Dove giocherà il Venezia in Serie A?

100 giorni per mettere a norma lo Stadio Penzo.

Il ritorno in Serie A del Venezia dopo 19 anni è stato accolto con incredibile entusiasmo dalla città e dai tifosi, ma in parallelo è stato subito accompagnato dai dubbi inerenti allo stadio dove poter giocare il prossima campionato di massima serie. Il Venezia mancava dalla Serie A dalla stagione 2001/2002, l’ultima della gestione Zamparini, e il club arancio-nero-verde giocava regolarmente nel suo stadio, il Pier Luigi Penzo che però, all’epoca, aveva una capienza quasi doppia rispetto a oggi.

Il problema, infatti, ora è proprio lo stadio. Dove giocherà il Venezia in Serie A 2021/2022? Un nodo da risolvere in fretta (entro il 20 giugno per l’iscrizione al campionato) e per il quale si stanno inseguendo già diverse ipotesi, sia di trasferimento temporaneo che di permanenza al Penzo. In questo senso, il club ha dichiarato di avere 100 giorni di tempo per realizzare tutti gli interventi che servono per giocare nel proprio stadio la prossima stagione.

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Vista panoramica dello Stadio Penzo di Venezia (photo by Venezia FC)

Lo Stadio Penzo ha una capienza attuale di poco superiore ai 7mila posti, troppo pochi per il limite minimo di 16mila imposto dai criteri infrastrutturali della Serie A. Le strade principali sono due: o trovare una sistemazione temporanea in affitto nello stadio di un’altra città, oppure riuscire ad adeguare il Penzo ad alcuni degli standard minimi richiesti, ottenendo una deroga complessiva che permetta di iniziare il campionato comunque nello stadio di casa.

In che stadio giocherà il Venezia in Serie A?

Inaugurato nel 1913, il Penzo fa la corsa sul Ferraris di Genova come stadio più antico d’Italia, ed è (quasi) sempre stato l’impianto di casa del Venezia. Raggiungibile soltanto a piedi o in barca, sorge sull’isola di Sant’Elena, affacciato sulla Laguna di Venezia ed è una struttura sportiva unica nel panorama italiano. Dalla stagione 2001/2002 a oggi, i posti complessivi del pezzi si sono di fatto dimezzati, passando da 15mila agli attuali 7.389, ben al di sotto del limite minimo dei 16mila imposto dalla Serie A.

Il responsabile delle infrastrutture del Venezia FC, Andrea Cardinaletti, ha fatto chiarezza sulle intenzioni del club, che aveva già preparato un piano di interventi per l’eventuale salita in A e vuole ora attuarlo – anche se in tempi stretti – per poter giocare in casa la stagione 2021/22. L’obiettivo è ottenere una deroga per un anno, garantendo opere di ammodernamento e adeguamento impiantistico nel corso dell’estate, in particolare l’abbattimento di alcune barriere e il potenziamento dell’impianto di illuminazione (già salito a 1.650 lux nel corso del campionato 2020/2021 e ora pronto per i parametri della Serie A)..

L’intervento principale sarà l’adeguamento della capienza. In tempi recenti, sono bastati 10mila posti a Spal e Spezia per ottenere la deroga, e l’obiettivo del Venezia è di portare il Penzo a 12mila posti subito (un valore definito in rapporto agli abitanti della città) con la dimostrazione di poter poi arrivare a 16mila l’anno prossimo. L’aumento della capienza sarà ottenuto ricostruendo completamente la tribuna Distinti, e riutilizzando le vecchie gradinate per ampliare i settori di curva, e l’intervento complessivo di adeguamento costerà circa 3 milioni di euro (rientreranno anche l’ammodernamento delle aree hospitality, mixed zone e spogliatoi).

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I tifosi festanti del Venezia per la promozione in Serie A (photo by Paola Garbuio/LaPresse via Imago)

L’alternativa rimane sullo sfondo ed è il trasferimento temporaneo. Verona (Bentegodi) e Padova (Euganeo), per quanto vicine geograficamente sembrano ipotesi impraticabili a causa dell’intasamento dei calendari a Verona (con già due squadre che condividono lo stadio) e dei lavori in corso allo stadio padovano. L’ipotesi più credibile sarebbe il trasferimento allo stadio Paolo Mazza di Ferrara, casa della Spal, a 112 km di distanza da Venezia (sulla quale rimane però il punto interrogativo dei rapporti negativi fra le due tifoserie, da valutare per la gestione dell’ordine pubblico in città). Rimangono in piedi anche le idee di Udine e Trieste come carte di riserva.

Lo stadio di Ferrara verrà in ogni caso indicato dal Venezia come impianto di casa, all’atto dell’iscrizione al campionato il 21 giugno, e il club giocherà lì almeno le prime due giornate di campionato, in attesa che vengano ultimati i lavori al Penzo.

A questo proposito, si è riacceso il dibattito in Comune per la necessità di Venezia di avere una cittadella sportiva adeguata alle esigenze moderne, con uno sguardo al progetto del nuovo stadio del club su terraferma, lanciato nel 2018 e valutato anche da una Conferenza dei Servizi apposita, ma poi messo in stand-by a causa di una serie di difficoltà progettuali ed economiche.

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Vista aerea dello Stadio Penzo di Venezia (photo by Venezia FC)

Lo stadio Penzo di Venezia si chiama così perché intitolato all’aviatore Pier Luigi Penzo. Nativo proprio di Venezia (1896), partecipò alla Prima Guerra Mondiale e alla missione per il salvataggio della spedizione di Umberto Nobile. Perì in un incidente aereo nel 1928, nei pressi della città di Valence (Francia). Insignito della medaglia d’argento dell’aeronautica alla memoria, gli fu intitolato nel 1931 lo stadio del Venezia.

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