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La presunta sostenibilità di Qatar 2022 X l’Utimo Uomo

Un Mondiale che si basa su una contraddizione in termini: consumare risorse per essere sostenibili.

Per capire i Mondiali di Qatar 2022 è utile parlare non solo degli stadi ma anche del tipo di torneo che il Paese arabo ha immaginato: una fiera-evento che deve spremere risorse ambientali per essere ecosostenibile.

L’ambizione del Qatar è stata chiara fin da subito: organizzare un Mondiale votato alla sostenibilità, sia nel breve termine con impianti e stadi efficienti dal punto di vista energetico, sia nel medio-lungo periodo, grazie agli stadi modulari e smontabili e a una serie di iniziative che rientrano in un programma di sostenibilità nazionale ad ampio raggio ma che non tiene conto dello sforzo energetico per essere raggiunto.

Per la rivista l’Ultimo Uomo, ho scritto un approfondimento su questo tema in un articolo dal titolo “I Mondiali non saranno sostenibili come dice il Qatar” (lo potete leggere qui) e di cui qui di seguito riprendo alcuni stralci.

Questi Mondiali dureranno 28 giorni, meno di un mese per un torneo che la monarchia del Golfo ha immaginato e preparato quasi come un’Expo, una gigantesca fiera di lusso che inizia e finisce […] che dietro di sé non deve lasciare quasi nulla di davvero ingombrante e ingestibile.

Dal 2007 a oggi (il Mondiale 2022 è stato assegnato al Qatar nel novembre del 2010), le autorità del Paese hanno avviato un programma per aumentare considerevolmente i campi da gioco sul territorio, arrivati oggi a 144 (8 stadi e 136 campi d’allenamento).

[…] Ogni anno, negli ultimi 15 anni, 140mila tonnellate di semi sono arrivate in Qatar dagli Stati Uniti, così da poter continuare a rinnovare e rizollare i terreni, pompando poi aria condizionata direttamente sui prati ogni giorno e irrigando con acqua di mare desalinizzata.

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Ogni campo da gioco del Qatar, da solo, durante i Mondiali avrà bisogno di 10mila litri di acqua desalinizzata al giorno per essere irrigato e mantenuto a livelli di verde impeccabili. E questa è solo una parte del totale dedicato a tutte le attività cittadine, per un Paese che negli ultimi due decenni ha forzatamente alzato il tenore di vita degli agglomerati urbani locali, fra mega-fontane spettacolari in stile Las Vegas, centri di bellezza di lusso, campi da golf, parchi a tema e servizi h24 per grattacieli e palazzi scintillanti, che spremono le risorse d’acqua di un Paese che l’acqua, in generale, non ce l’ha.

[…] uno Stato che non ha acqua continua a spingere sull’acceleratore del progresso, creando “cose” che l’acqua la consumano a dismisura e trovandosi quindi a doverla produrre forzatamente depurata dal mare, con ulteriore consumo fuori scala di combustibili fossili. […] il consumo di energia per far funzionare l’intero processo (di desalinizzazione, ndr) è attualmente enorme, e anche molto inquinante se si fa ancora affidamento sui combustibili fossili, e in Qatar gli impianti funzionano a gas o a petrolio (sui dati di consumo le autorità locali non vogliono fare menzione).

[…] Lo Stadium 974, già diventato progetto architettonico di culto, è il primo stadio interamente smontabile che abbiamo mai visto […] Al termine del torneo, lo stadio sarà completamente smontato e i container e la struttura in acciaio verranno riutilizzati all’interno del progetto del nuovo conglomerato urbano sul lungomare, a 40 km a est di Doha: un nuovo tentacolo della capitale, con ulteriori edifici destinati agli affari e al commercio ma anche con spazi ad uso della comunità locale e delle attività sociali, e quindi a nuovi consumi.

In questo Mondiale si rincorrono sprechi e buone intenzioni, che si alternano in un fragile equilibrio però quasi impossibile da portare avanti in modo coerente.

  • l’articolo completo “I Mondiali non saranno sostenibili come dice il Qatar” è sulla rivista l’Ultimo Uomo – lo potete leggere qui

Rinunciare a parlare dei Mondiali di Qatar 2022 credo sarebbe sbagliato, per quello che è sempre stato l’obiettivo del progetto divulgativo di Archistadia. Qui sul sito e sul profilo Instagram, quindi, proveremo a concentrarci su aspetti specifici relativi agli stadi e al torneo, per guardare le cose da un punto di vista il più possibile distaccato ma ben consapevoli delle storture sociali e della grave situazione di continue violazioni dei diritti umani che permangono nel Paese. Se volete recuperare tutti gli articoli dedicati, li trovate qui

Cover image: Vista esterna dell’Education City Stadium di Doha, alla vigilia dei Mondiali di Qatar 2022 (edit su photo by KARIM JAAFAR/AFP via Getty Images / OneFootball)

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