Cos’è il Proyecto Esloveno e perché rappresenta il futuro della Bombonera

Un dialogo in esclusiva con Fabián Fiori, ideatore del progetto di ampliamento dello stadio del Boca.

Se c’è la possibilità di rendere lo stadio del Boca Juniors, la Bombonera, ancor più affascinante, questa è probabilmente la proposta che dal 2016 viene promossa e rilanciata con speranza e ambizione dai suoi ideatori: il Proyecto Esloveno, Progetto Sloveno, che completerebbe lo stadio sul lato della famosa tribuna verticale, riprendendo in mano l’idea originale del progetto del stadio, mai realizzata per motivi logistici.

Abbiamo avuto la possibilità di parlarne con l’ideatore del progetto, Fabián Fiori, rappresentante del Boca e bisnipote di uno dei soci fondatori del club, Ludovico Dollenz. Il suo entusiasmo va oltre l’interesse per il progetto, ma è genuinamente rivolto al futuro del Boca Juniors, che riuscirebbe a modernizzare lo stadio senza intaccarne la sua identità storica e architettonica.

Per qualcuno il fascino dello stadio del Boca è proprio la storica pianta a D, chiusa sul lato est dalla tribuna verticale su Calle Dr. del Valle Iberlucea, che ospita i palchi vip e presidenziali, con un impatto visivo simile a quello di un condominio vetrato a spiovente sul campo. Ma l’ipotesi di rinunciare a questa struttura, concludere il superellisse dello stadio costruendo una tribuna a tre livelli gemella degli altri lati, e completare l’intervento con una copertura semi-trasparente, è una visione di architettura e passione molto più che ambiziosa.

«L’idea del progetto è nata nel 2016, quando già da qualche tempo il presidente del Boca, Daniel Angelici (il cui mandato è finito nel 2019, ndr) paventava l’idea di abbandonare la Bombonera, trasformandola in uno stadio-museo per pochi eventi e spettacoli. Noi, invece, volevamo che il Boca rimanesse nella sua casa ed eravamo sicuri di poter migliorare lo stadio nonostante il poco spazio a disposizione», ci dice Fabián Fiori, che parla di questo progetto con gli occhi che brillano di entusiasmo.

Il palco verticale fu realizzato nel 1996, sotto la presidenza di Mauricio Macri, andando a inserire una struttura che riempiva quello che, fino ad allora, era un lato praticamente inutilizzato dello stadio. Questo perché, fin dalla sua costruzione, la Bombonera aveva dovuto fare i conti con le minime distanze esistenti rispetto alle abitazioni circostanti: il progetto firmato da Viktor Sulčič, e completato nel 1940, era riuscito a inserire lo stadio in uno spazio urbano davvero minimo e, ancor di più verso Calle del Valle Iberlucea, non c’era modo di pensare allo sviluppo di un’intera gradinata.

(photo by Proyecto Esloveno Oficial)

L‘ambizione è completare lo stadio come avrebbe voluto il suo progettista, Viktor Sulčič, e come aveva anche ipotizzato nei primi disegni originali. «Ecco perché si chiama “Progetto Sloveno”, e perché ci siamo affidati a un architetto di quella nazionalità. È un tributo a Sulčič e alla sua visione della Bombonera, che siamo convinti di poter finalmente portare a termine, quasi un secolo dopo l’inaugurazione».

Il problema, infatti, sono le abitazioni al di là di Calle del Valle Iberlucea: riuscendo a comprare il terreno dei due isolati di fronte allo stadio dai 48 proprietari attuali, si potrà costruire una gradinata perfettamente identica per disegno, struttura e pendenza al resto dell’impianto. «Quando abbiamo fatto il censimento dei 48 proprietari, e capendo che molti di loro non volevano vendere, ho pensato alla soluzione: la nuova tribuna, che scavalcherà Calle del Valle Iberlucea, creerà un’area pedonale sotto le arcate, che potrà essere destinata al commercio, garantendo a molte persone di conservare la propria attività».

«Bisogna rendersi conto che, se si vuole davvero migliorare la Bombonera, questo progetto è l’unico fattibile, ed è già stato approvato dal resto degli abitanti del quartiere», prosegue Fiori. E già nel 2018, Angelici si era riunito con il team proponente per valutare i dettagli del progetto. Impossibile pensare a uno stadio nuovo altrove, e improbabile aggiungere il quarto anello sui tre lati già esistenti, l’unica possibilità sembra davvero essere quella del Progetto Sloveno.

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Una vista interna della Bombonera verso la tribuna verticale (Photo by MARCELO ENDELLI/POOL/AFP via Getty Images)
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Vista interna della rinnovata Bombonera secondo la proposta del Progetto Sloveno (photo by Proyecto Esloveno Oficial)

Lo stadio aumenterebbe di capienza di circa 20mila posti in più, superando i 70mila posti totali. «All’epoca della costruzione, il club rinunciò ad acquistare le 129 abitazioni che si trovavano lungo Calle del Valle Iberlucea, preferendo la realizzazione di uno stadio in tempi brevi anche se soltanto su tre lati. Oggi possiamo completare il quarto lato acquistando meno proprietà e senza creare disagi né al traffico urbano, né alla squadra che continuerebbe a giocare qui durante i lavori. Ho parlato personalmente con i 48 proprietari e tutti sono entusiasti della possibilità di avere una passeggiata pedonale turistica e commerciale, che rappresenterebbe un importante ritorno economico per il quartiere».

La nuova tribuna est sarebbe in tutto e per tutto simile all’architettura del resto dello stadio e rispetterebbe l’attuale tratto viario di Calle del Valle Iberlucea, che passerebbe sotto le arcate della nuova struttura, andando poi ad affacciarsi verso le abitazioni limitrofe con nuovi spazi verdi, aree commerciali e un ampio viale pedonale.

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Il confronto della sezione di tribuna fra il progetto originale mai realizzato, a sx, e la proposta del Progetto Sloveno, a dx (visual by Archistadia / photo by Proyecto Esloveno Oficial)
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Il confronto fra vista esterna e pianta della Bombonera attuale, a sx, e della proposta del Progetto Sloveno, a dx (visual by Archistadia / photo by Proyecto Esloveno Oficial)

All’interno dello stadio, l’area panchine delle due squadre verrebbe spostata sul lato opposto, con la ricostruzione del primo anello e l’inserimento del tunnel di accesso al campo, mentre nella nuova tribuna verrebbero ricollocati i palchi vip. «Anche il palco di famiglia di Diego Armando Maradona sarà spostato e posizionato nello stesso posto, nella nuova, senza modificare nulla nemmeno della saletta interna. È il modo migliore per farlo rimanere per sempre con il club».

Il tema fondamentale rimane l’acquisizione delle 48 proprietà antistanti lo stadio. Un passaggio cruciale ma non semplice da realizzare, e che potrà essere risolto solo un passo alla volta, soprattutto visti gli ovvi intoppi creati dalla pandemia da Covid-19 nel corso del 2020 e gli sforzi economici richiesti allo stesso Boca Juniors, nell’ottica di un progetto quantificato in un costo totale di 50 milioni di dollari (compreso l’acquisto delle proprietà).

I canali ufficiali di Proyecto Esloveno sono su facebook, instagram e twitter

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Fondatore e direttore di Archistadia, è un critico di architettura sportiva, e un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, si occupa di divulgazione sui temi collegati a stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.

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