1996, Estonia-Scozia: la partita in cui mancava una squadra

La storia di una partita “giocata” senza una delle due squadre.

Il 9 ottobre 1996 è in programma Estonia-Scozia, al Kadrioru Stadium di Tallinn, partita valida per la terza giornata del Gruppo 4 di qualificazione ai Mondiali di France ’98. Su Google basta digitare “estonia sc” per veder subito comparire il suggerimento “estonia scotland 1996“. E su Wikipedia c’è persino una pagina dedicata, denominata “One team in Tallinn” (una sola squadra a Tallinn, nda).

Estonia-Scozia è la storia di una partita giocata solo per pochi attimi, in uno stadio vuoto, con un set di riflettori presi in prestito e due squadre che si presentano al campo in orari completamente diversi nella stessa giornata. Come detto, lo scenario è quello delle qualificazioni ai Mondiali di Francia: Estonia e Scozia sono nel girone con Austria, Svezia, Lettonia e Bielorussia, e il 9 ottobre 1996 è in programma la sfida di Tallinn, allo stadio Kadrioru, un impianto inaugurato settant’anni prima e casa della Nazionale locale.

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All’epoca si tratta di uno stadio simile a quelli che si trovano nel calcio dilettantistico, con una pianta ovale, una grande tribuna centrale e quasi nient’altro intorno al campo. Qualche fila di gradinata in legno sugli altri lati porta la capienza nominale a 2-3mila persone e, nell’ottobre 1996, anche la struttura neoclassica della tribuna originale è ormai solo un lontano ricordo. 600 tifosi scozzesi sono accorsi fino a Tallinn e sono già regolarmente nel loro settore, ricavato da una porzione laterale della tribuna, quando, alle ore 15, la Scozia entra in campo. Gli ospiti hanno completato la fase di riscaldamento e si allineano in mezzo al campo per l’inno nazionale. L’Estonia non c’è.

È uno degli scatti fotografici più bizzarri del calcio moderno. La terna arbitrale e l’undici scozzese sono schierati per il cerimoniale pre-partita, ma senza gli avversari.

I problemi nascono dal giorno precedente, quando vengono sollevati dubbi sulla qualità del sistema d’illuminazione dello stadio, implementato da alcuni riflettori mobili presi in affitto dalla Finlandia e posizionati su camion a bordo campo. Il delegato FIFA Jean-Marie Gantenbein, dopo i test di rito, conferma l’orario del calcio d’inizio alle 18:45 ma la Scozia protesta formalmente e, dopo una riunione terminata in piena notte, ottiene l’anticipo della partita alle ore 15.

L’Estonia, però, non è d’accordo con la decisione. La Nazionale estone, infatti, è formata da giocatori non professionisti e, giocando di mercoledì, si creerebbe una situazione logisticamente ingestibile per i calciatori che durante il giorno svolgono lavori normali. La notizia del cambio d’orario, per giunta, arriva alla Federazione estone soltanto la mattina stessa della partita, intorno alle ore 11, rendendo impossibile il cambio di piani in corsa.

Il risultato che ne scaturisce è grottesco ed esilarante allo stesso tempo. Gli scozzesi e la terna arbitrale si presentano allo stadio Kadrioru nel pomeriggio, come stabilito, e alle ore 15 vanno in scena un ingresso in campo e il lancio della monetina senza l’altra squadra. Viene dato persino il calcio d’inizio prima che l’arbitro, lo slavo Miroslav Radoman, sospenda l’inverosimile evento.

L’Estonia arriva al campo un paio d’ore dopo, in tempo per l’orario del calcio d’inizio originale, le 18:45. Mart Poom, all’epoca portiere dei padroni di casa (e successivamente autore anche di un fugace passaggio all’Arsenal) dichiarerà in seguito: «Volevamo comunque giocare, speravamo che alla fine gli scozzesi tornassero indietro sulle proprie richieste». Ma gli scozzesi alle 18:45 erano probabilmente già sul volo di ritorno verso Glasgow.

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(photo by Ben Radford/Allsport via Getty Images)
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(photo by Ben Radford/Allsport via Getty Images)

Nelle settimane successive si decise cosa fare del “risultato” di questa partite mai giocata. Curiosamente non fu assegnato il 3-0 a tavolino agli scozzesi ma, anzi, su proposta di Lennart Johansson (che diventerà poi presidente UEFA e FIFA) venne decretata la ripetizione della partita, da giocarsi quattro mesi dopo, allo Stade Louis II di Monaco. Il match nel Principato finirà 0-0 (davanti a circa 3mila spettatori) e la Scozia riuscirà poi a qualificarsi ai Mondiali di Francia 1998.

Il Kadrioru Stadium oggi

Lo stadio di Tallinn, teatro di quell’incredibile “partita” di calcio, oggi è ancora presente nella capitale estone. Nonostante un intervento di ammodernamento avvenuto a fine anni ’90, l’aspetto generale dell’impianto è rimasto immutato: è diventato lo stadio di casa di due club locali, il JK Nõmme Kalju e il Flora Tallinn, e la tribuna centrale ha una veste certamente più curata rispetto a quell’ottobre del 1996.

La Nazionale estone, invece, non ci gioca più dal 2001, anno in cui era stato inaugurato il nuovo impianto nazionale, la A. Le Coq Arena (oppure Lilleküla Stadium), completato nel 2018 e con una capienza di 15mila posti.

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(photo by Classic Football Shirts)

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Ogni tanto scrivo anche di stile, cultura e aspetti grafici legati al calcio e allo sport. Cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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