Posti riservati in caso di obesità, come cambiano gli stadi?

La Confederations Cup 2017 in Russia sarà il banco di prova per nuove soluzioni inclusive.

Come cambiano gli stadi al giorno d’oggi? Sono sempre di più i fattori “esterni” al gioco del calcio a dover essere tenuti in considerazione in fase di progetto. Se il dibattito comune verte su quelle che in inglese sono facilmente racchiuse in una parola, “amenities” (spazi di svago, punti ristorazione e intrattenimento, negozi), sempre più fondamentale è l’attenzione al tifoso e alle sue necessità.

Molto si è fatto in relazioni agli accessi e ai flussi di ingresso e uscita, e alla “comodità” generale di chi va a vedere la partita. La funzionalità è, e rimane, una delle caratteristiche fondanti il progetto di uno stadio e i passi avanti, complici regolamenti e leggi più stringenti, sono stati molti e decisivi negli ultimi vent’anni.

Per queste ragioni va tenuta in grande considerazione l’iniziativa dei “posti speciali”, attiva per la prossima Confederations Cup 2017, in programma tra giugno e luglio prossimi in Russia. Sarà un banco di prova importante in vista dei Mondiali 2018 ed è anche qualcosa che interviene direttamente nella fase di “creazione” del progetto. La FIFA, come già era avvenuto per i Mondiali in Brasile nel 2014, ha previsto la presenza di settori e posti riservati a tifosi con comprovate necessità fisiche. In particolare, persone con disabilità, con difficoltà motorie e, soprattutto, persone con accertata obesità.

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Posti riservati a tifosi con certificata obesità, allo stadio Maracana di Rio de Janeiro, in occasione dei Mondiali 2014 (photo via Shutterstock / Ad.nl)

Questa attenzione specifica (che si risolve nella vendita di biglietti dedicati, senza modifiche al prezzo base) risulta in una progettazione che prevede e modifica alcune parti delle gradinate di conseguenza. Si hanno posti circondati da uno spazio di manovra maggiore, oppure posti che prevedono la presenza dell’accompagnatore, o ancora seggiolini più grandi – in Brasile erano larghi il doppio – come nel caso delle persone obese (per le quali la FIFA richiede un minimo di BMI 35).

Per avere un metro di paragone, per i Mondiali 2014 l’Arena Castelão di Fortaleza aveva 1.675 posti “speciali” sui 63.903 totali e, di questi, 120 erano specificamente assegnati alle persone con obesità.

Così come aumenta sempre più la “richiesta” per settori a posti in piedi, con valide motivazioni di maggior sicurezza e miglior esperienza per i tifosi (consapevoli), allo stesso modo vanno assolutamente tenute in considerazione certe tematiche sociali fondamentali del nostro tempo, per far sì che gli stadi siano edifici pienamente funzionali e permettano la miglior fruizione possibile da parte di tutti.

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