Lo stadio dove si gioca Bosnia-Italia.
L’influenza dell’industria siderurgica, il passato socialista, l’ombra dell’architettura sovietica. Zenica, e il suo stadio, il Bilino Polje, sono una finestra onesta e ruvida della Bosnia e della sua realtà ancora enormemente segnata da un Novecento tumultuoso e complesso.
La Nazionale italiana giocherà qui la finale playoff per qualificarsi al Mondiale 2026, nella serata di Martedì 31 Marzo. C’è un solo precedente a Zenica, datato 15 Novembre 2019, nel corso delle qualificazioni a Euro 2020: Bosnia v Italia 0-3.
Ecco 5 cose da sapere sullo stadio e sulla città.
1 STADIO – Lo stadio è la casa del club locale della città di Zenica, il NK Čelik, ma anche della nazionale bosniaca. Per la Bosnia, infatti, si tratta dello stadio principale anche se, dal 2018, viene utilizzato anche lo stadio Grbavica, a Sarajevo. Si ricordano giocate qui anche due partite dell’ex Nazionale della Yugoslavia: un’amichevole contro l’Unione Sovietica, nel 1974, e un match di qualificazione ai Mondiali ’86 contro il Lussemburgo, nel 1985.
2 STADIO – Il Bilino Polje è stato inaugurato nel 1972 e ha una capienza di circa 15mila spettatori, in particolare dopo gli interventi di ammodernamento e adeguamento ai parametri UEFA, operati nel 2012. Fu costruito in soli otto mesi, dando lavoro anche a gran parte degli abitanti della città (una delle motivazioni principali, all’epoca, alla base della costruzione).
3 NOMI – Zenica, letteralmente, significa “pupilla”. Il nome dello stadio, invece, è un particolare omaggio alla storia del luogo: Bilino era il nome dell’antico insediamento medioevale di Zenica (insieme ad altre denominazioni, come Bista Nuova e Brod). Polje, invece, è la semplice traduzione dal croato della parola “campo/terreno/prato”. Nel Medioevo, infatti, “Bilino Polje” era proprio il nome completo del villaggio, mentre nella nostra epoca si è evoluto nel corrispettivo dell’uso inglese delle parole “field” o “park” per gli stadi.
Embed from Getty Images4 CITTÀ – Zenica è una delle città industriali più importanti della Bosnia, e forse quella più influenzata dalla presenza delle fabbriche nella sua storia. La nota azienda siderurgica ArcelorMittal acquistò gli impianti produttivi di Zenica nel 2004 e, da allora, ha segnato l’esistenza stessa della città (il nome del club locale, Čelik, significa “produttore di acciaio”) – ma non sempre in modo positivo: il livello di polveri sottili prodotte dalla lavorazione dell’acciaio (con parametri di sicurezza non sempre rispettati) ha portato l’inquinamento atmosferico della città a livelli disastrosi, tanto da formare una vera e propria coltre di fuliggine che ricopre case e prati, in particolare nella stagione invernale, e causa di mortalità ben sopra la media.
5 ARCHITETTURA – Il complesso condominiale che domina lo stadio, sul lato Nord-Est, è il Lamela Building. Progettato dall’architetto Slobodan Jovandić, e inaugurato nel 1976, è un perfetto esempio dello stile Brutalista sovietico applicato all’edilizia abitativa: caratterizzato da una composizione a diversi volumi, con sei blocchi affiancati, contiene 232 appartamenti ed è alto 27 piani. Originariamente, il progetto ne avrebbe previsti 30: la riduzione fu necessaria a causa del pesante inquinamento atmosferico presente a quelle altezze.

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