Ci sono ancora molti dubbi sul restyling dello Stadio Tardini di Parma

Ci sono preoccupazioni riguardo cubature e impatto verso le case dei residenti.

Con l’arrivo della nuova proprietà americana, il Parma Calcio sta valutando concretamente le opzioni per il futuro dello Stadio Tardini che, secondo le intenzioni, dovrebbe subìre un importante restyling per trasformarsi in impianto moderno e al passo con le necessità attuali del club.

Una prima proposta di ristrutturazione era già stata depositata in Comune dal club emiliano a settembre 2020, ma l’arrivo della famiglia Krause alla guida dei ducali ha portato a una revisione di tutti i piani in corso, e il proprietario Kyle Krause ha poi confermato di voler sì intervenire sullo stadio, ma con un progetto completamente nuovo.

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Panoramica interna dello Stadio Tardini di Parma (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

In effetti, la proposta inizialmente paventata destava non pochi dubbi, in particolare riguardo l’impatto che avrebbe avuto il nuovo edificio sui residenti e sulle abitazioni circostanti in un’area, quella del Tardini, densamente costruita e con una viabilità prettamente cittadina e di non facile gestione.

Che problemi ci sono con il restyling dello Stadio Tardini di Parma?

Ciò che era emerso dal primo concept presentato in autunno, era di un intervento piuttosto invasivo soprattutto sulle parti accessorie dello stadio, oltre che sulle sue dimensioni. A questo faceva anche riferimento la dura presa di posizione del Comitato Tardini Sostenibile, un’associazione che raccoglie cittadini e residenti preoccupati da un possibile progetto che stravolgerebbe questa parte di città.

Secondo il Comitato, infatti, il progetto di restyling del Tardini era assimilabile a quello di un’astronave monolitica di cemento e acciaio, alta come un palazzo di 7 piani, con vaste superfici per attività commerciali e parcheggi sotterranei, inserita a forza in pieno centro abitato. Un tipo di intervento del genere stravolgerebbe la fisionomia e la gestione di un’area che fa parte del centro storico, con una pesante ricaduta sullo stile di vita dei cittadini.

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Nonostante la prima proposta di progetto non sia mai stata resa pubblica, alcuni dati sono emersi negli scorsi mesi e parlano di 30mila metri quadrati complessivi di ingombro per il nuovo edificio-stadio, con un’altezza quasi raddoppiata rispetto all’attuale (tutte le tribune sarebbero salite a quasi 22 metri d’altezza, come la tribuna principale). Inoltre, l’abbattimento di un edificio scolastico adiacente e la costruzione di un parcheggio a due piani interrati (con scavi che coinvolgerebbero anche Piazzale Risorgimento), sono stati valutati come aspetti del tutto contrari all’idea di sviluppo di questa parte della città di Parma.

Quello che il Comitato ha sottolineato in modo negativo, è stato soprattutto il mancato coinvolgimento della cittadinanza nel processo decisionale, avviato dal Comune a dicembre 2019. E questa situazione, stando alle lamentele dei residenti, non sarebbe cambiata nemmeno in questo inizio 2021, con il dialogo per la nuova versione del progetto portato avanti soltanto insieme ad altri soggetti istituzionali e partner privati.

Qual è lo scenario per il prossimo futuro?

In realtà, stando a quanto ha ribadito il Comune di Parma, nella persona del vicesindaco con delega allo sport, Marco Bosi, alcuni aspetti del primo progetto (già criticati dal Comitato Tardini Sostenibile) come il parcheggio multipiano sotterraneo e le cubature complessive dell’edificio rinnovato, sono proprio i punti sui quali anche la nuova proprietà americana del club ha paventato i dubbi maggiori. Ragione per cui ha preferito pervenire alla decisione di ritirare la proposta, per poter ragionare da zero su un concept più fattibile e maggiormente connesso al quartiere Cittadella.

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Il proprietario del Parma, Kyle Krause, posa con una sciarpa del club sul prato dello Stadio Tardini (photo by Parma Calcio 1913)

Alcuni punti che sembrano sicuri sono il dato della capienza a 24-25mila posti (contro gli attuali 28mila), e l’inserimento della struttura di copertura sulle due curve – attualmente sprovviste – con inserimento di illuminazione integrata, senza aumentare le altezze massime dei settori ed eliminando l’ingombro dei pali per i riflettori. Per quanto riguarda invece il possibile abbattimento dell’edificio della scuola Puccini-Pezzani, il tema è parallelo, con un nuovo plesso scolastico in costruzione nell’area del Castelletto e la prospettiva di trasferire in ogni caso le classi lì, riunendo elementari e medie (e lasciando via libera alla demolizione) e anche il discorso della viabilità nell’area-stadio sarà uno degli aspetti più delicati da risolvere.

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Dal canto suo, la proprietà del Parma Calcio, nella persona di Kyle Krause, ha recentemente confermato la volontà di intervenire sullo Stadio Tardini a prescindere dal futuro sportivo del club a breve termine, con la squadra che attualmente è a forte rischio retrocessione.

Nella seconda metà di febbraio 2021, il Parma Calcio ha infine ufficializzato la nomina dello Studio Zoppini come studio d’architettura incaricato di studiare il progetto, mentre Bosi ha confermato che, anche in virtù delle tempistiche previste dalla Legge Stadi, auspica la consegna del progetto preliminare entro maggio 2021, così da poter far partire i lavori già nell’estate 2022.

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Foto aerea dello Stadio Tardini di Parma (Photo by Blom UK via Getty Images)

Studio Zoppini – Fondato nel 1961 da Pino Zoppini, lo Studio vanta una grande esperienza nell’ambito della progettazione urbana e paesaggistica di edifici pubblici ad elevata complessità tecnologica e tipologica con particolare riferimento alle strutture sportive. Caratteristica dello Studio è sempre stata la grande attenzione per lo sviluppo di edifici tecnologicamente avanzati che non rispecchino un modello prestabilito e precostruito ma che di volta in volta rispondano a quelle che sono le aspettative degli utenti e della comunità nel quale l’edificio è inserito. Tra i progetti di rilievo internazionale lo Studio annovera gli stadi di: Le Mans, Sorrento, Wroclaw (Polonia), Prato, Salerno (Arechi), Monza (Brianteo), Leicester, Bath.

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