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PyeongChang 2018: lo stadio temporaneo costato 100 milioni

Verrà demolito subito dopo i Giochi Olimpici.

La contea di PyeongChang, nella provincia del Gangwon, in Corea del Sud, ospiterà le Olimpiadi Invernali 2018, dal 9 al 25 febbraio (e le Paralimpiadi dal 9 al 18 marzo). Situata a un centinaio di kilometri dal confine con la Corea del Nord, si tratta di una delle regioni del paese con l’inverno più freddo. Un dettaglio da tenere in considerazione pensando allo Stadio Olimpico, che ospiterà le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi.

L’Olympic Stadium di PyeongChang, inaugurato a settembre dello scorso anno, è situato a Daegwallyeong-myeon, la cittadina più importante della regione. Ma, soprattutto, è uno stadio senza copertura e senza sistema di riscaldamento. Si tratta di una scelta un po’ azzardata per quella che, secondo le previsioni meteo, potrebbe essere l’Olimpiade invernale più gelida degli ultimi vent’anni, con temperature fino a -14°C.

L’ipotesi che 35mile persone restino in balìa di vento e gelo, durante le tre ore dello spettacolo inaugurale del 9 febbraio, è quasi incredibile. L’ultima Olimpiade invernale con uno stadio olimpico senza copertura era stata quella del 2002, a Salt Lake City (Stati Uniti) e, nel 2010, le cerimonie dei Giochi di Vancouver si erano svolte addirittura all’interno del BC Place, l’arena indoor della città.

pyeongchang stadio olimpico
(Photo by Naomi Baker/Getty Images)

Durante la fase progettuale (nel 2015) l’assenza di un tetto sull’impianto aveva fatto storcere il naso a più di un membro del comitato organizzativo. Ma il budget messo a disposizione dal Ministero parlava chiaro: niente copertura e no al sistema di riscaldamento. Coperte, cappelli di lana e accessori per scaldare mani e piedi saranno quindi distribuiti a tutti i tifosi – se è vero che durante l’evento-pilota di apertura dello stadio, lo scorso novembre, sette tifosi sono stati soccorsi per ipotermia.

Costruito espressamente per le cerimonie di rito, e non per le gare, lo stadio è a pianta pentagonale – un richiamo al numero 5 e alla simbologia olimpica. La tribuna principale, con i box stampa e vip, è dotata di una piccola copertura (inutile per gli spettatori in basso) e le cinque gradinate sono a unico livello. Sul vertice frontale rispetto alla tribuna è posizionato il braciere olimpico. Nei pressi dello stadio ci sarà l’Olympic Hall, con un mercato di produttori locali, e la Medal Plaza dove saranno premiati i vincitori delle gare.

L’Olympic Stadium di PyeongChang è, peraltro, uno stadio “temporaneo”. Su precisa volontà dell’amministrazione locale sarà demolito al termine dei Giochi, essendo ritenuto un edificio troppo costoso da mantenere in futuro. Anche questo fa capire come, alla base dell’organizzazione dell’evento olimpico, ci sia stata la volontà di mettere in mostra una bella vetrina in poco tempo, senza alcun interesse per una pianificazione a lungo termine.

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva, laureato in Architettura e Restauro al Politecnico di Torino, e mi occupo di stadi e impianti sportivi da oltre dieci anni. Sono cresciuto con la cultura britpop anni Novanta. E sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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