Da Dortmund a Glasgow: la lezione del Westfalenstadion

Lo stadio di Dortmund, modello prima per Ibrox e poi per tutta l’Europa.

Il Westfalenstadion, affascinante impianto del Borussia Dortmund (oggi chiamato Signal Iduna Park per motivi di sponsorizzazione), e spesso citato come esempio da seguire nell’architettura sportiva contemporanea, è in realtà il risultato di scelte fatte più di 40 anni fa e prima di chiunque altro in Europa. Scelte che, inizialmente, vennero prese a esempio per la ristrutturazione dello stadio Ibrox, a Glasgow, e, successivamente, fornirono l’idea di base per la riqualificazione degli stadi britannici ed europei negli anni ’90.

Nel 1971, mentre “My sweet Lord” di George Harrison scala le classifiche musicali inglesi, allo stadio dei Rangers si verifica la seconda grave tragedia della storia del calcio scozzese (e britannico).

Sabato 2 gennaio 1971, allo stadio Ibrox, va in scena il derby di Glasgow, Rangers-Celtic, al quale sono accorse circa 75mila persone.

Ibrox Glasgow 1927
Ibrox, 1927

Allo scoccare dei novanta minuti di gioco, il Celtic passa in vantaggio con una rete di Jimmy Johnstone: alcuni tifosi stanno già abbandonando lo stadio (com’è abitudine in Gran Bretagna ancora oggi) e il vantaggio degli ospiti/rivali porta ancor più tifosi di casa a prendere la via per lasciare l’impianto.

The Ibrox Disaster

I Rangers, però, in un ultimo disperato attacco nei minuti di recupero, trovano il pareggio con Colin Stein e Ibrox esplode come un vulcano. Sulle gradinate si scatena l’euforia e si mischia immediatamente alla confusione. Molti tifosi si ritrovano in zone intermedie di distribuzione a ridosso delle scalinate d’uscita, presi in mezzo tra chi stava uscendo, chi rientra di corsa per unirsi ai festeggiamenti e chi è ancora sulle gradinate.

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In particolare, sulla scalinata n° 13, Stairway 13, qualcuno cade a terra, forse perdendo l’equilibrio a causa dell’assembramento di persone. La caduta di un singolo tifoso crea un tragico effetto a catena. In pochi attimi, decine e decine di persone rimangono schiacciate l’una sull’altra lungo la scalinata senza via di scampo. Moriranno 66 tifosi, tra cui 14 bambini, e almeno 145 saranno i feriti.

L’inchiesta successiva chiarirà che, al momento dei fatti, tutti i tifosi coinvolti stavano andando nella stessa direzione (quella d’uscita, scendendo la scalinata), e le ragioni della tragedia erano da ricercare nell’inadeguatezza dei percorsi, e delle loro dimensioni in relazione alla quantità di persone in movimento.

L’evento cambia il corso della storia del calcio e dell’architettura sportiva.

Ibrox tragedia 1971
Ibrox, le indagini sulla scalinata 13 dopo il disastro, 1971

In Gran Bretagna comincia un’indagine ufficiale a tappeto sulle condizioni degli stadi del Paese, da cui scaturisce il documento Guide to Safety at Sports Ground (noto come “Green Guide”): pubblicato nel 1973 e trasformato in legge nel 1975, come parte integrante del “Safety of Sports Ground Act”, racchiude tutte le indicazioni e gli obblighi nella gestione e nella progettazione degli impianti sportivi inglesi, in relazione al numero di persone presenti.

Dortmund 1974, la svolta epocale del nuovo Westfalenstadion

Nello stesso periodo, a Dortmund viene costruito il nuovo stadio del Borussia, peraltro in circostanze piuttosto improvvise. La città della Ruhr viene inserita all’ultimo tra quelle ospitanti la Coppa del Mondo 1974, in sostituzione di Colonia, e beneficia dei fondi stanziati dall’organizzazione per la costruzione di un nuovo impianto.

Per il club giallo-nero si crea così la situazione favorevole per sostituire il vecchio Stadion Rote Erde, impianto ovale per calcio e atletica in uso dal 1920, ma ormai poco funzionale e troppo piccolo, con i suoi 26mila posti. La dirigenza del Borussia Dortmund privilegia il progetto di uno stadio esclusivo per il calcio, con una capienza di 54mila persone: quattro gradinate indipendenti in calcestruzzo armato pre-fabbricato, con il secondo anello che poggia su pilastri esterni, mentre il primo su un altro ordine di pilastri interni autonomo.

