Il fragile equilibrio del Derby della Mole

6 sfide fra Torino e Juventus che rappresentano la storia della città.

La splendida guglia della Mole Antonelliana è il simbolo perfetto per rappresentare Torino-Juventus, il cosiddetto Derby della Mole, stracittadina del capoluogo piemontese che racconta tutte le contraddizioni della società moderna e dello sport contemporaneo.

Immaginata con fervida ambizione dall’arch. Alessandro Antonelli a metà Ottocento, e terminata nel 1889, la Mole è il miglior biglietto da visita della città di Torino. Aggraziata, dai toni semplici ma estremamente artistici, immersa in un contesto urbano poco invasivo ma allo stesso tempo, epitome del tentativo di superare i propri limiti e raggiungere risultati eccezionali.

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Mischia fra giocatori del Torino e della Juventus durante un derby del 2018 (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Non a caso, è un edificio che nacque attraverso una serie di incredibili contraddizioni architettoniche e strutturali, un po’ come quelle (sociali e storiche) che definiscono l’ostilità fra Torino e Juventus, iniziata con la fondazione del club granata ad opera di un gruppo di dissidenti del club bianconero, e proseguita in una spaccatura sociale: il Toro come la squadra del popolo (e dei torinesi); la Juve il simbolo della nuova élite industriale della città (e degli emigranti in arrivo da altre parti d’Italia nel Secondo Dopoguerra).

Il Derby della Mole ha vissuto su questi termini per molto tempo, trasformandosi però in anni recenti e spostandosi su altri presupposti. La Juventus ha iniziato a inseguire un posizionamento sulla frontiera del calcio globale, con nuovi simboli (lo stadio, lo stemma) e la rincorsa ai grandi campioni di caratura mondiale. Il Torino ha continuato, invece, a fornire un riferimento per la comunità e per la sua tifoseria appassionata, incartandosi però nel complicato approccio alle nuove dinamiche finanziarie del calcio contemporaneo.

Il recente dominio bianconero potrebbe facilmente oscurare il fatto che il Derby della Mole è stato in realtà come una marea, ripetutamente fluita e rifluita, alternativamente, in favore di granata o bianconeri sin dall’inizio del Novecento. Juve e Toro si sono spartite decenni di dominio e di cruciale influenza sul calcio italiano, arrivando almeno fino agli anni ’90, dopo i quali però i bianconeri sono saliti a un altro livello, annacquando quantomeno il significato sportivo di questa rivalità.

Il Derby della Mole ha una storia illustre sia sportiva che sociale, e qui di seguito inseriamo 6 sfide che ne raccontano la rivalità.

1 – Torino 8-6 Juventus, febbraio 1913

Il calcio dei pionieri, vissuto con leggerezza tattica e individualismo, produceva spesso risultati eclatanti. Il Toro aveva appena vinto il derby precedente per 8-0 e in quest’occasione si portò addirittura sul 6-2 all’intervallo. Nella ripresa, una reazione bianconera (squadra all’epoca allenata da Vittorio Pozzo, poi CT dell’Italia bi-campione del mondo) riportava il punteggio sul 6-5, prima che il Toro rialzasse la testa e chiudesse la gara in proprio favore.

Erano sfide fortemente influenzate dal contributo degli stranieri. In quella Juventus c’era un inglese, Billy Ayers, uno scozzese, Jack Brown e uno svizzero, Charles Comte. Al termine di quel girone di campionato a sei squadre, la Juve terminò in ultima posizione ma evitò la retrocessione grazie al successivo cambio di format del campionato.

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L’ingresso in campo del Torino di fronte alla Curva Maratona, in und derby del 2016 (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

2 – Torino 1-3 Juventus, marzo 1935

Negli anni ’30 la Juventus inizia ad affermare il proprio dominio sul calcio italiano e arriva alla stagione 1934/35 con una serie di quattro scudetti consecutivi. In testa alla classifica insieme alla Fiorentina, quel Derby della Mole è cruciale per i bianconeri e, nonostante la storica resistenza granata, la Juve riesce a costruire la vittoria nell’ultimo quarto d’ora, con i gol di Felice Borel, Luis Monti e Raimundo Orsi.

