggiunta di un terzo anello e un aumento della capienza a 63mila posti, con un investimento di circa 230 milioni di euro (la metà del progetto del nuovo stadio, con lo stesso risultato nella capienza).

Fin dall’inizio, il progetto di Feyenoord City è sempre stato criticato e osteggiato dai tifosi che hanno portato avanti campagne di protesta sia sui social (#StopFeyenoordCity) sia durante le partite casalinghe del Feyenoord. Il club è stato spesso accusato di produrre report costi/benefici non realistici, con cifre e dati sopravvalutati, e la gran parte dei tifosi ha sempre sostenuto invece un restyling del De Kuip, fermo restando la fattibilità del resto del masterplan che rinnoverebbe in modo sensibile quest’area della città.

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Panoramica interna dello stadio De Kuip del Feyenoord, a Rotterdam (photo by VI ANP Sport/Tom Bode Multimedia IV via Onefootball)

» il De Kuip è qui, su Google Maps

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.