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westfalenstadion dortmund 1974
Il Westfalenstadion in costruzione, 1974

La copertura fornisce riparo a circa l’80% dell’impianto, una soluzione di standard elevatissimo per l’epoca – mentre gli angoli fra le tribune verranno “riempiti” solo con la ristrutturazione del 2000, in vista dei Mondiali 2006.

È qui che il Westfalenstadion traccia un segno forte per il resto d’Europa. In un momento storico in cui nell’architettura sportiva non c’è rinnovamento, e si utilizzano gli impianti ereditati dalla prima metà del Novecento, a Dortmund si mette in pratica – inconsapevolmente – ciò che in Gran Bretagna stanno appena teorizzando con la “Green Guide”.

Da Dortmund al nuovo Ibrox

In Scozia, William Waddell¹ viene incaricato dai Rangers di guidare una commissione che studi le possibili soluzioni per la ristrutturazione di Ibrox. Waddell viaggia in giro per l’Europa e rimane affascinato dalla semplicità funzionale del nuovo stadio di Dortmund. Ogni particolare dello stadio tedesco viene preso come modello e spunto per impostare la totale ristrutturazione di Ibrox, che avverrà tra il 1978 e il 1981:

  • privilegiare la qualità della visuale sul campo, con gradinate coperte;
  • distanza minore possibile tra gli spalti e il terreno di gioco;
  • limitare al massimo gli eventuali pilastri di sostegno della copertura che potrebbero ostruire la visuale;
  • ingressi, scale di distribuzione e accessi numerosi, per uno smaltimento organizzato e fluido della folla (un punto, questo, che verrà però recepito a livello continentale solo dopo le tragedie dell’Heysel e di Hillsborough).

Ibrox abbandona così la pianta ovale e passa a tre gradinate indipendenti, su due livelli, completamente coperte e studiate nei minimi dettagli soprattutto per quanto riguarda gli spazi di passaggio e distribuzione interna: i progettisti calcolano un massimo di otto minuti per evacuare lo stadio in caso di emergenza.

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Una panoramica interna del Westfalenstadion di Dortmund, nel 1974.
Ibrox Glasgow 1994
Ibrox, 1994

Lo stadio dei Rangers sarà poi ulteriormente ampliato all’inizio degli anni ’90 con il completamento degli angoli vuoti fra le gradinate e il rinnovamento della tribuna principale, ma l’impianto di base resta quello modellato sull’esperienza del Westfalenstadion di Dortmund.

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Il Westfalenstadion verrà inaugurato il 2 aprile 1974, con un’amichevole di beneficenza fra il Borussia Dortmund e lo Schalke 04. Lo stadio del BVB rappresenterà la base concettuale per i cambiamenti che verranno imposti a tutti gli stadi britannici a inizio anni Novanta. Direttive e regolamenti che si svilupperanno poi a cascata anche sulle norme a livello europeo e contribuiranno a far nascere lo stadio (e il modo di tifare) contemporaneo, naturale evoluzione della “tipologia inglese” di inizio secolo, resa più funzionale e ottimizzata da necessità (Glasgow) e opportunità (Dortmund) sperimentate già a metà degli anni ’70.

¹ William Waddell (7 mar 1921 – 14 ott 1992), calciatore scozzese, militò nei Rangers dal 1939 al 1955. Diventò poi allenatore del Kilmarnock e, successivamente, proprio dei Rangers, di cui fu anche dirigente e vice-presidente dal 1972 in poi.

Abbiamo parlato di questo argomento nel corso della rubrica bisettimanale di Archistadia su TMW Radio, venerdì 2 aprile 2021: riascolta il podcast qui, dal sito web di TMW Radio.

Per saperne di più:
  • match inaugurale al Westfalenstadion, 2 aprile 1974, video da youtube, link
  • Stairway 13, documentario (in inglese), link
  • P. Collier, “Stairway 13: the 1971 Ibrox disaster”, The Bluecoat Press, Liverpool, 2007
  • A. Cunazza, “Lo stadio di calcio nel Novecento: architettura e forma”, Tesi di laurea, Facoltà di Architettura, relatore: A. Dameri, co-relatore: M. Lucat, Torino, 2013
  • Iain Duff, “Temple of Dreams: The Changing Face of Ibrox” (acquistabile qui, da Amazon)
  • puzzle 3D del Westfalenstadion (acquistabile qui, da Amazon)
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Vista aerea del Westfalenstadion di Dortmund, appena inaugurato nel 1974.
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La facciata esterna di Ibrox, a Glasgow (Photo by Ian MacNicol/Getty Images)

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Archistadia, in forma ridotta, il 2 aprile 2015.

Cover image: Lo stadio del Borussia Dortmund, Westfalenstadion / Signal Iduna Park (graphic by Dick Smith) – tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.