Supercoppa Italiana 2016: il Jassim bin Hamad Stadium di Doha

Lo stadio del Qatar che ospita Juventus-Milan.

Per la seconda volta nella sua storia recente, la Supercoppa Italiana si gioca in Qatar, al Jassim bin Hamad Stadium di Doha. La prima apparizione del trofeo fra le dune della penisola arabica era stata nel 2014, quando il Napoli batté la Juventus ai calci di rigore. Dopo il lungo viaggio in Oriente del 2015, fino a Shanghai, la Supercoppa torna sulle rive del Golfo Persico, con un occhio anche ai Mondiali 2022 assegnati dalla FIFA al Paese arabo.

L’impianto è di proprietà dell’Al-Sadd, club professionistico locale da cui sono passati anche calciatori del calibro di Raul e Xavi. Lo stadio, costruito fra il 1974 e il 1975, ospita anche le partite casalinghe della Nazionale del Qatar ed è stato ristrutturato quasi completamente nel 2004, con ulteriori piccoli interventi di ammodernamento operati fra il 2009 e il 2010.

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(photo by Inter FC)

Può ospitare fino a 15mila spettatori, con posti a sedere in ogni settore e una copertura totale, e si basa su una pianta rettangolare piuttosto raccolta, segnata da quattro torri angolari che ne caratterizzano il profilo principale. Esternamente è rivestito da pannelli in acciaio alluminato, che si alternano con aperture e finestre modulate in una scansione simmetrica. Il design complessivo è semplice e moderno, e tende ad amalgamare linee rette e curve in modo piuttosto armonioso.

Il Jassim bin Hamad Stadium è stato inserito al n.42 fra i “100 migliori stadi del mondo”, secondo la rivista Four Four Two

Ben 2.600 tonnellate di acciaio sono state impiegate soltanto per la costruzione delle torri angolari e della struttura superiore, in quella che era stata la fase dei lavori affidata all’azienda tedesca Donges Steeltec, specializzata in strutture in acciaio. I piloni sono alti 45 metri ciascuno e sono ancorati direttamente al terreno: si issano verso l’alto passando attraverso il profilo delle gradinate e il piano di copertura, e sostengono il carico derivante da esso. Per realizzarli e posarli in opera, i lavori di cantiere erano iniziati con un anno e mezzo d’anticipo sui tempi di consegna previsti.

La copertura, invece, è leggermente aggettante verso l’esterno rispetto al perimetro dell’edificio: si crea un aspetto complessivo di pieni e vuoti che ricorda l’impatto visivo dei grandi impianti e delle tubazioni industriali. In effetti, il Jassim bin Hamad Stadium è l’unico stadio al mondo a poter vantare un sistema di aria condizionata totale che serve sia gli spettatori, sia lo spazio del campo di gioco.

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(photo by Flickr / Groundhopping Merseburg)

Dall’interno dello stadio, infatti, è ben visibile la serie di bocchettoni, di forma circolare, situati lungo il bordo interno della copertura. Da qui viene diffusa l’aria condizionata all’interno dell’impianto, che può abbassare la temperatura fin sotto i 30°C: un dettaglio tecnico che, nel 2015, è valso all’edificio la posizione n.42 nella classifica dei “100 migliori stadi del mondo”, stilata dalla celebre rivista inglese di calcio Four Four Two. La forma “a botte” del tetto è stata scelta proprio in questo senso, e permette di migliorare la circolazione interna dell’aria, mantenendo il più possibile la temperatura costante all’interno dello stadio.

Anche sul piano del comfort per lo spettatore, lo stadio di Doha si allinea ai più alti standard occidentali: le poltroncine con rivestimento morbido della serie “Ascénder – Baco Sports“, in tribuna vip, sono lo stesso modello già scelto in passato da club europei come Feyenoord, Anderlecht e Olympique Marsiglia per i rispettivi stadi.

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Ogni tanto scrivo anche di stile, cultura e aspetti grafici legati al calcio e allo sport. Cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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