Andes: «Il Covid costringerà a ripensare anche la formazione degli Steward»

I temi emersi dall’incontro dell’Associazione Nazionale Delegati Sicurezza italiana.

La necessità di prevedere uno sviluppo del ruolo dello Steward nel post-pandemia sembra sempre più necessaria, in vista della riapertura al pubblico degli stadi. «Non possiamo più continuare soltanto a gestire l’emergenza: dobbiamo anche costruire un percorso che ci permetta di metabolizzare il nuovo scenario creato dal Covid. Cambierà il ruolo dello steward ma bisogna riflettere anche su come torneranno i tifosi allo stadio».

Il tema è stato al centro dell’incontro online organizzato giovedì 12 novembre da A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza che in Italia riunisce oltre 30mila fra Steward e Dge (Delegato alla Gestione dell’Evento), dal titolo “Nella ripresa, le norme dimenticate”.

L’evento è stato aperto dai saluti di Ferruccio Taroni, presidente Andes, mentre al dibattito hanno poi preso parte il professor Antonio Zuliani, psicologo e psicoterapeuta (con l’intervento intitolato “Vivere gli stadi dopo la pandemia”), Giovanni Spitaleri, coordinatore nazionale dei delegati per la gestione evento per la Figc (che ha parlato di “Pianificazione e organizzazione dell’evento al tempo del Covid-19”), e Simone Marchini, Sales & Technologies Advisor Italy di Dallmeier (che ha affrontato l’argomento “L’occhio attento, la ricostruzione dell’accaduto”). Il presidente Taroni, infine, ha esposto alcuni ragionamenti e dettagli sul tema “La gestione della sicurezza in questi tempi di incertezza”.

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(Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)

Tutti i temi affrontati ruotano sulle previsioni e l’organizzazione logistica in vista della futura riapertura degli stadi ai tifosi. «Viviamo oggi un momento di incertezza, ma non possiamo restare per sempre nell’emergenza. Il calcio sin da subito si è mosso per cercare di costruire qualcosa che andasse oltre la gestione dell’emergenza, iniziando a metabolizzare il momento attuale e soprattutto quelle variabili con cui dobbiamo imparare a convivere e lavorare», ha spiegato Taroni. «Per questo, Andes, nei prossimi incontri che avrà con le istituzioni del calcio, punterà forte su tre temi: l’importanza della formazione degli steward, che non potrà avere più la dimensione pre-Covid; il loro reclutamento, che sarà un problema dal punto di vista burocratico, visto che lo era già prima del lockdown anche in riferimento ai ragazzi stranieri; il libretto dello steward, che sarà nuovamente riproposto al ministero».

D’altronde, se è vero che lo steward non potrà più essere lo stesso rispetto al pre-Covid, per necessità e preparazione a nuove eventuali situazioni critiche, c’è anche da chiedersi in che modo torneranno i tifosi allo stadio.

«Credo che in questi mesi sia mancato un maggiore coinvolgimento dei tifosi proprio in ottica di una riapertura delle curve», ha concluso Taroni. «In quest’ottica, quando il calcio ripartirà ci sarà bisogno di steward con una formazione diversa. La complessiva organizzazione di un evento sportivo dovrà attenersi a nuovi scenari, e serviranno indicazioni uniche e chiare per tutte le agenzie di formazione di questo settore. E il coinvolgimento pieno di tutti gli attori in campo».

Cover image: photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images

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