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Rivista online di architettura sportiva

Avaya Stadium, il nuovo gioiello dei San Jose Earthquakes


Avaya Stadium
città: San Jose, CA
inaugurazione: 22 marzo 2015
capienza: 18.000
progetto: HOK
proprietari: San Jose Earthquakes

Grazie all’ospitalità di Giacomo Costa, ho parlato del nuovo stadio dei San Jose Earthquakes per Soccer Italia. Tra tecnologia, attenzione allo spettatore e valorizzazione dell’esperienza del giorno di gara, l’Avaya Stadium è un modello molto interessante (soprattutto in rapporto alle sue dimensioni, alla portata di molti Club italiani ed europei) e, nonostante sia l’ultimo arrivato, si propone come uno dei migliori impianti della Major League Soccer.

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico c’è
un movimento calcistico che sta facendo passi ampi, veloci e concreti verso uno
standard di altissimo livello, fino a qualche tempo fa forse improbabile da
immaginare. È la Major League Soccer, la cui nuova stagione ha
preso il via in questi giorni. E proprio nel fine settimana appena trascorso è
stato inaugurato il nuovo stadio dei San Jose Earthquakes,
nell’omonima città di San Jose, in California: l’Avaya Stadium.

Il nome non è il massimo ma neanche così brutto,
considerando che è tale per ragioni di sponsorizzazione. Il progetto, invece, è
molto interessante e rappresenta bene la via (positiva) che sta prendendo
il soccer a stelle e strisce. Sono sempre affascinato
da questi nuovi impianti: non per forza Wembley o l’Allianz
Arena
 di turno (enormi, fatti per impressionare, ecc) ma oggetti
architettonici misurati in base alle reali esigenze del Club di riferimento,
dove c’è più il rischio di trovare soluzioni banali e, di conseguenza, è
stimolante andare a capire quali siano i veri punti di forza e le scelte uniche
nel loro genere.

Spartan Stadium, match inaugurale, 6 aprile 1996

L’Avaya Stadium, di certo, offre spunti di
valore, sia progettuali che in termini di servizi, ed è un esempio da tenere in
grande considerazione durante il ricorrente dibattito del “costruire stadi
nuovi”. Capienza da 18.000 posti e, finalmente, un senso
di “casa” vero e proprio per un Club che, negli ultimi 20 anni, è
stato quasi itinerante: dal vecchio Spartan Stadium (foto a dx), utilizzato dal
1996 al 2005, al Buck Shaw Stadium, 2008-2014, passando per un
altro paio di impianti sfruttati soprattutto per le partite di cartello.


The Quakes avevano bisogno di qualcosa di
diverso e l’Avaya Stadium è ciò che serviva. Costato circa 100mln
di dollari
, è stato finanziato privatamente. Non c’è stata alcuna
spesa pubblica a supporto e, anzi, il presidente del Club, Lewis Wolff. ha
garantito di tasca sua le spese di manutenzione per i prossimi 55 anni. La legge che permette di costruire uno stadio inferiore ai 20.000 posti senza l’approvazione del consiglio ha aiutato e non poco a portare a termine questo impianto. What
a time to be aliv
e, staranno certamente pensando i tifosi della squadra,
coinvolti direttamente nelle celebrazioni e negli eventi di contorno della
costruzione dell’impianto, a cominciare dalla posa della prima pietra. C’è un
forte 
senso di comunità e di appartenenza che traspare,
caratteristica che, nei decenni passati, ha permesso soprattutto al calcio inglese
– e ai suoi stadi – di assumere il fascino che conosciamo oggi. E sarà per
l’affinità anglosassone, ma negli Stati Uniti non sono da meno.

