Covid-19, come saranno le linee guida degli steward alla ripresa della Serie A

Le norme proposte da Andes, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza negli Stadi.

Con la ripresa del campionato di Serie A alle viste, nell’ottica di convivere con l’emergenza Covid-19 e portare a termine la stagione, l’A.N.D.E.S., l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza negli Stadi che riunisce gli oltre trentamila steward e Delegati alla Gestione Evento, ha presentato le linee guida proposte ai massimi livelli istituzionali del calcio nazionale per definire le modalità d’uso degli stadi (a porte chiuse) da parte delle figure preposte al controllo e alla sicurezza.

Come confermato anche dal presidente di Andes, Ferruccio Taroni, il documento è stato redatto insieme al dottor Fabio Volonté, medico chirurgo specialista in anestesia e rianimazione e consulente sanitario per Andes. Oltre alla pubblicazione sul sito ufficiale dell’associazione, l’atto sarà messo a disposizione delle società per eventuali integrazioni, anche perché ogni società potrà adattarlo alle esigenze della propria struttura e organizzazione.

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Union Berlin vs Bayern Monaco, Stadion An der Alten Foersterei, Berlino (Photo by Hannibal Hanschke/Pool via Getty Images)

Le partite saranno configurate come evento “non aperto al pubblico” e, di conseguenza, con forze dell’ordine ridotte al minimo. Il Delegato Gestione Evento della società ospitante, che solitamente si coordina con le Forze dell’Ordine e pianifica tutti gli aspetti di ingresso e ordine pubblico, in questo caso dovrà creare un Comitato Covid-19 formato da professionisti, così da prevedere e definire ogni situazione nel rispetto delle norme anti-contagio.

Per le gare di Serie A si stima la presenza massima di 300 lavoratori nel giorno di gara, mentre si avranno numeri inferiori per serie B e Lega Pro. Allo stadio saranno ammesse solo persone che non potranno effettuare la loro attività da remoto. Nel documento si legge che “L’evento-partita si effettua in luogo non aperto al pubblico e non fruibile da spettatori, pertanto non sarebbe soggetto agli adempimenti dell’evento pubblico. È prevista, dunque, la presenza ridotta al minimo indispensabile delle Forze dell’Ordine. La partita diventerà quindi un evento privato a cui potranno accedere solo poche persone con compravate esigenze lavorative”.

Allo stadio entreranno idealmente tre gruppi di persone:

  • atleti, staff e ufficiali di gara
  • lavoratori accoglienza, servizi tecnici, operatori dei media manutentori impianti (che possono venire a contatto con gli atleti)
  • giornalisti, fotografi, osservatori e simili (che non hanno contatto con gli atleti)

Tra le misure indicate, la società sportiva ospitante dovrà costituire un Comitato Covid-19 con a capo il Delegato alla Gestione Evento e come componenti il Responsabile Sicurezza Protezione e Prevenzione aziendale, il medico competente, il rappresentante del servizio sanitario, il medico sociale e il delegato del datore di lavoro.

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Stadion An der Alten Forsterei, Berlino (Photo by Boris Streubel/Getty Images)

Il Comitato Covid-19 avrà il compito di definire i dispositivi di protezione individuale necessari a tutto il personale che opererà direttamente per la società sportiva organizzatrice, in relazione alle mansione da svolgere e al luogo dove operano (tipologia di mascherina, dispender gel disinfettante, eventuali visiere, eventuali guanti, ecc). Analogamente, avrà cura di analizzare e definire le dotazioni minime da trasmettere ai fornitori esterni che a qualunque titolo opereranno all’interno dello stadio (es.: pulizie, stesura cavi media, ecc). Il Comitato Covid-19 avrà anche il compito di definire quali ambienti dovranno essere sanificati e quali solamente igienizzati, anche in relazione alle disposizioni regionali.

L’obiettivo sarà limitare al minimo indispensabile la presenza di persone all’interno dello stadio, regolamentando le misure di pre-filtraggio, riducendo i numeri delle professionalità strettamente necessarie (Vigili del Fuoco, sanitari e Forze dell’Ordine). Un’importante valutazione andrà anche fatta, in sede GOS e con l’ausilio del Supporter Liaison Officer della squadra ospitante, circa l’eventuale presenza di punti di ritrovo dei tifosi in prossimità dello stadio, almeno nel raggio di 500 metri dall’impianto (valutando eventuali campagne di sensibilizzazione per dissuadere questo tipo di manifestazioni).

Ogni operatore presente all’interno dello stadio andrà “categorizzato” (es.: steward, tecnici tv, tecnici impianti, giardinieri, delegati Lega, giornalisti, fotografi, raccattapalle, ecc), così da redigere un piano-ingressi dove per ogni categoria/gruppo venga specificato un varco d’ingresso dedicato allo stadio, l’orario di arrivo, la necessità di misurare la temperatura e di consegnare il pass o effettuare controllo pre-filtraggio.

Il distanziamento in tribuna e nei settori stampa sarà garantito con almeno 1 metro effettivo fra una persona e l’altra, con un calcolo di circa 25/30 posti utili su un gruppo esemplificativo di 135 seggiolini totali.

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