Serie A post-Covid: ci sono meno steward e più problemi

Il ritorno del pubblico negli stadi italiani ha accentuato un tema ancora tenuto in secondo piano.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di ANDES, Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza, impegnata nella formazione e nella gestione di steward e delegati alla sicurezza negli impianti sportivi italiani.

Ora che il calcio ha intrapreso la strada del ritorno a pieno regime dei tifosi, ecco che tornano a galla i problemi legati allo stewarding e quindi alla sicurezza: se qualcuno pensava che nel post-pandemia qualcosa sarebbe cambiato, ecco che si sbagliava, considerando anche gli episodi di violenza che si stanno registrando in questi giorni negli stadi italiani.

Questa è la riflessione di Ferruccio Taroni, presidente di A.N.DE.S., l’associazione nazionale delegati alla sicurezza che raccoglie circa 30mila steward e Delegati Gestione Eventi in tutta Italia.

«Da più parti durante le fasi di lockdown era arrivata la speranza che il ritorno alla normalità del calcio potesse portare ad un clima migliore, a far prevalere il buon senso di fronte al nemico comune. Gli episodi di violenza di questi giorni purtroppo dimostrano che in troppe occasioni il clima è ancora esasperato. Se qualcuno pensava che con il Covid cambiasse l’atteggiamento di alcuni tifosi, si sbagliava.

riapertura degli stadi steward
Un cartello informativo all’Allianz Stadium di Torino (photo by Tano Pecoraro/LaPresse via Imago Images)

«Gli steward sono sempre in numero troppo basso, nonostante gli ultimi provvedimenti hanno leggermente migliorato la situazione per i corsi di formazione, e siamo in difficoltà. Anche per via del fatto che la professione viene ancora vista come un lavoretto della domenica, fatto giusto per arrotondare. Inoltre, anche la figura degli SLO (Supporter Liaison Officer, ndr) devono essere rimessi in moto, visto che si sono bloccati a causa della pandemia e in molte realtà non sono ancora stati riattivati a pieno regime».

Il problema della gestione degli steward nello sport italiano, e soprattutto nel calcio professionistico, è molto delicato e presente e nemmeno il passaggio attraverso la fase a porte chiuse degli stadi ha favorito quello che invece doveva essere un meccanismo da sviluppare proprio avendo più tempo a disposizione. Qui su Archistadia abbiamo già parlato in passato dei problemi riguardanti le difficoltà nell’assunzione di personale straniero e alla necessità di attuare una formazione più completa per gli steward, proprio nell’ottica della riapertura.

La professionalizzazione della figura dello steward (ne parlavamo qui) rimane il punto centrale che, a cascata, garantirebbe maggior formazione e una collocazione di tipo lavorativo più concreta e definita.

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