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San Siro, il doppio stadio è possibile?

Il progetto di RRC Studio ha previsto l’ipotesi dei due stadi vicini, anche in ottica Olimpiadi 2026.

Con l’assegnazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 a Milano e Cortina, la questione legata al destino dello Stadio Meazza si è arricchita di un nuovo tassello: il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha confermato che la cerimonia d’apertura si terrà nell’attuale San Siro e che un eventuale “nuovo stadio” è da considerarsi una tappa successiva all’evento a cinque cerchi. Per contro, è proseguita a colpi di dichiarazioni la spinta mediatica portata avanti da Inter e Milan per stimolare positivamente l’opinione pubblica sulla bontà dell’idea di un nuovo San Siro – mentre, al momento, il Comune sta iniziando a valutare un progetto di fattibilità preliminare presentato dai due club. L’idea è quella di un nuovo stadio da costruirsi di fianco all’attuale (che verrà demolito successivamente ai Giochi 2026): un nuovo impianto che continuerà a essere stadio condiviso da Inter e Milan, e in cui la presenza del Comune di Milano sarà tutta da decifrare.

Se si prendesse questa direzione, si arriverebbe per forza di cose a una fase storica nella quale ci sarebbero due stadi affiancati, uno appena costruito e uno pronto per la dismissione. Quindi è lecito chiedersi: è possibile un doppio stadio a San Siro?

San Siro, il doppio stadio è possibile?

In Europa e nel mondo ci sono diversi casi di due stadi quasi affiancati e appartenenti a club rivali. Di solito si resta nel range di 1 km di distanza, da Salonicco a Montevideo, da Liverpool a Belgrado, fino ad arrivare all’esempio più celebre: a Dundee, in Scozia, solo 300 metri separano Dens Park (Dundee FC) e Tannadice Park (Dundee United), lungo la stessa strada, Tannadice Street. Lo studio d’architettura milanese RRC Studio ha pensato proprio a questa eventualità, ridisegnando l’area di San Siro con la proposta di due stadi affiancati per Inter e Milan, che possano avere un futuro a lungo termine anche successivamente ai Giochi del 2026.

Il progetto di RRC parte dal presupposto che l’area dell’ex Ippodromo del Trotto, al di là di Via Piccolomini sul lato della tribuna arancio, è stato di recente venduto dalla Snai al gruppo immobiliare Hines per un progetto di sviluppo immobiliare. Archiviata quella porzione edificabile, lo spazio dedicato al nuovo stadio sarebbe quello dell’attuale piazzale di parcheggio compreso fra San Siro, via Harar e via Federico Tesio.

Qui, entro il 2025, sorgerebbe il nuovo stadio, collegato direttamente con l’accesso alla fermata della metropolitana, e arricchito da una corona di attività commerciali, di svago e dalla presenza della sede del Milan. Proprio il club rossonero prenderebbe possesso del nuovo impianto, lasciando all’Inter il vecchio Stadio Meazza opportunamente ristrutturato e rimodulato. L’idea centrale del progetto RRC è quella di una piastra di collegamento fra i due stadi: un’area pubblica posizionata su un livello rialzato rispetto al piano-strada attuale, a coprire la parte destinata al commerciale/intrattenimento e in grado di fornire uno spazio pedonale globale di raccordo e movimento su tutta l’area.

L’impatto economico sostenibile per tale intervento sarebbe quantificato in 700 milioni di euro, dei quali 180 andrebbero a sostenere l’adeguamento del Meazza, che continuerebbe a ospitare entrambe le squadre per il periodo necessario alla costruzione del nuovo impianto. I costi verrebbero successivamente ammortizzati grazie ai ricavi dalle nuove aree commerciali, previste per entrambi gli stadi, e l’intero progetto restituirebbe alla città un’area rinnovata a uso sportivo (con la realizzazione di un parco pubblico e di un centro sportivo, sul lato di via Achille).

RRC Studio Architects Milano è lo studio fondato dall’architetto Romolo Roberto Calabrese, ed è attivo sia in Italia, anche con interventi su scala urbana, che con progetti di sviluppo immobiliare nel sud-est asiatico e in Medio Oriente.

per approfondire il tema dello Stadio Meazza di Milano, alcuni miei articoli:

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