Super Bowl XLIX, University of Phoenix Stadium

Cosa c’è da sapere sullo stadio del Super Bowl 2015.

Phoenix non arriva da debuttante all’ultimo atto della stagione di football americano, avendo già ospitato il Super Bowl XLII, giocato il 3 febbraio 2008 e vinto dai New York Giants, 17-14 contro i New England Patriots. Lo stadio di casa degli Arizona Cardinals è stato inserito dal mensile “Bloomberg BusinessWeek” nella lista dei 10 impianti sportivi più importanti del pianeta, soprattutto grazie alle caratteristiche (combinate) della copertura mobile e del terreno di gioco estraibile, che può essere portato all’esterno dell’impianto (dettagli che si ritrovano in stadi europei come il GelreDome, ad Arnhem, in Olanda, e la Veltins Arena, a Gelsenkirchen, in Germania).

Cosa c’è da sapere sullo stadio del Super Bowl numero 49?

  • periodo di costruzione: 2003-2006
  • inaugurazione: 1 agosto 2006
  • capienza: 63.400 posti tutti a sedere; ampliabile fino a 72.200 posti
  • architetti: Eisneman Architects; Populous (ex HOK Sports)
  • ingegneri: TCLP Structural Inc; Walter P. Moore; Buro Happold

Il costo del progetto è stato di 455 milioni di $, suddivisi in 395,4 milioni per il solo stadio, 41,7 milioni per la risistemazione dell’area circostante e 17,8 milioni per l’acquisto del terreno da edificare. La forma dello stadio è stata modellata su quella del “barrel cactus“, una piantapianta del genere Ferocactus dalla forma vagamente globosa.

  • Squadre proprietarie: Arizona Cardinals (NFL, 2006-oggi); Fiesta Bowl (NCAA, 2007-oggi)
  • I Cardinals hanno vinto la prima partita ufficiale giocata qui, 34-27 contro i San Francisco 49ers, il 10 settembre 2006.

Prima di spostarsi allo University of Phoenix Stadium, gli Arizona Cardinals hanno giocato dal 1988 al 2005 al vecchio Sun Devil Stadium, che era situato nel campus della Arizona State University

  • 14mila, è il numero di parcheggi presenti nell’area dello stadio
  • 88, sono le “luxury suites” dell’impianto
  • NON c’è nemmeno un singolo posto con visuale parzialmente ostruita: in sede di progettazione, infatti, si decise di non inserire posti a sedere nelle zone dell’anello superiore dove la visuale sarebbe stata ostacolata dai grossi pilastri della copertura
  • la copertura è costituita da una membrana traslucida e il tempo di apertura della struttura è di 20 minuti: lo University of Phoenix Stadium è stato il primo impianto sportiva al mondo ad avere una copertura mobile costruita su un piano inclinato
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Archistadia.it è una rivista online di architettura sportiva e divulgazione culturale, fondata a gennaio 2015.