Lo stadio è situato tra l’aeroporto di
Mineta e l’Università di Santa Clara, facilmente accessibile dalla città e con
un invidiabile sistema di parcheggi e navette di collegamento (la sezione web per le info
dedicate, sul sito ufficiale del Club, è lunga 5 pagine! – anche questo vuol
dire essere al passo coi tempi). Il nome, come accennato in precedenza, deriva
dalla partnership tra il Club e Avaya, società del New Jersey
specializzata in tecnologia e comunicazione. E proprio grazie a questo accordo,
l’Avaya Stadium è anche un esempio di avanguardia nel binomio stadio-tecnologia:
è il primo impianto al mondo, infatti, a essere cloud-enabled,
cioé a sfruttare il “cloud” per ogni attività informatica, nonché
l’unico stadio di calcio (insieme a Wembley) ad avere un’app
mobile esclusiva
 per l’acquisto diretto dei biglietti, informazioni in
tempo reale durante il giorno di gara (parcheggi, servizi, ecc) e aggiornamenti
su eventi collaterali del Club o nell’impianto.

Sul piano architettonico il progetto dello studio 360
Architecture (oggi parte di HOK) ha realizzato uno stadio di ispirazione
europea, con tre gradinate a un unico livello, disposte “a ferro di
cavallo” intorno al campo. Il quarto lato, dietro una delle due porte, è
invece libero, con l’enorme megaschermo al centro e una piccola gradinata con
posti in piedi, denominata Scoreboard Terrace. Sicuramente è
questo uno dei dettagli più curiosi dell’impianto: un lato
completamente libero, forse, lascia un po’ un senso di vuoto complessivamente
ma offre senz’altro un’esperienza unica se vissuto in prima persona, sul posto,
con il resto dello stadio di fronte in tutta la sua maestosità. Inoltre, sotto
il megaschermo (funzionante su entrambi i lati) è situato lo “Scoreboard
Bar
“, il bar all’aperto più grande degli Stati Uniti: un’incredibile
abbinamento logistico, con il bancone per il servizio, il maxischermo sopra di
esso, i gradoni per gli spettatori in piedi di fronte e il campo a pochi metri
di distanza.




Ancora, tra le soluzioni semplici ma efficaci, i posti
VIP e i palchi sono disposti nelle primissime file a bordo campo – in
controtendenza con gli standard tradizionali, dove le suite e i settori VIP
sono solitamente nella parte alta del primo anello. Ma la volontà era quella
di mantenere le gradinate in un tutt’uno, come ha spiegato Brad Shrock,
direttore della sezione sportiva di HOK, per valorizzare ancor di
più l’atmosfera vocale dei tifosi e l’impatto visivo derivante
dalla pendenza delle gradinate, 30°, le più ripide nell’MLS – con il risultato
che all’Avaya Stadium gli spettatori sono più vicini al campo
rispetto a qualunque altro stadio di dimensioni simili.


Siamo di fronte, insomma, a quello che è
potenzialmente il miglior stadio della Major League Soccer
, da
un punto di vista funzionale e concettuale. Certo, è l’ultimo arrivato, quindi
era lecito attendersi qualcosa di alto livello, ma l’Avaya Stadium –
ed è la cosa che preferisco – ha dimostrato che non serve stupire per
essere eccellenti
. Ciò che serve per uno stadio di calcio, oggi come un
secolo fa, è essere funzionale. Quando le scelte architettoniche più importanti
sono fatte in nome della funzionalità, pensando prima allo spettatore, poi il
resto viene di conseguenza. I San Jose Earthquakes hanno trovato la loro nuova
casa e noi abbiamo un grande esempio di come uno stadio da 18.000 posti possa
essere un perfetto modello di
pianificazione mirata, soluzioni semplici e tecnologia all’avanguardia da cui
imparare.



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Qui di seguito una breve fotogallery. Per leggere l’articolo originale su Soccer Italia, cliccate qui.




La Scoreboard Terrace con il bar e i posti in piedi all’inglese.

foto twitter @jsb_fox
Lo spettacolo sulle gradinate per il match inaugurale



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