A New York hanno distrutto il playground di Nivola

Sacrificato in nome di un progetto di riqualificazione del quartiere.

Negli ultimi giorni all’ombra delle Wise Towers, un complesso condominiale nell’Upper West Side, a New York, è stato cancellato improvvisamente un pezzo di storia dell’arte urbana (italiana): le statue dei cavallini in pietra progettate da Costantino Nivola, artista sardo originario di Orani (Nuoro)¹, che decoravano una parte del playground della zona, sono state letteralmente distrutte, sembra “per fare spazio a un progetto di rinnovamento dell’area”.

La dirigenza del Museo dedicato a Nivola, che si trova proprio a Orani, ha denunciato l’accaduto con un post sui suoi canali social e, poche ore dopo, la giornalista Flavia Corda ha rilanciato le foto delle statue portate via dalle ruspe dopo essere state segate via dai loro basamenti a terra.

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Le statue dei cavallini di Nivola, nel playground Stephen Wise Recreation Area a New York (photo by Zachary Small)

Anche il rapper Bigg Dogg, originario del quartiere popolare delle Wise Towers, ha sottolineato l’intervento nei giorni scorsi (in un post sul suo profilo Instagram), ricordando l’adolescenza passata a giocare con quei cavallini e l’opera di “gentrificazione” in atto.

Dopo la mostra dedicata all’artista “Nivola, Figure in Field” organizzata nel 2020 alla The Cooper Union University, università privata di Manhattan per arte, architettura e ingegneria, quest’improvvisa decisione di “vandalismo istituzionale”, come l’ha definito la direttrice del Museo Nivola, Giuliana Altea, ha quasi dell’incredibile.

Sempre più spesso ci troviamo a dover scegliere quali testimonianze del passato sono importanti per noi e quali vogliamo conservare

Steven Hillyer, direttore degli archivi di architettura della Cooper Union University
I cavallini di Nivola a New York

I cavallini di Nivola, ispirati ai cavalli a dondolo dell’infanzia e alla statuaria orientale, erano stati realizzati nel 1964 insieme all’architetto Richard Stein, e da allora decoravano l’area attrezzata a playground all’ombra delle Wise Towers, chiamata “Stephen Wise Recreation Area”, come una vera opera d’arte urbana che si integra perfettamente nella vita sociale di tutti i giorni. Esempio di enorme valore di arte modernista

Per quanto un intervento di riqualificazione dell’isolato delle Wise Towers fosse doveroso, viene da chiedersi come sia stato possibile non riuscire a prevedere un progetto rispettoso di un’opera d’arte di questo tipo, tanto più così poco invasiva nel contesto costruito dell’area e facilmente inseribile negli eventuali nuovi spazi verdi e pubblici previsti.

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Lo stato dell’area del playground Stephen Wise Recreation Area dopo la rimozione forzata delle statue dei cavallini di Nivola (photo via Museo Nivola)

L’eredità artistica di Costantino Nivola, in realtà, va ben oltre quest’opera. Già art director della sezione pubblicità di Olivetti, nel 1941 (all’età di trent’anni) si trasferisce a New York per ricoprire lo stesso ruolo per la rivista Interiors and Industrial Design, ed entra in contatto con la scena artistica newyorkese, dinamica e in continua evoluzione. Nivola diventa uno dei “discepoli” di Le Corbusier, grazie al quale rafforza il concetto di sintesi delle arti, e sviluppa poi la tecnica del sand-casting, la realizzazione di pannelli di calcestruzzo con bassorilievi ottenuti colando il materiale in uno stampo di sabbia.

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Oggi, fra Chicago, Brooklyn, Manhattan, New Haven o Staten Island, si incontrano edifici con grandi facciate in bassorilievo realizzate proprio da Nivola, e che sono entrate a far parte della storia dell’architettura del Novecento degli Stati Uniti. Ma rimane anche la percezione di un eccezionale artista, celebrato in vita ma forse troppo in fretta dimenticato dopo la sua morte.

Secondo Michelle Bogart, storica dell’arte alla Stony Brook University, Nivola è stato “un artista visionario e, a conti fatti, lo scultore ufficiale per le opere pubbliche della città di New York negli anni ’60”. Ma dopo la sua morte, nel 1988, molte di queste opere sono state dimenticate o maltrattate, se non proprio distrutte, per far posto al rinnovamento della città.

Come ha detto Steven Hillyer, direttore degli archivi di architettura della Cooper Union, “sempre più spesso, purtroppo, siamo costretti a dover scegliere quali testimonianze del passato sono importanti per noi e quali vogliamo conservare e, proprio in questo senso, la produzione artistica di Nivola è tanto rilevante quanto ormai decisamente in pericolo”.

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Uno scorcio sul playground Stephen Wise Recreation Area, a New York, con le statue dei cavallini di Nivola, nel 1963 (photo by Humphrey Sutton / courtesy of the Nivola family archive)

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Costantino Nivola (photo via Elle Decor)

La Fondazione Nivola ha già annunciato che si muoverà nei confronti della Pacts Renaissance Collective, l’organizzazione che ha intrapreso i lavori di ristrutturazione dell’area delle Wise Towers, e coordinerà un fronte di opinione insieme alla famiglia Nivola, alla Chanin School of Architecture della Cooper Union, l’Istituto Italiano di cultura di New York, e ad associazioni per la tutela del patrimonio architettonico modernista come la Landmark West, oltre agli stessi inquilini delle Stephen Wise Towers.

Ci preme sottolineare che, se una municipalità non è in grado di pensare a una semplice riqualificazione puntuale senza distruggere un’opera d’arte tanto importante (quanto poco invasiva nel complesso), c’è da fare davvero un serio ragionamento sul “valore della cultura nella società contemporanea”. Ora la speranza è quantomeno che si possano salvare le statue dei cavallini ed, eventualmente, riportarle al Museo di Orani, in Sardegna.

¹ Costantino Nivola, artista e scultore italiano (Orani, Nuoro, 6 luglio 1911 – East Hampton, 6 maggio 1988)

Potete seguire il Museo Nivola su web, facebook, instagram e twitter

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.