Il celebre Stadio dei Lavoratori di Pechino è stato demolito

Sarà ricostruito in una nuova veste in tempo per la Coppa d’Asia 2023.

L’iconico Stadio dei Lavoratori di Pechino è stato demolito nel corso di questo mese di agosto 2020, come parte dell’ambizioso piano cinese di rinnovamento degli impianti sportivi, con l’obiettivo ultimo di una candidatura a ospitare i Mondiali di calcio 2030.

La maestosa arena inaugurata nel 1959, nel decimo anniversario della costituzione della Repubblica Popolare Cinese, sarà quasi completamente ricostruita, con la fine dei lavori prevista per dicembre 2022, in vista della Coppa d’Asia 2023 che si disputerà proprio in Cina.

workers-stadium-pechino-ipotesi-render-manica
L’ipotesi di ammodernamento dello Stadio dei Lavoratori di Pechino, proposta da Manica Architecture nel 2017 (photo by Manica Architecture)
workers-stadium-pechino
(Photo by Feng Li/Getty Images)

Stadio polifunzionale, realizzato con vaghi spunti di architettura razionalista, è stato per decenni punto di riferimento sportivo e sociale della città di Pechino. Occupava una superficie complessiva di circa 350mila metri quadrati e poteva ospitare oltre 66mila persone, ma era ormai in condizioni strutturali piuttosto fatiscenti, nonostante ospitasse le partite casalinghe del Beijing Guo’an, club locale che milita nel massimo campionato di calcio cinese.

L’unico intervento di ammodernamento in poco più di 60 anni di storia era avvenuto nel 2004 e lo stadio, denominato Workers’ Stadium ma spesso chiamato Gongti o Gong Ti dai locali, aveva anche ospitato le partite di calcio del torneo olimpico 2008, oltre alla finale di Coppa d’Asia 2004.

Sono emersi pochissimi dettagli sul progetto del nuovo stadio, che comunque restituirà di certo una riconfigurazione delle gradinate e una struttura complessiva più armoniosa, con un’acustica interna nettamente migliorata. Nel 2017, peraltro, una prima proposta di masterplan per la ristrutturazione dello stadio era stata presentata dallo studio americano Manica Architecture (con la realizzazione di una copertura a velario ad avvolgere la struttura originale dell’edificio). Nulla era poi stato confermato ufficialmente, e rimane ora improbabile una scelta del genere vista la totale demolizione dell’attuale edificio.

© Riproduzione Riservata
Post Tags
Share Post
Written by

Archistadia.it è una rivista online di architettura sportiva e divulgazione culturale, fondata a gennaio 2015.

No comments

LEAVE A COMMENT