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Un’intera stagione “in trasferta”: il caso del San Marino Calcio

Il San Marino Calcio sfrattato dallo Stadium alla vigilia degli Europei Under-21 2019.

Una stagione “sempre in trasferta” è ciò a cui è costretto il San Marino Calcio nel campionato di Serie D 2018/2019 al via domenica 16 settembre. Un intero campionato senza poter mai giocare in casa, nel proprio stadio, a causa della decisione della Federazione Sanmarinese, alla vigilia dello svolgimento dei Campionati Europei Under-21 in programma dal 16 al 30 giugno 2019 (con due partite da disputare al San Marino Stadium di Serravalle, casa del San Marino Calcio).

Nello stadio della Repubblica, infatti, durante il corso dell’estate 2018 erano stati effettuati lavori di rifacimento del manto erboso, passato da erba naturale a tipologia “Mixto” (in erba naturale/sintetica), e successivamente la Federazione aveva decretato l’indisponibilità del campo per l’intero corso della stagione 2018/2019, “tenuto conto dei tempi necessari a garantire il perfetto consolidamento del terreno di gioco per ospitare le partite della fase dei Campionati Europei Under 21”, come da motivazione nel comunicato ufficiale. Una decisione apparsa estremamente esagerata, da qualunque punto la si guardi, considerando che il veto copre un periodo di addirittura nove mesi (il campionato di Serie D terminerà il 5 maggio 2019, e l’ultima partita interna del San Marino Calcio è in programma il 28 aprile) a cui vanno aggiunti i quasi due mesi di inattività prima dell’inizio degli Europei.

Il San Marino Calcio è l’unica realtà di livello professionistico nel panorama calcistico della piccola Repubblica, e ha alle spalle più di mezzo secolo di storia (la società è stata fondata nel 1960). Ciononostante sarà costretto a disputare tutte le partite casalinghe della stagione allo Stadio Sbrighi di Castiglione di Ravenna, a quasi 70 km di distanza dalla propria sede naturale. Un intero campionato “in trasferta” che, bisogna considerare, comporterà anche un grave danno ai bilanci economici e all’organizzazione logistica di una società di questo livello. In categorie dove si fa il possibile per prevedere in anticipo il dettaglio di costi/ricavi di gestione, facendo il possibile per mantenere i bilanci sani e la qualità della rosa sempre alta, una decisione simile cambia drammaticamente tutto lo scenario.

Il danno economico e d’identità

Il San Marino Calcio è quindi costretto a ripartire da zero, riorganizzando tutta la logistica e i rapporti con forze dell’ordine, Questura e Pronto Soccorso per quanto concerne le partite cosiddette casalinghe, ma che ora saranno disputate in un territorio dove di fatto il club è ospite e dove dovrà cercare di adattarsi. Allo stesso tempo ne ha risentito anche l’aspetto tecnico, con una forzata revisione delle spese, la costruzione di una rosa più giovane (anche se non per forza di minor qualità) e il ridimensionamento degli obiettivi. Aspetti cruciali nella gestione di una società sportiva a cui va aggiunto il danno per i tifosi, anche loro costretti a un’intera stagione di viaggi e a una serie di ulteriori spese per seguire la propria squadra.

La decisione riguardante il San Marino Stadium è solo l’ultimo tassello di una querelle fra la società biancoazzurra e la Federazione Sammarinese, iniziata nella primavera 2018 con il braccio di ferro sull’affiliazione del club (attualmente sospesa). La deroga per giocare a Castiglione di Ravenna (con lo stadio messo a disposizione dal club locale, il Del Duca Ribelle Calcio) è stata comunque concessa dalla L.N.D., consentendo l’iscrizione del San Marino Calcio al campionato di Serie D.

Rimane lo sconcerto di fronte a una situazione quasi paradossale, e gravemente penalizzante per una realtà sportiva sana come il San Marino Calcio, in netto contrasto con la vetrina dell’Europeo Under-21, occasione più unica che rara per il movimento calcistico della penisola e primo torneo internazionale ospitato in Italia dai Mondiali 1990.

(grazie alla d.g. del San Marino Calcio, Marusia Giannini, per la gentilissima disponibilità)

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva, laureato in Architettura e Restauro al Politecnico di Torino, e mi occupo di stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Sono cresciuto con la cultura britpop anni Novanta. E sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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