Tifosi | Atalanta, trasferta a Vila-Real

Il reportage della trasferta europea per Villarreal-Atalanta.

Vila-Real, città di 50mila abitanti nella comunità autonoma Valenciana, è conosciuta essenzialmente per due cose: l’industria della ceramica e la squadra di calcio locale, il Villarreal. Per dimensioni (e riferimenti industriali) potrebbe quasi essere paragonato a un club come il Sassuolo, anche se con molta più esperienza europea e caratura internazionale. E se nel 2017 l’Atalanta aveva debuttato in Europa League proprio al Mapei Stadium, quest’anno la prima di Champions va di scena all’Estadio de la Ceramica, nuova denominazione dello storico El Madrigal.

L’inizio della terza stagione dei nerazzurri nella massima competizione europea coincide con il tanto atteso ritorno dei tifosi allo stadio. Mancavamo sulle gradinate da quell’Atalanta-Valencia che fu l’ultimo atto prima che l’incubo Covid travolgesse Bergamo e la sua provincia. E con il via libera arrivato dalla UEFA a pochi giorni dalla partita, ma ancora in assenza di viaggi organizzati tramite le agenzie ufficiali o il gruppo ufficiale della Curva Nord, arriviamo in Spagna in 260 bergamaschi, tutti organizzati come una volta, con il caro vecchio viaggio fai-da-te.

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Vista esterna dello stadio de la Ceramica del Villarreal (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)

Volo Ryanair Orio al Serio-Valencia delle 10:25, un classico, anche se qualcuno si attrezza per volare su Barcellona (la vicinanza invoglia ad aggiungere qualche ora nella città catalana). In aereo non si contano le sciarpe e le maglie nerazzurre, sembra quasi un charter solo per noi, e persino la hostess al microfono si lascia scappare un “forza Atalanta” che strappa applausi scroscianti!

A Valencia è ancora estate, nonostante le nuvole, e vale la pena approfittarne per ammirare al volo le opere dell’architetto Santiago Calatrava nella Ciutat de les Arts i les Ciències (qui), per poi riversarsi nei ristoranti sulla spiaggia della Malvarrosa per la classica paella. Qualcuno toglie la maglia da trasferta dell’Atalanta e infila il costume da bagno per un tuffo in mare. I 45 minuti di auto che ci separano dallo stadio, poi, passano veloci e l’approssimarsi della meta viene sottolineato dal sempre più incessante susseguirsi di capannoni industriali dedicati alla produzione della ceramica.

A un primo sguardo, Vila-Real sembra la classica città di provincia anonima, finché tra una viuzza e l’altra non veniamo abbagliati da un gigante giallo: l’Estadio de la Ceramica, il mitico Madrigal!

Incastonato fra le case, è scintillante nel suo rivestimento liscio e continuo, lo stadio mette in mostra i risultati di tanti ammodernamenti avvenuti negli anni, che l’hanno portato a quasi un secolo di vita dall’inaugurazione del 1923. Regolamenti e restrizioni hanno fissato l’attuale capienza a 23.500 spettatori e quando il Villarreal gioca in casa, in pratica, un abitante su due è sugli spalti.

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Scorcio dello stadio de la Ceramica del Villarreal, fra le case circostanti (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)
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Remo Freuler e Duvan Zapata festeggiano dopo il gol segnato per l’Atalanta contro il Villarreal (Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)

Mentre ogni generazione del luogo arriva al Feudo Amarillo nelle ore precedenti al calcio d’inizio, non si può fare a meno di vedere ovunque i marchi degli sponsor che sottolineano il rapporto del club con la città e con l’industria della ceramica, e che hanno portato al cambio di denominazione dello stadio nel 2017, abbandonando quello storico nome (El Madrigal) che rappresentava l’area rurale circostante.

Il rivestimento esterno in enormi piastrelle di gres porcellanato in colore giallo lucido è un biglietto da visita affascinante per lo stadio, che ne accentua la grazia estetica e pare garantisca anche ottime prestazioni di isolamento termico e acustico. Oltre 500 lampade LED fanno brillare l’impianto di notte, aggiungendo luci di colore blu per un effetto dinamico e ammaliante. Non tutti i lati dello stadio sono rivestiti in questo modo, e sul lato opposto il rapporto con le case circostanti si fa più ruvido, più legato alla storia del luogo e al passato strutturale dell’edificio.

Piccoli spicchi angolari (non coperti) raccordano fra loro le quattro tribune e il settore ospiti è posizionato in modo più o meno infelice all’interno di un secondo anello che sovrasta l’anello unico dell’impianto. Ingabbiati da una rete contenitiva forse troppo invadente, è uno dei dettagli che fanno dello stadio del Villarreal un impianto ancora non all’altezza della Champions League.

La partita è vibrante e combattuta, l’Atalanta passa subito in vantaggio prima di essere raggiunta e poi superata, ma agguanta il pareggio e nel finale sfiora anche l’impresa. Mentre il portiere, Juan Musso, blinda il risultato e ci consente di tornare a casa con un buon punto, rimane l’emozione di essere tornati finalmente allo stadio dopo tanta attesa e sofferenze, e di averlo fatto con una bella trasferta, pittoresca e particolare, che sa davvero di tradizione del calcio europeo.

Fino al prossimo turno, quando per l’Atalanta si apriranno le porte del Teatro dei Sogni. Manchester United. Old Trafford.

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Vista sul campo dal settore ospiti dello stadio de la Ceramica del Villarreal (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)
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Vista esterna in notturna dello stadio de la Ceramica del Villarreal (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)

Questo reportage fa parte della serie “Away Days”, dove raccontiamo le trasferte europee dell’Atalanta direttamente dal settore ospiti.

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