L’Arena da Baixada, un importante esempio di progetto urbano

I tratti di un progetto di ristrutturazione incentrato sul tessuto cittadino.

È curioso pensare che nel 1914, quando l’Estádio Joaquim Américo Guimarães fu inaugurato, il Club Athletico Paranaense ancora non esisteva. La squadra di Curitiba, che oggi è proprietaria della nuova Arena da Baixada, sarebbe stata fondata soltanto dieci anni dopo, nel 1924, dalla fusione dei due club locali, l’Internacional FC e l’América FC.

Ed è interessante rilevare come lo stadio originale, intitolato al presidente dell’Internacional che ne volle la costruzione, anticiperà nuovamente la storia anche a fine anni ’90, quando sarà demolito per fare posto a un nuovo impianto dai caratteri urbanistici quasi perfetti, e ben quindici anni prima che il Brasile si trovi a ospitare i Mondiali di calcio per la prima volta dal 1950.

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Inaugurata nel 1999, e adeguata con un progetto di ammodernamento fra il 2009 e il 2012, l’Arena da Baixada porta con sé un cambiamento che rappresenta anche l’aspetto più importante raccontato dallo stadio di Curitiba: un cambiamento in termini di progettazione, di rapporto con la città e di innovazione, con il risultato di restituire, realizzandola, una nuova identità allo spazio urbano nel quale si trova lo stadio.

La copertura integrale, volta all’efficienza energetica dell’edificio (sistemi di recupero di acqua piovana), rappresenta ancora oggi uno degli elementi centrali del progetto. Si tratta di una struttura completamente retrattile, la prima realizzata in uno stadio in tutto il Sud America: due gigantesche travi reticolari metalliche segnano lo sviluppo interno dello stadio, sostenendo l’intera struttura della copertura, composta da lastre di policarbonato.

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(photo by Vinicius Martins / Archistadia)

Al suo interno, poi, lo stadio si sviluppa in modo estremamente funzionale. Gli spazi di collegamento verticali sono posti ai bordi dell’edificio, e liberano le aree interne creando un flusso orizzontale continuo per l’accesso ai vari settori di gradinata e ai servizi.

Gli spazi urbani, la vera forza del progetto

Situato in una fitta rete urbana, nella zona centrale di Curitiba, l’Arena è a soli 2 km dal centro, e a tre isolati da uno dei viali cittadini più importanti, l’Avenida Sete de Setembro, progettato dall’architetto ed ex sindaco della città, Jaime Lerner, e dotato di esclusive corsie per gli autobus, principale sistema di trasporto della città.

L’accesso dei tifosi allo stadio si sviluppa soprattutto sulla piazza Afonso Botelho, sul lato ovest: qui si crea una continuazione naturale a livello urbano, che invita naturalmente le persone verso l’impianto. Una spianata con attività commerciali, e una riprogettazione adeguata degli ingressi all’Arena, hanno permesso di amalgamare l’elemento-stadio con la parte urbana adiacente, integrandole fra loro in modo molto diretto e funzionale.

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(Photo by HEULER ANDREY/AFP via Getty Images)

Lo spunto di razionalità che aveva guidato il progetto dell’architetto Carlos Arcos, fra il 2009 e il 2012, ha permesso di implementare ulteriormente questo rapporto con la città, facendo leva sulle linee guida date dagli assi viari esistenti, e rimodulando lo stadio e gli spazi in modo da creare zone di contatto pedonali e commerciali, fruibili da tutti. Il carattere urbano dello stadio, quindi, restituisce un’eredità anche alla stessa città di Curitiba, che vede valorizzata e rinnovata una parte urbana grazie a un progetto a misura del luogo in cui si trova.

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Classe 1994, è un architetto brasiliano, laureato in Architettura e Urbanistica all'Università di São Paulo e profondamente appassionato di stadi. La sua casa spirituale è l'Estádio do Morumbi.

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