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Le “Vice Nights” di Miami

Il restyling in via eccezionale per celebrare la storica serie tv “Miami Vice”.

Colori fluo e pastello, scritte glitterate, luci al neon. Sul parquet di basket dell’AmericanAirlines Arena di Miami ritorna la serie tv che ha segnato un’epoca: “Miami Vice”. Un restyling che durerà per 14 partite interne dei Miami Heat, le cosiddette “Vice Nights”, e coinvolgerà tifosi e giocatori in un salto all’indietro nelle atmosfere del poliziesco con Don Johnson e Philip Michael Thomas.

Dal 9 novembre 2018 (Miami Heat v Indiana Pacers) al 27 febbraio 2019 (Miami Heat v Golden State Warriors), gli Heat giocheranno con una maglia speciale su un parquet ridisegnato per l’occasione, con un occhio particolare a celebrare la storia della vecchia Miami Arena. Il richiamo all’ex palazzetto degli Heat, infatti, è la novità dell’edizione 2018: la riproposizione della scritta originale “Miami”, in corsivo al centro del campo, rimanda all’insegna originale del primo stadio degli Heat, inaugurato trent’anni fa, il 5 novembre 1988 (Heat-Clippers 91-111).

L’identità visuale di Miami, dall’Art-déco a Don Johnson

Il rebranding degli Heat in onore della serie tv Miami Vice fa parte della linea “City Edition”, promossa da Nike (designer di tutte le divise NBA) in collaborazione con la lega del basket americano. L’idea è di celebrare l’identità locale di ogni squadra con una divisa creata con colori e motivi speciali. Per le Vice Nights 2017 gli Heat avevano indossato una divisa bianca, con inserti fucsia e celeste, mentre quest’anno la scelta è stata per un total black.

I colori e lo stile grafico dei dettagli della serie tv Miami Vice erano ispirati, a loro volta, allo stile Art déco della città di Miami, oggi ancora visibile nella parte di città compresa tra Sixth Street a sud, Alton Road a ovest, Dalton Boulevard a nord e Ocean Drive a est. Quest’area di Miami Beach è denominata Art Deco District, ed è stato il primo quartiere del XX secolo a essere riconosciuto a livello artistico: è progettato in stile “Tropicale”, una variante dell’Art déco classico che aggiunge dettagli floreali e marittimi, declinati in colorazioni pastello.

Più di 900 edifici art déco compongono questa zona di Miami, inserita nel registro storico degli Stati Uniti dal 1979. Fra gli esempi più importanti vanno menzionati il Colony Hotel (1935, Henry Hohauser), il McAlpin Hotel (1940, L. Murray Dixon), inserito in una sequenza di edifici art déco lungo Ocean Drive, come il Betsy e l’Ocean Plaza, e il Breakwater (1939, Anton Skislewicz).

E ancora, il Cavalier Hotel (1936), progettato dall’architetto Roy F. France e considerato uno dei massimi esempi di edifici art déco negli Stati Uniti, oltre a essere uno dei luoghi simbolo della storia di Miami e di South Beach.

Oltre all’abbigliamento e al merchandising, gli Heat hanno voluto creare una vera atmosfera da Miami Vice, rinnovando il parquet dell’arena con una nuova scritta che replica le doppie ombreggiature effetto-neon, un richiamo alla grafica della Miami Arena nel 1988.

La Miami Arena è stata il palazzetto degli Heat dalla fondazione della franchigia, nel 1988, fino al 1999, quando la squadra si trasferì nella nuova AmericanAirlines Arena, a tre isolati di distanza. Il vecchio impianto, casa anche dei Florida Panthers di NHL, fu poi demolito nel 2008 dopo quattro anni di inattività (oggi l’area è occupata da un parcheggio). Si giocò qui l’All Star Game NBA 1990 e due partite delle Finali di Eastern Conference 1997 fra gli Heat e i Chicago Bulls (con i Bulls vincenti della serie 4-1 e poi campioni NBA nella successiva finale contro gli Utah Jazz).

Credits:
  • tutte le foto del restyling Vice Night 2018 | Miami Heat

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva, laureato in Architettura e Restauro al Politecnico di Torino, e mi occupo di stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Sono cresciuto con la cultura britpop anni Novanta. E sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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