Per vincere altri cinque scudetti consecutivi, la Juventus dovrà attendere il periodo fra il 2011 e il 2016 (poi prolungato con il record di nove titoli di fila).

3 – Juventus 4-2 Torino, marzo 1982

Il Torino torna a dominare prima negli anni ’40, con la meravigliosa squadra del Grande Torino, e poi negli anni ’70, ma all’inizio del decennio successivo è nuovamente la Juventus a rimettersi avanti.

Nel marzo 1982, nonostante la posizione di metà classifica, il Toro sorprende la rivale capolista salendo 2-0 nel derby, prima però che i bianconeri allenati da Giovanni Trapattoni ribaltino il punteggio e conquistino quella che sarà una vittoria fondamentale: a fine stagione la Juve vincerà lo scudetto con un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina.

4 – Torino 3-2 Juventus, marzo 1983

Esattamente dodici mesi dopo, il Derby della Mole fluisce ancora una volta come una marea e stavolta dalla parte dei granata. La Juve sale 2-0 con i gol di Paolo Rossi e Michel Platini, ma il Toro non si perde d’animo e costruisce quella che si può definire forse la più spettacolare rimonta mai vista in un derby: in cinque incredibili minuti, i gol di Giuseppe Dossena, Alessandro Bonesso e Fortunato Torrisi compiono il miracolo sportivo proprio sotto la Curva Maratona..

Il risultato del derby permetterà alla Roma di allungare in classifica proprio sulla Juventus, permettendo ai giallorossi di proseguire la loro marcia in vetta fino alla vittoria dello storico secondo scudetto.

5 – Juventus 0-0 Torino (4-2 dcr), maggio 1988

Toro e Juve avevano chiuso a pari punti al sesto posto in quella stagione 1987/88, e serviva uno spareggio per determinare quale squadra si sarebbe qualificata alla successiva Coppa UEFA. Era già la quinta volta che i due club si incontravano in quella stagione, dopo aver aggiunto una doppia semifinale di Coppa Italia (favorevole al Toro) alle due sfide di campionato (positive per i bianconeri).

La partita in sé non offrì particolari spunti. Finì 0-0 e la Juventus riuscì a prevalere ai calci di rigore per 4-2, ma le circostanze eccezionali della sfida rimangono un capitolo da ricordare in questa lunga rivalità.

6- Juventus 3-3 Torino, ottobre 2001

Se dovessimo pensare alla cosa più soddisfacente da fare a un nostro rivale, forse penseremmo a un semplice (ingenuo) dispetto. Ma ben riuscito.

Il Torino di inizio anni 2000 è squadra arrembante, come il suo allenatore Giancarlo Camolese, il bomber, Marco Ferrante, e il capitano, Antonino Asta. Non basta nemmeno il parziale di 0-3 inflitto all’intervallo dalla super-Juventus di Marcello Lippi e Alessandro Del Piero, per scalfire il morale dei granata che, nella ripresa, tornano in campo come una marea (esatto, proprio quella, che ritorna) a travolgere gli avversari. Prima Cristiano Lucarelli, poi Ferrante su rigore, infine Riccardo Maspero al termine di un roboante contropiede, costruiscono l’incredibile rimonta fino al 3-3.

Ma il drama (come diremmo in Inghilterra) sta per arrivare. A tre minuti dalla fine viene concesso un rigore alla Juventus e, nel caos delle proteste seguenti che circondano l’arbitro, Maspero va ad affossare il dischetto del rigore con il tallone. Ignaro di tutto questo, Marcelo Salas posiziona con cura la palla, prende la rincorsa e calcia. La sfera si impenna e vola fuori, verso la curva. Finisce 3-3, ma è sembrato il quarto gol granata.

» per scoprire di più sulla storia del Toro, vi consigliamo il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, situato alle porte della città (info qui)

» la Mole Antonelliana di Torino è qui, su Google Maps

Questo articolo è stato scritto da Tom Griffiths e originariamente pubblicato in lingua inglese su “Calcio England” – traduzione in italiano e riadattamento a cura di Antonio Cunazza

Cover image: Un momento di gioco in un Derby della Mole fra Torino e Juventus, stagione 1965/66 (photo via NSS Mag / visual by Archistadia)

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