Tifosi | Atalanta, trasferta a Kharkiv

Il reportage della trasferta europea per Shakhtar Donetsk-Atalanta.

(dal nostro inviato nel settore ospiti, Ottorino Tentorio)

Kharkiv, Ucraina, 11 dicembre 2019. Un luogo ed una data che rimarranno per sempre nella storia dell’Atalanta, qualificata agli ottavi di finale di Champions League! I 500 temerari tifosi nerazzurri presenti sugli spalti hanno percorso gli oltre 2mila km che separano il Metalist Stadium da Bergamo principalmente con due voli charter, organizzati dal tour operator ufficiale e dalla Curva Nord.

Ma c’è anche chi ha preferito l’avventura (o la disavventura) fai da te. Chi ha viaggiato da solo ha scelto combinazioni aeree anche improbabili, con scali a Varsavia, Vienna o addirittura Vilnius, in Lituania. Qualcuno è rimasto in giro per l’est Europa per 3 giorni! Addirittura, un gruppetto di tifosi, a causa del meteo avverso, è stato dirottato a Kiev, e ha poi dovuto percorrere 500 km di steppa ucraina in auto in mezzo a una nebbia fittissima. Ma, sapendo com’è poi finita la partita, ne è valsa la pena.

kharkiv metalist stadium

L’Ucraina, a dicembre, non è certo accogliente, e Kharkiv non fa eccezione. La seconda città dell’Ucraina, a 30 km dal confine con la Russia, è sede delle partite interne dello Shakhtar da quando la Dombass Arena di Donetsk è stata danneggiata dall’esplosione di due ordigni, durante la guerra civile scoppiata cinque anni fa.

Il centro città di Kharkiv è cupo e austero, e si sviluppa a partire da Piazza della Libertà, la quarta piazza d’Europa per dimensione. Tutt’intorno è evidente l’eredità sovietica, con i grandi palazzi residenziali in stile brutalista. Si fa notare la scritta luminosa “Kharkiv 2020”, piccola attrazione per i turisti. Non c’è più, invece, l’enorme statua di Lenin, che aveva resistito fino al 2014.

Con l’equivalente di 3 euro di corsa Uber, a bordo di una Nissan Micra un po’ scassata, e in mezzo a un traffico surreale in cui auto e camion si tagliano la strada in continuazione, raggiungiamo il Metalist Stadium, la nuova “temporanea” casa dello Shakhtar.

Il club arancione rappresenta l’eccellenza del calcio ucraino e raccoglie tifosi da tutta la regione, anche se alcuni ci confessano di essere presenti soprattutto in qualità di amanti del calcio internazionale e della Champions League, che quest’anno ha portato qui Manchester City, Dinamo Zagabria e Atalanta, e in passato top club come Bayern Monaco, Real Madrid e PSG.

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(photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore)

Lo stadio ha una sua storia molto importante, e risale addirittura al 1926 (anche se lo storico ingresso esterno monumentale è andato distrutto durante la II Guerra Mondiale, ndr). Oggetto di diversi interventi di ammodernamento nel corso degli anni, l’ultimo dei quali datato 2009, è arrivato a ospitare anche tre partite del gruppo B degli Europei 2012: Olanda-Danimarca, Olanda-Germania e Portogallo-Olanda. A pianta ellittica, la capienza attuale è di poco superiore ai 40mila posti.

L’esterno ha un aspetto molto semplice, con le strutture a traliccio in colore blu che fanno parte dell’impianto statico stesso dello stadio, e della sua copertura. Si segnala soltanto una porzione vetrata esterna, in corrispondenza del ristorante dietro la tribuna principale. Anche all’interno dell’impianto il blu è il colore dominante, in contrasto con il giallo delle scale e delle rampe d’uscita, a ricordarci che questo è e rimane lo stadio dell’FC Metalist 1925.

I servizi a disposizione del tifoso non sono di uno standard particolarmente elevato, anzi. La presenza di una rete di separazione fra il settore ospiti e il campo è un altro retaggio vecchio, che non si sposa molto bene con la contemporaneità della Champions League.

Rete o no, comunque, le emozioni vissute in questa notte europea sono state incredibili e indimenticabili. Dall’atmosfera di un luogo un po’ sospeso nel passato, passando per il viaggio fino alla città (per alcuni quasi epico), fino alla straordinaria impresa calcistica della squadra in campo.

Da Kharkiv è tutto. E ora possiamo dirlo davvero: ci vediamo agli ottavi!

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Archistadia.it è una rivista online di architettura sportiva, fondata a gennaio 2015.

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