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Tifosi | Trasferta al Maksimir

Il reportage della trasferta europea per Dinamo Zagabria-Atalanta.

Inizia allo Stadion Maksimir di Zagabria la prima storica avventura dell’Atalanta in Champions League. E, nonostante il punteggio finale di 4-0 in favore della Dinamo lasci poco spazio all’immaginazione, la cornice dello stadio croato è un salto affascinante nel calcio europeo.

La cornice di pubblico è imponente a cominciare dalla gradinata Nord, il cui primo anello è sede dei Bad Blue Boys, i temibili ultras di casa. Stracolme anche le tribune Ovest, anch’essa a due anelli intervallati da una striscia di postazioni stampa, ed Est, ad anello singolo a tutta altezza. La curva Sud, curva nel vero senso della parola, trasforma in un ferro di cavallo quella che sarebbe stata una pianta rettangolare: è qui che vengono collocati i tifosi ospiti e, per questo debutto del girone di Champions, ci sono 3mila tifosi dell’Atalanta.

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Il tifo croato è molto caldo, le due tribune sono costellate di sciarpe biancoblu e la gradinata Nord svela la coreografia principale che accompagna l’inno della Champions League. La struttura dello Stadion Maksimir è stata spesso accostata a quella del Ferraris di Genova. In effetti proprio la gradinata Nord, a ridosso del campo e contornata dai due edifici laterali color mattone, ricorda moltissimo Marassi (e avrebbe dovuto essere lo spunto per un progetto di ristrutturazione totale mai completato, ndr): se chiudiamo gli occhi e aggiungiamo la copertura, e magari qualche bandiera di Genoa o Samp, il gioco è fatto.

Nel complesso la struttura del Maksimir risulta uno strano ibrido, sia per la pianta dello stadio sia per gli interventi che si sono succeduti in anni neanche troppo lontani, ma che sono rimasti in buona parte incompiuti. Uno stadio storico ma che manca di parte del fascino architettonico di altre strutture balcaniche (Belgrado, per esempio, o Sarajevo), e allo stesso tempo è ancora lontano anni luce dal risultare adatto agli standard moderni.

Da Zagabria è tutto, ci vediamo a Manchester!

(dal nostro inviato, Ottorino Tentorio)

Credits:
  • img di copertina | Denis Lovrovic/AFP/Getty Images
  • foto Maksimir | Ottorino Tentorio

© Riproduzione Riservata
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