Il Governo britannico investirà 50 milioni nelle strutture del calcio dilettantistico del Paese

Un intervento che riguarderà soprattutto le aree più svantaggiate del Regno Unito.

Il Regno Unito riparte dal calcio dilettantistico e dall’attività di base, e lo fa con un investimento governativo di 50 milioni di sterline che servirà per migliorare, potenziare, o creare da zero, le strutture sportive presenti nel Paese e dedicate a bimbi e ragazzi.

La conferma ufficiale dello sblocco dei fondi è arrivata direttamente dal Primo Ministro, Boris Johnson, e rappresenta un importante progetto di sostegno e promozione all’attività di base del calcio giovanile, che in inglese viene definita “grassroots football”, e che compone poi tutto il bacino del calcio dilettantistico che arriva fino alle società presenti alla base della piramide del football britannico (dalla National League in giù).

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Un momento di gioco di Green Lane-Armada, partita valida per la division 1 della West Kent Sunday Football League, calcio dilettantistico inglese (photo by Liam McAvoy via Imago)

Come accade anche in Italia, e nel resto d’Europa, infatti, il panorama del calcio dilettantistico e amatoriale è in realtà la parte preponderante della pratica sportiva del Paese, e non coinvolge soltanto le Prime Squadre che militano nei campionati non professionistici, ma soprattutto le scuole calcio e i settori giovanili che garantiscono l’attività sportiva per bimbi e ragazzi in modo capillare nelle città e sul territorio.

Calcio dilettantistico e amatoriale, un investimento per le nuove generazioni

Il Governo britannico, all’inizio del 2021, aveva già confermato la destinazione di 25 milioni di sterline a questi progetti, e ne aggiungerà ora altri 50 milioni (a partire dal 2022), destinati in particolare al potenziamento delle strutture sportive nelle aree più arretrate del Paese (quelle definite di categoria 1 e 2 all’interno del Levelling Up Fund, un più ampio piano di sviluppo e investimenti dedicati alla rigenerazione urbana e al miglioramento di servizi e infrastrutture per tutte le fasce di popolazione).

Secondo un recente studio coordinato da Sport England, e promosso dal Governo britannico, il 40% delle società di calcio amatoriale, in Inghilterra, si trova nel 20% delle comunità locali più svantaggiate sul totale nazionale.

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Un bimbo under6 controlla la palla durante un allenamento nella società Whitley Bay Sporting Club, nel nord dell’Inghilterra (photo by Owen Humphreys via Imago)

L’obiettivo principale è arrivare entro il 2030 a far sì che ogni ragazzo nel Regno Unito si possa trovare a non più di 15 minuti di distanza da un campo sportivo. Per fare questo, e grazie anche agli aiuti economici veicolati dalla Premier League e dalla Football Association, saranno realizzati 185 nuovi campi in erba artificiale 3G, verranno migliorati e rinnovati circa 5mila campi in erba già esistenti, e costruiti 9 hub sportivi con più campi da gioco al proprio interno.

Come confermato anche da Mark Bullingham, amministratore delegato della FA, «le strutture del calcio di base svolgono un ruolo vitale per le comunità locali. Questo finanziamento sarà fondamentale anche nell’aiutare a riportare le persone a fare attività sportiva, migliorando la loro salute mentale e fisica man mano che ci lasceremo alle spalle la pandemia».

Fra il 2020 e il 2021, e in combinazione fra gli aiuti governativi e quelli veicolati da Sport England (che prende parte dei fondi della National Lottery destinati agli interventi sul territorio), è stato destinato quasi 1 miliardo di sterline complessivo al sostegno dei club, delle società sportive operanti a livello locale e dei centri di allenamento durante la pandemia.

L’obiettivo principale è arrivare entro il 2030 a far sì che ogni ragazzo nel Regno Unito possa abitare a non più di 15 minuti di distanza da un campo sportivo.

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